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(2005) La musica e il sacro

Inserito in Convegni patrocinati

UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE DI BRESCIA
A.M.I.S. – COMO ANTIQVAE MVSICAE ITALICAE STVDIOSI
con il patrocinio di
Società Italiana di Musicologia

 


XIII Convegno Internazionale sul Barocco padano (secoli XVII-XVIII)

Brescia, Sala della Gloria - via Trieste, 17

18-20 luglio 2005

Sommario degli Atti

Programma e resoconto

lunedì 18 luglio 2005

ore 9.30

Giovanna Zanlonghi (Università Cattolica di Milano), Il teatro del corpo. Percorsi nella trattatistica e nell'esperienza teatrale dei collegi gesuitici fra sei e settecento
Jeffrey Kurtzman (Università di St. Louis), Hymns Published in Italy, 1542-1700
Robert Kendrick (Università di Chicago), Singing Jeremiah: Meaning and Exegesis in Early Modern Lamentations Settings

Daniele Torelli (Università di Parma), Orazio Tarditi e i compositori della Congregazione Camaldolese

 

ore 14.30

Christine Getz (Università dell'Iowa), I Regii concenti spirituali (1605) di Stefano Limido e l'esportazione dello stile drammatico italiano
John Bettley (Università di Windsor), Le ultime opere di Tiburtio Massaino
Thomas Dunn (Silver Spring, Maryland), Lurking in the Background: the Music of Giacinto Bondioli
Joachim Steinheuer (Università di Heidelberg), Una collezione postuma per una voce di basso: L'ottavo libro dei Motetti a voce sola op. 65 di Maurizio Cazzati del 1678
Lucia Brighenti (Parma), La musica sacra di Simpliciano Olivo

 

martedì 19 luglio 2005

ore 9.30

Pablo L. Rodriguez (Universidad de La Rioja), La musica delle Quaranta ore nella Cappella Reale spagnola nel XVII secolo
Stanislav Tuksar (Università di Zagabria), The Case of the Croat Georgius Crisanio / Juraj Krizanic. A Pan-Slavic 17th-Century Clergyman, Diplomat and Music Theoretician between Rome, Moscow and Siberian Exile
Piotr Pozniak (Università di Cracovia), Un manoscritto polacco del Seicento con musica di Girolamo Frescobaldi
Danilo Costantini – Ausilia Magaudda (Conservatorio di Milano), La cappella musicale novarese di S. Gaudenzio negli anni 1649-1724

ore 14.30

Michael Dodds (Università di Dallas), La modalità dal tardo Cinquecento al primo Settecento:trattatistica, pratica liturgica e paradigmi di cambiamento
Piero Gargiulo (Conservatorio di Parma), Citazioni e citati nell’Arte Organica (1608) di Costanzo Antegnati: contesti e tipologie
Marc Vanscheeuwijck (Università dell’Oregon), Una crisi in ambiente musicale Bolognese: la polemica fra G.P. Colonna e A. Corelli (1685)
Gregory Barnett (Università dell’Iowa), The reception of 16th- and 17th-century Italian sacred repertory in the treatises of Giuseppe Paolucci and Giambattista Martini
Mariateresa Dellaborra (Vigevano), «Il regolamento corale per la chiesa cattedrale e le collegiate di Pavia» (1665): un provvedimento contro la «scadente disciplina di salmeggiare in coro» e la «diabolica malizia» nelle pratiche religiose

 

mercoledì 20 luglio 2005

ore 9.30

Licia Mari (Università Cattolica di Brescia), Il Diario di Santa Barbara (1572-1602) nel contesto specifico mantovano
Timoteo Morresi (Università di Ginevra), Uno spaccato della vita musicale milanese tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento: l’Ateneo dei letterati milanesi (1669) di Filippo Picinelli
Roberta Carpani (Università Cattolica di Milano), La «condotta dei musici» nel 1677 a Milano
Licia Sirch (Conservatorio di Milano), Intorno al Sant’Alessio di Carlo Grossi
Flavio Dassenno (Centro Studi Strumenti Musicali Bresciani), Lire e violini bresciani, angeli e demoni. Linee di ricerca organologica e iconografica

