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(2011) The Courts in Europe: Musical Iconography and princely power / Le corti in Europa. Iconografia musicale e potere principesco

Inserito in Convegni patrocinati

International Musicological Society

Study Group on Musical Iconography International Conference

organizzato dall'Istituto per i Beni Musicali in Piemonte
in collaborazione con la Regione Piemonte in occasione
delle celebrazioni per il 150° anniversario
di Torino capitale d’Italia
con il patrocinio della Società
Italiana di Musicologia


Convegno internazionale di studi

Torino, Archivio di stato

23-25 maggio 2011

Programma e resoconto

Lunedì 23 maggio

Ore 9 -13

Registrazione/ Registration

Saluti introduttivi / Opening addresses

  • GUIDO SALVETTI, Presidente della Società Italiana di Musicologia
  • TILMAN SEEBASS, Presidente dell’International Musicological Society
  • MARCO CARASSI, Direttore dell’Archivio di Stato di Torino
  • ALBERTO BASSO, Presidente dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte
  • NICOLETTA GUIDOBALDI, Presidente dello Study Group on Musical Iconography
  • CRISTINA SANTARELLI, Organizzatore Locale, Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

I simboli musicali del potere / Power and Its Musical Symbols

  • MARIA ISABEL RODRÍGUEZ LÓPEZ (Università Complutense di Madrid), La Victoria, el Triunfo y la Fama como expresión icónica del poder cortesano
  • LAWRENCE WUIDAR (Fonds National de la Recherche Scientifique, Bruxelles), Potere musicale e iconografia principesca: la musica e il principe nell'emblematica Cinque-Seicentesca
  • JUAN JOSE REY (Madrid), Música y silencio en las divisas y empresas cortesanas

 

Ore 15-18.30

Musica e apparati effimeri / Music and ephemeral Ornaments

  • CANDELA PERPIÑÁ GARCÍA e DESIREE JULIANA COLOMER (Università di Valencia), La imagen musical del mar en las festividades cortesanas europeas (siglos XVI y XVII)
  • FRANCESCA CANNELLA (Università del Salento), L’effimero barocco alle esequie della giovane Beatrice Acquaviva d’Aragona (Cavallino-Lecce, 1637)
  • RODRIGO MADRID (Università Cattolica di Valencia) e SUSANA SARFSON (Università di Saragozza), La iconografía musical en las celebraciones del Corpus Christi en España e Hispano-América. Los carros triunfantes
  • ANNA TEDESCO (Università di Palermo), "Applausi festivi": l'immagine del potere nell'Italia spagnola
  • LUIS MANUEL CORREIA DE SOUSA (CESEM/IEM, Università di Lisbona), The evocation of music in the ephemeral artworks

 

Martedì 24 maggio

Ore 9 – 13

Medioevo e Rinascimento / Middle Ages and Renaissance

  • ANGELA BELLIA (Università di Bologna), Le raffigurazioni musicali nel Duomo di Cefalù (XII secolo)
  • JORDI BALLESTER (Università Autonoma di Barcellona), Iconografía musical en la efímera corte del Reino de Mallorca (1262-1349): símbolos y metáforas en las miniaturas del códice de las “Leges Palatinae” (1337) y del “Llibre de franqueses i privilegis” (1334/1339)
  • DONATELLA MELINI (Conservatorio di Trieste), Esempi di iconografia musicale nei codici miniati della Signoria milanese dei Visconti (metà XIV sec.)
  • STEFANO BALDI (Istituto per i Beni Musicali in Piemonte/Università di Torino), La Cappella del Duca di Savoia in una miniatura: “Les Tres Riches Heures du Duc de Berry”, Chantilly, Musée Condé, f. 158 r. Iconografia di un complesso musicale  tra realismo e simbolo
  • DANIELA CASTALDO (Università del Salento), La musica presso la corte dei Bentivoglio nella Bologna rinascimentale
  • ALEXANDRA VOUTYRA (Università di Salonicco), Some notes on Raphael’s fresco Parnassus

 

