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Convegni patrocinati

(2008) “Di quel sguardo fatal” Andrea Stefano Fioré (1686-1732) musicista dal “vasto talento”

Inserito in Convegni patrocinati

organizzato da Ensemble Isabella
Leonarda e Armonie sul lago

con il patrocinio di Società Italiana
di Musicologia e Regione Piemonte

con la collaborazione di Istituto per i Beni
musicali in Piemonte e Comune di Pella

Convegno di studi

Pella (NO), Scuola elementare, via Zanotti

26 e 27 luglio 2008

Sommario degli Atti

Programma e resoconto

Talento precoce, a tredici anni Andrea Stefano Fioré, nato in una famiglia di musicisti (il padre Angelo Maria era violoncellista), era già Accademico Filarmonico a Bologna e «musico da camera» di Vittorio Amedeo II di Savoia al quale dedica la prima raccolta a stampa intitolata Sinfonie da chiesa.

Attivo a Roma, diviene maestro di cappella alla corte di Torino e si dedica alla composizione di vari generi musicali: dal melodramma alla musica sacra e da camera, riscuotendo apprezzamenti lusinghieri e ammirazione da parte di autorevoli musicisti contemporanei. Scopo del convegno non è solo quello di riscoprirne la figura e l'opera, ma anche quello di investigare nella musica del suo tempo in ambito piemontese e internazionale.

sabato 26 luglio 2008 – ore 15.30

Saluto delle autorità
Assessore Cultura Regione Piemonte Dott. Giovanni Oliva
Assessore Turismo e Sport Regione Piemonte Dott.ssa Giuliana Manica
Assessore Cultura Provincia di Novara Dott.ssa Marina Fiore
Assessore Turismo Provincia di Novara Dott.ssa Silvana Ferrara
Sindaco di Pella Ing. Nello Ferlaino
Assessore alla Cultura Comune di Pella Dott.ssa Chiara Occhiogrosso
On. Dott. Gianni Mancuso
On. Dott. Gaetano Nastri
On. Avv. Roberto Cota
On. Dott.ssa Maria Piera Pastore
On. Dott.ssa Elisabetta Rampi
Prof. Paolo Cattaneo
Rev. Canonico Don Carlo Maria Scaciga
Prof.ssa Licia Sirch, Responsabile collane di testi musicologici Società Italiana di Musicologia

 

ore 16.00, Presiede Sabrina Saccomani

  • Sergio Balestracci, Una vita al servizio del re
  • Mariateresa Dellaborra, L’attività teatrale di Fiorè tra Torino e Milano
  • Sara Dieci, Andrea Stefano Fiorè e la cantata

 

domenica 27 luglio 2008 – ore 9.30, Presiede Sergio Balestracci

  • Piero Gargiulo-Alberto Magnolfi, Il Miserere di Andrea Stefano Fiorè: il “sacro” in scena
  • Giancarlo Marchisio, Gli arcani più profondi dell'arte: fonti d'archivio delle musiche di Andrea Stefano Fiorè
  • Rosy Moffa, Musici, suonatori e genti di livrea: la Cappella Regia Sabauda negli anni di Fioré
  • Fabio Bellofiore, Le sinfonie da chiesa op. 1

 

Comitato scientifico: Alberto Basso, Fabio Bellofiore, Mariateresa Dellaborra, Sabrina Saccomani

Info: Associazione Isabella Leonarda: www.isabellaleonarda.it 


Resoconto

A Pella (NO) sul Lago d'Orta ormai da tre anni si svolge un apprezzato festival di musica e danza intitolato "Armonie sul lago". Rispetto alle precedenti edizioni, quest'anno l'iniziativa, voluta dall'Ensemble Isabella Leonarda di Novara, si è arricchita di un convegno di studi incentrato sulla figura di Andrea Stefano Fiorè («Di quel sguardo fatal». Andrea Stefano Fiorè (1686-1732) musicista dal «vasto talento») e ideato con il patrocinio della Regione Piemonte e la SIdM, in collaborazione con l'Istituto per i beni musicali in Piemonte e il Comune di Pella.

Tra il pomeriggio del 26 e la mattina del 27 luglio si sono succeduti sette interventi che hanno avuto come suggello ideale il concerto del 26 dedicato interamente al musicista milanese. Ampia la presenza delle autorità politiche che in apertura di lavori hanno voluto concretamente significare l'interesse e il sostegno all'iniziativa e altrettanto rilevante e diversificata la tipologia degli interventi.