Conclusione dei lavori

Comitato ordinatore: Maurizio Padoan (A.M.I.S. Como - Università Cattolica di Milano e Brescia), Piero Gargiulo (Società Italiana di Musicologia), Andrea Luppi (A.M.I.S. Como - Università Cattolica di Brescia), Alberto Colzani (A.M.I.S. Como)

Per informazioni:
Università Cattolica del Sacro Cuore, Servizio Formazione Permanente,
C.da Santa Croce, 17 – 25122 Brescia, Tel. 030.2406504-509, Fax 030.2406505
Sito Web: http://www.unicatt.it,
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A.M.I.S. – COMO, tel. e Fax 031-572872,
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Resoconto

Dal 18 al 20 luglio 2005 si è svolto, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, il XIII Convegno Internazionale sul Barocco Padano nei secoli XVII-XVIII, sul tema La musica e il sacro, organizzato da A.M.I.S. – Como (Antiquae Musicae Italicae Studiosi), dall'Università Cattolica e dal Centro Studi Strumenti Musicali Bresciani, con il patrocinio della Società Italiana di Musicologia (Comitato ordinatore: Maurizio Padoan, Piero Gargiulo, Andrea Luppi e Alberto Colzani).
La prima giornata si è aperta con la relazione di Giovanna Zanlonghi (Università Cattolica di Milano), intitolata Il teatro del corpo. Percorsi nella trattatistica e nell'esperienza teatrale dei collegi gesuitici fra Sei e Settecento. In particolare è stata illustrata dalla studiosa l'importanza data nei collegi gesuitici alle discipline che consentivano di coltivare unitamente anima e corpo, come la musica, la danza e il teatro. L'avvicinamento al corpo come mezzo di espressione degli stati d'animo è evidente nella trattatistica riguardante l'insegnamento del teatro in queste istituzioni. Jeffrey Kurtzman (Università di St. Louis) ha proposto una relazione dal titolo Hymns Published in Italy, 1542-1700. Lo studio è partito dallo spoglio del repertorio innodico italiano del periodo indicato, seguendo lo sviluppo nel tempo di stili, tecniche e orientamenti che hanno caratterizzato queste composizioni. La versione stampata del saggio includerà una bibliografia completa delle pubblicazioni dedicate a questa forma e l'analisi del loro contenuto. Singing Jeremiah: Meaning and Exegesis in Early Modern Lamentations Settings è il titolo della ricerca di Robert Kendrick (Università di Chicago). Indagando lo spettro di significati attribuiti al libro delle Lamentazioni nell'esegesi cattolica della prima età moderna (attraverso i commentari di Cornelius Lapide, 1622, e di Martin Del Rio, 1608), lo studioso ha messo in evidenza le strutture letterarie del libro. Passando alle intonazioni musicali create su questo testo, Kendrick ha analizzato come, tra 1580 e 1690 circa, i compositori hanno strutturato le loro intonazioni in accordo – o meno – con tali interpretazioni. Daniele Torelli (Università di Milano), ha presentato la relazione Orazio Tarditi e i compositori della Congregazione Camaldolese: un modello della cultura musicale nel monachesimo seicentesco. Il contributo mira a distinguere innanzitutto le specificità degli ordini regolari, proponendo poi un preciso quadro delle congregazioni benedettine nell'Italia della prima modernità. Tuttavia, l'approfondimento principale è riservato alle vicende delle congregazioni camaldolesi, ai compositori camaldolesi e alla figura di Orazio Tarditi, con nuovi documenti che ne rivelano – tra l'altro – la data di nascita. Dalla vasta produzione di questi viene presentata la produzione mottettistica (1650-1670).