Ore 15 – 18,30

L’Età Moderna / The Modern Age

  • LICIA MARI (Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia), The Angelic Concert in the dome of the Cathedral of Mantua (1599-1607 c.): culture and power of the Gonzaga patronage
  • FRANCA VARALLO (Università di Torino), Cristina vs Maria Giovanna Battista, le due Madame Reali a
    confronto attraverso le feste e l'iconografia
  • FLORENCE GETREAU (Institut de Recherche sur le Patrimoine Musical en France/CNRS, Parigi), Les portraits d'Henriette Anne d'Angleterre à la cour de France : une nouvelle "Rhétorique des dieux" entre 1654 et 1670
  • BARBARA SPARTI (Roma), "Peace, Peace, No more War, Joy in Heaven and Earth": the Papal States' War against the Turk in the etchings of G. M. Mitelli. Music and dance in Papal Bologna 1634-1718
  • VANESSA ESTEVE (Università Autonoma di Barcellona), Drawing at the service of music, dance and the theatre: festivals, spectacles and entertainment at the Court of the archduke Charles of Austria in Barcelona

 

Mercoledì 25 maggio

Ore 9-13

Il teatro d’opera /The Operatic Stage

  • WINNIE STARKE (Università di Heidelberg), From Diana’s chariot to the “machina d’illuminazione”: power and stage machinery at the Turin court in 1688
  • GORKA RUBIALES ZABARTE (Università Complutense di Madrid), Courcelle, Bonavia y Farinelli: opera y fiestas teatrales en la corte de Felipe V
  • LUCA ROSSETTO CASEL (Università di Torino), Antichità riformata al Teatro Regio di Torino. Ricostruzione storica e spettacolarità innovativa come strumenti di potere nell’Enea nel Lazio di Vittorio Amedeo Cigna e Tommaso Traetta (1760)
  • MARGARET BUTLER (Università della Florida), “Senza contraddizione è la migliore d’Europa”: The Transformation and Iconography of the Orchestra at Turin’s Teatro Regio
  • MERCEDES VIALE FERRERO (Torino),  Le ‘fantaCorti’. I luoghi del potere nelle messinscene delle opere in musica, 1815-1867

Conclusione dei lavori/Closing Session

 

Informazioni: Prof. Cristina Santarelli
Via Pastrengo, 28, 10128 – Torino (Italy)
Tel. (+39) 011599948; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Istituto per i Beni Musicali in Piemonte
Via Anton Giulio Barrili, 7, 10134 – Torino (Italy)
Tel. (+39) 0113040865 – 0113164994, Fax (+39) 0113190277; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Resoconto

Nei giorni 23-25 maggio si è svolto presso l’Archivio di Stato di Torino il convegno internazionale The Courts in Europe. Musical Iconography and Princely Power/Le Corti in Europa. Iconografia musicale e potere principesco, organizzato dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte e dallo Study Group on Musical Iconography in European Art (International Musicological Society), con il patrocinio della Regione Piemonte e della Società Italiana di Musicologia. L’evento viene a inscriversi nel novero delle attività promosse in materia di iconografia dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, che partire dall’ottobre 2002 ha intrapreso un lavoro sistematico di censimento e catalogazione delle opere d'arte presenti sul territorio regionale, all’interno del progetto europeo Images of Music. A World Heritage, conclusosi nel 2003 con un congresso tenutosi presso la Fondazione Gulbenkian di Lisbona; risultati parziali del lavoro svolto sono stati pubblicati nel volume di Cristina Santarelli Iconografia musicale nei musei torinesi (Lucca, LIM, 2003), inoltre nei periodici “Imago Musicae”, "Music in Art" e "Musique-Images-Instruments". Nel 2003 sono stati istituiti a Saluzzo, presso la sede dell’Istituto, seminari annuali (dal 2007 trasferiti presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino) destinati a studenti diplomati, laureati e dottorandi delle Facoltà di Lettere e di Musicologia, dei corsi di laurea in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo e Conservazione dei Beni Culturali, dei Conservatori di Musica, delle Accademie di Belle Arti, nonché ad operatori di ambiti diversi (bibliotecari, archivisti, docenti) interessati al rapporto musica-arti visive. Di recente è stato pubblicato, con il sostegno della Regione Piemonte, il volume Ut musica pictura, che raccoglie una selezione di contributi di studiosi italiani e stranieri presentati nel corso dei suddetti incontri. Membro dello Study Group for Music Iconography e del RIdIM, il gruppo torinese di iconografia musicale ha stabilito da alcuni anni una proficua sinergia con l’Università Complutense di Madrid, l’Università di Oviedo e l’Universidade Nova di Lisbona, inoltre con il Research Center for Music Iconography della City University of New York.

