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Alberto Basso L’Eridano e la Dora festeggianti. Le musiche e gli spettacoli nella Torino di Antico Regime

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L’Eridano e la Dora festeggianti. Le musiche e gli spettacoli nella Torino di Antico Regime costituisce un punto di riferimento essenziale per gli sviluppi della ricerca storica in un settore che è ancora in gran parte poco noto e comunque trascurato dall’ambiente culturale, ma anche perché la più considerevole parte della documentazione di riferimento – quasi interamente di radici torinesi -  è patrimonio prezioso dell’Archivio Storico del Comune di Torino e, in minor misura, dell’Archivio di Stato di Torino, dell’Archivio Arcivescovile, della Biblioteca Reale, della Biblioteca Nazionale Universitaria  e della Biblioteca Civica Musicale «Andrea Della Corte».

Secondo la comune opinione Torino è città che non pare avere ricoperto un ruolo significativo, per altro certamente non determinante, nella storia della musica italiana;  tuttavia, si tratta di una opinione non conforme alla situazione storica reale e che, più che altro, è imputabile alla scarsa per non dire falsa conoscenza del patrimonio musicale espresso dalla civiltà subalpina, soprattutto nei secoli XVII e XVIII, un patrimonio che si presenta di dimensioni e valori non minori rispetto a  quanto si verificò  nei campi delle arti figurative e delle arti applicate, dell’architettura e della letteratura, della ricerca scientifica e del pensiero politico, filosofico, economico,  religioso e militare, campi  che hanno trovato la loro giusta valorizzazione. Specialmente negli ultimi tempi, comunque, si è guardato a un settore, quello delle feste di Corte che superò i limitati confini del Ducato di Savoia prima e del Regno Sardo poi e costituì un prezioso e fruttuoso veicolo di promozione e di propaganda politica nel consesso delle nazioni. Occorre sottolineare, tuttavia, che anche la produzione di musica in senso stretto ebbe modo di emergere e di confrontarsi con quella di altri Stati, incidendo profondamente nel tessuto europeo (non si dimentichi che il Teatro Regio era considerato nel Settecento il primo d’Europa e che la Cappella Regia – una delle più antiche in assoluto - era ritenuta essere la migliore insieme con quella di Dresda).

L’opera di Alberto Basso – fondatore (1986) e presidente (sino al 2013) dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte e già autore di vistosi contributi anche nel settore della storia musicale torinese (e fra questi anche tutti i contributi a carattere musicale della Storia di Torino finanziata dalla Fondazione CRT e pubblicata dalla Giulio Einaudi Editore) – utilizza il materiale da lui raccolto ed «esplorato» nel corso di un mezzo secolo di dedizione a questo tema e che lo ha portato a riunire nella propria biblioteca (circa 32.000 unità bibliografiche, ora interamente donata alla Città di Saluzzo e ospitata nella sede saluzzese dell’Istituto) la documentazione relativa a tutte le superstiti composizioni a stampa - purtroppo solamente in vesti anastatiche, in fotocopie o in microfilms  e in molti casi esistenti in un solo esemplare) nelle biblioteche e negli archivi d’Europa, sicché tale fondo sotto questo aspetto può considerarsi unico al mondo. Ma accanto al materiale costituito dalle raccolte di musica a stampa o conservate in veste manoscritta,  l’opera di Alberto Basso presenta, con le necessarie note di approfondimento, tutte le prefazioni, le dediche, i documenti (decreti, patenti di nomina, regolamenti, statuti, contratti, testamenti) e soprattutto un imponente apparato di lettere (inedite nella maggioranza dei casi) di musicisti, sovrani, ambasciatori, segretari di legazione, nobili signori, e via dicendo, che contribuiscono in notevole misura a rendere esplicita l’importanza della vita musicale torinese, specie del XVIII secolo. Fondamentale a questo proposito è il Carteggio del Padre Giovanni Battista Martini conservato a Bologna (Museo Internazionale e Biblioteca della Musica) che ospita una grande quantità di lettere scambiate con esponenti della vita musicale torinese e che nell’opera di Alberto Basso sono tutte integralmente riportate.

L’opera si articola in 18 capitoli suddivisi in paragrafi (che complessivamente sono 150), muniti di un vastissimo apparato di note esplicative (ca. 2500), sovente a carattere anche interdisciplinare, e di numerose tabelle (relative a feste, drammi e commedie per musica, balletti, cataloghi, ecc.). Questo il quadro dell’opera:

Capitolo I: La Cappella del Duomo dalle origini all’erezione del Ducato in Regno (1713).

Capitolo II: La musica alla Corte dei Savoia dalle origini alla morte di Emanuele Filiberto (1580).

Capitolo III: Alla Corte di Carlo Emanuele I. I primi tempi (1580-1597).

Capitolo IV: Intermezzo: musicisti alla Corte di Carlo Emanuele I.

Capitolo V: Le feste alla Corte dei Savoia negli anni 1600-1630.

Capitolo VI: Le feste degli anni 1631-1663.

Capitolo VII: Dalle feste al dramma per musica e il tempo della reggenza della seconda Madama Reale (1663-1684).

Capitolo VIII: La produzione musicale nei primi anni del governo del Duca Vittorio Amedeo II (1684-1713).

Capitolo IX: La vita teatrale durante il regno di Vittorio Amedeo II e i primi tempi di quello di Carlo Emanuele II (1714-1740).

Capitolo X: I maestri della Regia Cappella dal 1714 al 1798.

Capitolo XI: La musica strumentale a Corte.

Capitolo XII: L’asse Torino – Lione – Parigi.

Capitolo XIII: L’attività nel Regio Teatro.

Capitolo XIV: Il Teatro del Principe di Carignano e i teatri minori.

Capitolo XV: Gaetano Pugnani.

Capitolo XVI: Feste dinastiche nella seconda metà del Settecento.

Capitolo XVII: Ai margini delle grandi istituzioni.

Capitolo XVIII: I maestri di cappella della Cattedrale (1714-1798).

L’opera consta di complessivi di ca. 1300 pagine compresi i tre corposi indici (Indice dei nomi – Indice dei titoli - Indice di balli inseriti nelle opere teatrali) e l’elenco delle immagini (oltre 700) contenute nel CD- ROM allegato.

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