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Convegni patrocinati

(2011) Ferenc Liszt: l'arte della trasformazione. Parafrasi, trascrizioni, sinergie tra musica, letteratura e arti visive

Inserito in Convegni patrocinati

Istituto Superiore di Studi Musicali “F. Vittadini”

in collaborazione e con il patrocinio di
Almo Collegio Borromeo, Pavia
Università di Pavia, Facoltà di Musicologia e Facoltà di Lettere e Filosofia
SIdM
Fondazione Istituto Liszt

 

Pavia, Almo Collegio Borromeo

15 novembre 2011

Dépliant

Programma e resoconto

Ore 10,00

Interventi delle autorità

ore 10,30, presiede Rossana Dalmonte

  • Gregorio Nardi, Trascrizioni: le ragioni del compositore, la scelta dell'interprete
  • Antonio Rostagno, Le ultime parafrasi verdiane: Aida, Requiem, Simon Boccanegra
  • Francesco Fontanelli, «À mon point de depart». Sull’elaborazione di Pensée des morts (1853)
  • Riccardo Risaliti, La religiosità di Liszt nel repertorio trascritto

ore 14,30, presiede Federica Rovelli

  • Rossana Dalmonte, Liszt nello specchio dei suoi critici
  • Bianca Maria Antolini, Liszt e Dante: l'unione delle arti nella sinfonia
  • Danilo Prefumo, Liszt e Paganini. Una doppia sfida all'impossibile
  • Carla Riccardi, Paesaggio, arte, scienza: un messaggio per Liszt nelle Lettres d’un voyageur di George Sand
  • Mariateresa Storino, Liszt e la pittura
  • Luigi Verdi, La musica di Franz Liszt nel cinema

 

Recital conclusivo della giornata: Emanuele Delucchi, 6 Mullerlieder (Liszt-Schubert) - "Miserere" parafrasi dal Trovatore - La Romanesca (Parafrasi da un Lied antico popolare) - Après une lecture de Dante

 

Comitato scientifico: S. Belfiore, R. Dalmonte, M.T. Dellaborra, D. Gatti, R. Risaliti, F. Rovelli


Resoconto

La giornata di studi dedicata a Liszt e intitolata «Ferenc liszt. l’arte della trasformazione. Parafrasi, trascrizioni, sinergie tra musica letteratura e arti visive» svoltasi a Pavia nell’Almo Collegio Borromeo il 15 novembre 2011 per volere dell’Istituto Superiore di Studi musicali “F. Vittadini” in collaborazione con l’Almo Collegio Borromeo e con il patrocinio di SIdM, Università di Pavia - Facoltà di Lettere e Filosofia e Facoltà di musicologia, Fondazione Istituto Liszt, Accademia pianistica di Imola, ha offerto l’opportunità di approfondire alcuni aspetti inerenti la poetica del compositore.

La prima sessione di lavori, presieduta da Rossana Dalmonte, si è aperta con la relazione di GREGORIO NARDI (Trascrizioni: le ragioni del compositore, la scelta dell’interprete) che ha inteso porre in rilievo come le ragioni del compositore non sempre e necessariamente coincidono con quelle dell’interprete. Nel caso specifico di Liszt, la trascrizione contiene una serie di “messaggi” o ha specifici obiettivi o ancora rappresenta uno studio di stile, omaggio ai potenti, creazione di nuove vie per tessere il contatto tra un testo poetico e la sua traduzione musicale. ANTONIO ROSTAGNO si è invece concentrato sulle tarde parafrasi verdiane (Aida, Requiem, Simon Boccanegra) per evidenziare come Liszt avvii una diversa qualità di reinterpretazione della drammaturgia verdiana, come scontro fra i motivi di fondo che animano quelle opere: non più parafrasi, ma vera e propria drammaturgia ridotta nella sola componente musicale. FRANCESCO FONTANELLI («À mon point de départ» . Sull’elaborazione di Pensée des morts (1853) ha tracciato il percorso che dall’audace e originalissimo Harmonies poétiques et religieuses del 1834, dedicato a Lamartine, conduce a Pensée des morts (quarto pezzo del ciclo Harmonies poétiques et religieuses del 1853) mettendo a fuoco un processo di revisione d’autore basato sulla ripresa di temi tratti da un’importante opera giovanile inedita. RICCARDO RISALITI ha concluso i lavori della mattinata affrontando ampiamente il tema de La religiosità di Liszt nel repertorio trascritto.

Presieduti da Federica Rovelli i lavori pomeridiani hanno preso avvio dall’estesa panoramica offerta da ROSSANA DALMONTE (Liszt nello specchio dei suoi critici) incentrata sulle opinioni che la critica non soltanto musicale del secondo Ottocento aveva di Liszt. BIANCA MARIA ANTOLINI ha invece presentato un accurato e circostanziato esame della Sinfonia ispirata alla Divina Commedia di Dante, sottolineando la precisa volontà dell’autore di fondere poesia, musica e immagine (Liszt e Dante: l’unione delle arti nella sinfonia). DANILO PREFUMO ha focalizzato l’attenzione sugli studi di esecuzione trascendentale di Liszt ispirati ai Capricci di Paganini, e in particolare sulle due differenti edizioni di essi, mettendoli altresì in relazione a quelli di Schumann (Un fiume italiano che sfocia su suolo tedesco”: i Capricci di Paganini adattati da Liszt e Schumann); CARLA RICCARDI (Paesaggio, arte, scienza: un messaggio per Liszt nelle Lettres d’un voyageur di George Sand) ha invece spostato l’attenzione sul rapporto personale instauratosi tra Liszt e Sand indagando all’interno del testo prescelto (Lettres d’un voyageur) richiami mirati a precisi temi romantici. MARIATERESA STORINO (Liszt e la pittura) si è concentrata su alcuni brani “programmatici” per mettere in evidenza quale rapporto intercorra tra musica e fonte pittorica a livello di realizzazione di “un’idea poetica” in un diverso medium espressivo e LUIGI VERDI ha infine offerto un quadro esteso su La musica di Franz Liszt nel cinema.

A conclusione della giornata si è svolto il recital di Emanuele Delucchi: in programma 6 Müllerlieder (Liszt-Schubert), il Miserere parafrasi dal Trovatore, La Romanesca (Parafrasi da un Lied antico popolare) e la fantasia-sonata Après une lecture de Dante.

(Mariateresa Dellaborra)

 

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