E veniamo al convegno. Il tema si presentava ricco di stimoli, configurandosi la corte come il luogo d’elezione di innumerevoli trasposizioni dal sonoro al visivo: la liturgia del potere, di cui la componente sonora è spesso parte integrante, si esplicita infatti attraverso la pompa stabile delle residenze e gli apparati effimeri che in occasione di matrimoni, ingressi solenni, esequie, battesimi e altri momenti celebrativi trasfigurano il volto della città reale sovrapponendovi i lineamenti di un’utopica città immaginaria. Dopo il saluto introduttivo degli organizzatori locali Alberto Basso e Cristina Santarelli, hanno preso la parola Marco Carassi (Direttore dell’Archivio di Stato di Torino), Nicoletta Guidobaldi (Presidente dello Study Group on Musical Iconography) e Guido Salvetti (Presidente della Società Italiana di Musicologia), sottolineando la crescente importanza dell’iconografia musicale come parte integrante dell’offerta formativa all’interno del percorso universitario e come disciplina ormai dotata di una propria autonomia. La prima delle cinque sessioni, dedicata ai simboli musicali del potere e coordinata da Cristina Santarelli, si è aperta con l’intervento di María Isabel Rodríguez López (La Victoria, el Triunfo y la Fama como expresión icónica del poder cortesano), incentrato sulle figure allegoriche dell’antichità classica e sulla loro ripresa nel Rinascimento e nel Barocco; le successive relazioni di Lawrence Wuidar (Potere musicale e iconografia principesca: la musica e il principe nell' emblematica cinque-seicentesca) e Juan José Rey (Música y silencio en las divisas y empresas cortesanas) partivano invece dal terreno comune della trattatistica e dei repertori emblematici, analizzando tanto l’aspetto della musica come riflesso dell’armonia imposta dall’alto ai concordi e ai discordi, quanto quello del silenzio, simbolo di quella discrezione - talora sconfinante nell’omertà - che si rivela requisito indispensabile al mantenimento del potere.

La seconda sessione della giornata, presieduta da Guido Salvetti, ha esplorato il rapporto musica-architetture provvisorie (carri allegorici, archi trionfali, catafalchi, macchine pirotecniche) all’interno del sistema della festa. Così Candela Perpiñá García (La imagen musical del mar en las festividades cortesanas europeas, siglos XVI y XVII) sottolineava come lo studio del tiaso marino in funzione celebrativa debba passare attraverso la riconsiderazione dei sarcofagi greco-romani collezionati dai principi e in particolare dai Medici, che grazie a una serie di contratti matrimoniali con le dinastie degli Asburgo e dei Valois avrebbero contribuito in maniera decisiva alla diffusione della moda presso le varie corti europee; dal canto suo, Francesca Cannella (L’effimero barocco alle esequie della giovane Beatrice Acquaviva d’Aragona, Cavallino-Lecce, 1637) focalizzava l’attenzione sugli apparati funebri costruiti per commemorare una principessa prematuramente scomparsa, in cui l’idea di «teatro del dolore» appare ormai superata da una nuova concezione che oppone al concetto di “trionfo della morte” quello di “trionfo sulla morte”. Se Rodrigo Madrid e Susana Sarfson (La iconografía musical en las celebraciones del Corpus Christi en España e Hispano-América. Los carros triunfantes) si sono soffermati sull’importanza dei carri allegorici all’interno delle feste religiose nei viceregni americani della corona spagnola, Anna Tedesco ("Applausi festivi": l'immagine del potere nell'Italia spagnola) ha posto l’accento sui territori italiani influenzati dalla dominazione ispanica (Roma, Napoli, Palermo, Messina), con particolare riferimento alle cerimonie per l’incoronazione di Filippo d’Angiò e alla tradizione romana della “chinea”. In chiusura Luis Manuel Correia de Sousa (The evocation of music in ephemeral artworks) ha vagliato con attenzione gli aspetti dell’effimero barocco in Portogallo, ampiamente documentato per via letteraria più ancora che iconografica, in ogni caso fondamentale per ricostruire il rapporto tra immagini e potere all’interno della corte lusitana.