Ad aprire i lavori della I sessione condotta da Sabrina Saccomani è stato Sergio Balestracci (Una vita al servizio del re), che ha ripercorso l'intera parabola creativa di Fiorè puntualizzando e precisando aspetti relativi soprattutto all'attività in ambiente piemontese. Mariateresa Dellaborra ha tracciato la carriera teatrale di Fiorè tra Milano e Torino confrontando le varie redazioni dei libretti delle 'prime' rappresentazioni e rilevando le peculiarità di alcune. Alla produzione vocale da camera si è rivolto l'intervento di Sara Dieci nell'obiettivo di inserire il maestro di cappella sabaudo nel risvegliato dibattito sulla cantata ed esporre alcuni casi di committenza e diffusione. Circa una decina i brani da camera oggi conosciuti che non siano estrapolati da melodrammi; una cantata presente a Bologna - la stessa che ha offerto il titolo al convegno - inclusa in una silloge offerta alla Principessa Amalia d'Este e quattro brani conservati nella Biblioteca del Sacro Convento di Assisi. Questi ultimi sono pervenuti per mezzo di Francesco Antonio Benedetti, che operò a Torino in diverse occasioni. La riflessione sulla antologizzazione di composizioni diverse per struttura e sulla loro valenza didattica ha portato a considerare i valori di questo oggetto poetico-musicale nella sua fase più matura.

Il mattino seguente, con il coordinamento di Sergio Balestracci, Piero Gargiulo e Alberto Magnolfi hanno relazionato a quattro mani sul Miserere di Fiorè. Dopo un breve excursus sull'attività di Fiorè e sulla produzione sacra, Gargiulo ha esaminato le ipotesi di datazione per il Miserere, anche alla luce di un ritratto conservato a Bologna (in cui l'autore è effigiato con un rotolo di fogli relativi alla partitura del Miserere). Magnolfi ha messo in evidenza come il Miserere risulti composto secondo un pensiero di tipo ormai classicistico. Se ancora infatti il testo letterario è intonato nel suo lineare decorso e alcune parole o immagini vengono rappresentate attraverso madrigalismi, emerge dal punto di vista strettamente musicale un disegno autonomo dell'opera, aprioristicamente concepito dall'autore e realizzato stabilendo alcuni punti fermi (numero delle sezioni, percorso armonico, momenti cadenzali più importanti). Giancarlo Marchisio, dopo aver descritto la collocazione fisica dei fondi della Cappella regia e della Cappella dei Cantori all'interno dell'Archivio Capitolare, con relativa specificazione dell'articolazione complessiva dell'intero Archivio Arcivescovile di Torino, ha posto specifica attenzione al Te Deum in re maggiore a più voci e strumenti (G bis 25), supportato dalla lettura dei passaggi delle relazioni a stampa riguardanti i festeggiamenti torinesi in occasione della pace di Utrecht (1713) e per il matrimonio di Carlo Emanuele principe di Piemonte con Anna Cristina Ludovica di Sültzbach. Dopo aver toccato il problema della variabilità delle forme del nome di Fiorè, ha dato conto di alcune nuove scoperte (libretto di Siroe re di Persia al castello di Racconigi, nuove parti autografe di Giovanni Antonio e Francesco Saverio Giaj) e sottolineato il carattere ancora non stabile e definito dei fondi della Cappella Regia e della Cappella dei Cantori, proprio alla luce di nuovi manoscritti ed edizioni a stampa rinvenuti in tempi recenti. Rosy Moffa ha quindi ripercorso l'attività di «Musici, suonatori e genti di livrea» nella cappella regia sabauda durante la permanenza di Fiorè soffermandosi sui ruoli professionali, sulle retribuzioni, sul repertorio, sugli organici, stabilendo anche legami tra le varie figure professionali e ipotizzando le varie circostanze di esecuzione. Fabio Bellofiore ha concluso gli interventi illustrando i tratti peculiari delle Sinfonie da chiesa op. 1, delle quali sta curando l'edizione moderna. Le dodici composizioni racchiuse nella prima opera a stampa pubblicata da Andrea Stefano tredicenne hanno rivelato procedimenti tecnici e formali estremamente interessanti e in linea con il repertorio coevo.

Mariateresa Dellaborra 

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