Christine Getz (Università dell'Iowa), con un contributo intitolato I Regii concenti spirituali (1605) di Stefano Limido e l'esportazione dello stile drammatico italiano, ha analizzato l'influsso esercitato dalla figura del poeta Angelo Grillo sulla musica sacra del Nord Italia nel primo '600. In particolare la studiosa si è soffermata sui Regii concenti spirituali... (Milano: Agostino Tradate, 1605) di S. Limido, collezione di madrigali italiani e castigliani dedicati a Filippo III. Questo ciclo mariano, su testi di Grillo, testimonia l'esportazione in Spagna del nuovo stile teatrale italiano. Le ultime opere di Tiburtio Massaino sono state soggetto dell'intervento di John Bettley (Università di Windsor). Le ultime 4 collezioni di musica sacra del musicista lombardo furono pubblicate a Venezia tra 1606 e 1608. Esse rispecchiano sia la sua abilità nel padroneggiare ampie tessiture policorali, sia la prontezza ad esperimentare lo stile monodico: le esecuzioni di tre dei mottetti a voce sola del 1607, preparate appositamente per la conferenza, hanno illustrato l'abilità di Massaino nel realizzare il potenziale emozionale dei testi da lui scelti. Thomas Dunn (Silver Spring, Maryland) ha presentato il contributo Lurking in the Background: the Music of Giacinto Bondioli. Attraverso la ricerca di documenti e l'analisi delle opere a stampa del musicista domenicano, Dunn ne ha svelato notizie biografiche e aspetti stilistici. Delle composizioni di Bondioli (Salmi intieri brevamente concertati, Op. 4, Soavi fiori colti nel ameno giardino, Op. 5, del 1622, e Psalmi tum alterno tum continuo choro canendi, Op. 8, del 1627), sono stati messi in luce aspetti quali l'uso di uno stile concertato ancora piuttosto rudimentale, l'impiego del falsobordone e il moderato cromatismo. Joachim Steinheuer (Università di Heidelberg), ha proposto Una collezione postuma per una voce di basso: L'ottavo libro dei Mottetti a voce sola op. 65 di Maurizio Cazzati del 1678, in cui attraberso alcuni significativi esempi, si valorizza l'impiego della voce di Basso a confronto con dodici testi latini e altrettante e musiche spirituali, articolate in più parti, ciascuna divisa in Recitativo/Aria e e tutte in nstretta correlazione con la sacralità di peculiari festività liturgiche.

Il contributo di Lucia Brighenti (Parma), La musica sacra di Simpliciano Olivo, ha voluto fare luce sulla figura di questo musicista attivo a Parma, in qualità di maestro di cappella, presso la chiesa di Santa Maria della Steccata. Attraverso alcune notizie biografiche e l'analisi delle opere a stampa conservate – i Salmi di Compieta e i Salmi per li Vespri di tutto l'anno, entrambe edite a Bologna, da Giacomo Monti, nel 1674 – si dimostra l'importanza di questo compositore poco noto. Seguendo il Trattato de la Capilla Real di Mateo Frasso (1685), e studiando i cerimoniali e le fonti musicali presenti negli archivi della Cappella Reale e delle cattedrali spagnole, Pablo L. Rodriguez (Universidad de La Rioja) ha ricostruito per il convegno La musica delle Quaranta ore nella Cappella Reale spagnola nel XVII secolo. In particolare lo studioso ha ipotizzato il repertorio musicale che, probabilmente, fu eseguito dal coro della Cappella Reale il 10 marzo 1699, durante la commemorazione del Santissimo Sacramento alla Cappella dell'Alcàzar Real. Stanislav Tuksar (Università di Zagabria), ha proseguito con la relazione: The Case of the Croat Juraj Križaniæ / Georgius Crisanius. A Pan-Slavic 17th-Century Clergyman, Diplomat and Music Theorist between Rome, Moscow and Siberian Exile. Lo studio verte sulla figura di Georgius Crisanius, teologo, linguista, diplomatico e teorico musicale seicentesco che visitò due volte la Russia in veste di missionario. Tuksar ha messo in luce l'importanza delle sue pubblicazioni d'argomento musicale: Crisanius sembra vicino ad autori romani di metà '600 nei concetti relativi a temperamento ed accordatura e, dal punto di vista estetico, alla poetica barocca dell'Affektenlehre. Ma questi scritti affrontano soprattutto concetti musico-politici con risvolti sociali. È seguito il contributo di Piotr Pozniak (Università di Cracovia), intitolato Un manoscritto polacco del Seicento con musica di Girolamo Frescobaldi. La fonte analizzata è l'Album Sapie¿yñskie (edito a cura di Pozniak per Musica Iagellonica, 2004), fonte manoscritta di origine polacco-lituana, databile attorno alla metà del '600. Quattro dei brani contenuti nell'album sono frammenti tratti da tre canzoni di G. Frescobaldi. Pozniak ha ipotizzato che la presenza di tali brani sia attribuibile a Franciscus Lilius, allievo polacco di Frescobaldi, ipotesi avallata dal fatto che un brano della raccolta è siglato F. L. Danilo Costantini e Ausilia Magaudda (Conservatorio di Milano) sono intervenuti su: La Cappella musicale novarese di S. Gaudenzio nella seconda metà del XVII secolo. Lo spoglio dei pagamenti ai musicisti, conservati nell'Archivio della Basilica di S. Gaudenzio, ha consentito alcune deduzioni sull'organico della cappella, sull'uso di rinforzi esterni e di strumenti e sui compiti dell'organista. Ausilia Magudda ha inoltre ricostruito le celebrazioni solenni per la festa di San Gaudenzio, in cui molti musicisti erano chiamati dagli stati limitrofi e in particolare da Milano.