Nella terza e nella quarta sessione, riguardanti rispettivamente Medioevo e Rinascimento ed Età Moderna, l’accento è stato posto sulla committenza, sugli scambi tra le corti e sulle interazioni tra potere politico e potere religioso. Ha aperto i lavori della mattinata, presieduti da Björn Tammen (Österreichische Akademie der Wissenschaften, Vienna), la relazione di Angela Bellia (Le raffigurazioni musicali nel Duomo di Cefalù), imperniata sui rapporti tra la committenza normanna e le maestranze arabe attive in Sicilia durante il XII secolo, responsabili di suggestioni islamiche nelle raffigurazioni musicali. Formavano un trittico coerente le tre relazioni codicologiche di Jordi Ballester (Musical iconography in the ephemeral Kingdom of Majorca, 1262-1349: symbolic and metaphoric meaings in the “Leges Palatinae” and in the “Llibre de franqueses i privilegis del Regne de Mallorca” miniatures), Donatella Melini (Esempi di iconografia musicale nei codici miniati della Signoria milanese dei Visconti, metà XIV sec.) e Stefano Baldi (La Cappella del Duca di Savoia in una miniatura: “Les Tres Riches Heures du Duc de Berry”, Chantilly, Musée Condé, f. 158 r. Iconografia di un complesso musicale tra realismo e simbolo), volte a mettere in luce i significati politici e allegorici delle miniature presenti in alcuni manoscritti. Alla presentazione di Daniela Castaldo (La musica presso la corte dei Bentivoglio nella Bologna rinascimentale), tesa a mostrare l’importanza della musica nelle opere figurative commissionate da Annibale Bentivoglio e Lucrezia d’Este ad artisti come Francesco Francia, Amico Aspertini, Lorenzo Costa e Marcantonio Raimondi, ha fatto seguito quella di Ivan Vukčević (Cultural heritage of Montenegrin royal dynasties XIV-XVI Century: Retrospective of musical traces in legacy of rulers of Medieval and Renaissance Principality of Zeta), che ha tracciato una mappa della produzione artistica montenegrina, soffermandosi in particolare sugli affreschi, sui rilievi tombali e sulle prime edizioni musicali a stampa.

Altrettanto denso il programma del pomeriggio, presieduto da Cristina Bordas Ibañez, fondatrice e direttrice del Gruppo di Iconografia Musicale dell’Università Complutense di Madrid. Licia Mari (The Angelic Concert in the dome of the Cathedral of Mantua, 1599-1607 ca.: culture and power of the Gonzaga patronage) ha presentato i risultati di un lavoro condotto sugli affreschi della cupola di Mantova, ipotizzando che il tipo di concerto ivi raffigurato possa riflettere le consuetudini musicali della città sotto il patronato del vescovo Francesco Gonzaga. Partendo dalla oramai consolidata interpretazione delle feste come specchio della vita di corte, il contributo di Franca Varallo (Cristina vs Maria Giovanna Battista, le due Madame Reali a confronto attraverso le feste e l'iconografia) ha indagato nello specifico le forme alle quali le due duchesse sabaude affidarono il compito di trasmettere la propria immagine in una accorta esibizione di figure ed elementi simbolici. Il successivo intervento di Florence Gétreau (Les portraits d'Henriette Anne d'Angleterre à la cour de France : une nouvelle "Rhétorique des dieux" entre 1654 et 1670), ha tratteggiato la figura di Enrichetta Anna, sorella del re Carlo II d’Inghilterra e sposa di Filippo d’Orléans, prendendo spunto da un dipinto che la ritrae in compagnia del celebre compositore di airs de cour Michel Lambert. La relazione di Barbara Sparti ("Peace, Peace, No more War, Joy in Heaven and Earth": the Papal States' War against the Turk in the etchings of G. M. Mitelli. Music and dance in Papal Bologna 1634-1718) riguardava un album di incisioni del gesuita Giuseppe Maria Mitelli, le cui immagini relative alla musica e alla danza sono da intendersi come altrettanti esempi di propaganda politica in funzione anti-clericale. Infine, Vanessa Esteve (Drawing at the service of music, dance and the theatre: festivals, spectacles and entertainment at the Court of the archduke Charles of Austria in Barcelona) ha offerto un quadro puntuale dell’attività musicale in Catalogna negli anni in cui il pittore Antoni Viladomat e lo scenografo italiano Ferdinando Galli Bibiena furono chiamati ad organizzare i festeggiamenti matrimoniali dell’arciduca Carlo d’Austria (1708-1711).

L’ultima sessione, coordinata da Alberto Basso, era riservata al mondo dello spettacolo e in particolare al melodramma, elemento fondante della festa cortigiana barocca, dove la sontuosità degli apparati scenici, lo sfarzo dei costumi, la bravura degli artisti e la scelta di argomenti passibili di una lettura in chiave encomiastica divengono funzionali all’epifania della munificenza del principe, della sua potenza, del suo splendore. Sessione ridotta a causa dell’inatteso abbandono da parte di due studiose impegnate sul versante del teatro d’opera a Torino tra XVII e XVIII secolo: la tedesca Winnie Starke (From Diana’s chariot to the “machina d’illuminazione”: power and stage machinery at the Turin court in 1668) e l’americana Margaret Butler (“Senza contraddizione è la migliore d’Europa”: The Transformation and Iconography of the Orchestra at Turin’s Teatro Regio). La relazione di Gorka Rubiales Zabarte (Courcelle, Bonavia and Farinelli: Opera and theater festivities at the court of Philip V) ha ricostruito le vicende del trapianto dell’opera italiana alla corte di Spagna, mentre quella di Luca Rossetto Casel (Antichità riformata al Teatro Regio di Torino. Ricostruzione storica e spettacolarità innovativa come strumenti di potere nell'Enea nel Lazio di Vittorio Amedeo Cigna e Tommaso Traetta, 1760) si proponeva di illustrare il caso emblematico di un’opera che su una struttura conforme alle convenzioni italiane innesta soluzioni drammaturgicamente innovative, organizzate in una forma spettacolare coerente e originale, fino a connotarsi come strumento di legittimazione del potere regio. L’onore di chiudere la mattinata è spettato a Mercedes Viale Ferrero, indiscussa autorità in materia di scenografie operistiche, che con Le ‘fantaCorti’. I luoghi del potere nelle messinscene delle opere in musica, 1815-1867 ha fornito un’inedita lettura dei fraintendimenti intenzionali perpetrati dagli allestitori del melodramma ottocentesco ai danni della fedeltà stilistica e dell’autenticità figurativa.

I lavori del convegno si sono conclusi con una tavola rotonda presieduta da Nicoletta Guidobaldi e Björn Tammen, nel corso della quale sono stati illustrati i progetti delle varie associazioni afferenti allo Study Group e presentati i prossimi appuntamenti in calendario, vale a dire il convegno internazionale Music and Propaganda in the Visual Arts (Varsavia, 29-31 marzo 2012), organizzato in collaborazione con la locale Accademia delle Scienze, e il convegno mondiale dell’International Musicological Society Music, Cultures, Identities (Roma, 1-7 luglio 2012), all’interno del quale è stata ritagliata una sessione dedicata all’iconografia musicale.

Società Italiana di Musicologia

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