La modalità dal tardo Cinquecento al primo Settecento: trattatistica, pratica liturgica e paradigmi di cambiamento è l'argomento del contributo di Michael Dodds (Università di Dallas). Mediante l'analisi di trattati teorici, cicli per tastiera, manuali di canto piano, raccolte di vespri e trattati scelti barocchi, si dimostra l'impatto che l'evoluzione dello stile e lo sviluppo del basso continuo ebbero, attorno al 1600, sulla teoria modale di epoca barocca. L'osservazione delle ambiguità che caratterizzano la teoria di questo periodo, divisa tra tradizione e prassi contemporanea, consente la comprensione della dinamica del cambiamento nel modo di pensare allo spazio tonale. Piero Gargiulo (Conservatorio di Parma) ha presentato una relazione dal titolo Citazioni e citati nell'Arte Organica (1698) di Costanzo Antegnati: contesti e tipologie. Rileggendo da un'angolazione inconsueta il trattato, Gargiulo ha messo in evidenza teorici e musicisti citati, delineando un modello di repertorio corrente a cui Antegnati può essersi ispirato per i suoi ricercari; inoltre Gargiulo ha illustrato fini e modalità del progetto ITMI, destinato alla schedatura di tutti i trattati musicali seicenteschi d'autore italiano ed all'indicizzazione di tutti i nomi citati negli stessi. Il materiale fino ad oggi schedato sarà presto accessibile sul sito www.itmi.it. Marc Vanscheeuwijck (Università dell'Oregon) ha affrontato il tema: Una crisi in ambiente musicale Bolognese: la polemica fra G.P. Colonna e A. Corelli (1685). Come insegnante di contrappunto nella scuola della basilica di San Petronio a Bologna, Colonna si trovò a dover spiegare ai suoi allievi le ragioni dell'uso delle quinte parallele nella Sonata op. 2, n° 3 di Corelli. Lo studioso ha smorzato i toni tradizionalmente attribuiti a tale polemica, evidenziando il fatto che Colonna e Corelli non ebbero mai una corrispondenza diretta, ma mediata da personaggi come Antimo Liberati. Vanscheeuwijck ha perciò messo in evidenza che non ci fu vera ostilità e che tale polemica non ebbe alcuna conseguenza dal punto di vista professionale per nessuno dei due musicisti.

Francesco Passadore (Università di Venezia) ha analizzato il contenuto della raccolta: Il I° libro dei mottetti a una, due, tre et quattro voci. De diversi eccellentissimi auttori, raccolti dal molto Reverendissimo Padre don S. Corradini, Venezia, Alessandro Vincenti, 1624. Basandosi sulla copia completa di Westminster Abbey, egli ha messo in rilievo il contesto padano e camaldolese dell'antologia. Passadore si è poi soffermato sul lavoro di schedatura del Fondo Antoniano della cappella di S. Antonio di Padova. Da ottobre il catalogo sarà in linea. Il contributo di Licia Sirch (Conservatorio di Milano), Intorno al Sant'Alessio di Carlo Grossi, ha messo in luce alcune specificità testuali e musicali dell'oratorio di Grossi (seconda metà del '600), paragonandolo all'historia sacra di Stefano Landi e all'oratorio di Bernardo Pasquini, entrambi sul medesimo soggetto. La Sirch ha così evidenziato il carattere quietistico del testo di Piero Matteo Petrucci e la vena intimistica della musica di Grossi. Licia Mari (Università cattolica di Brescia), è intervenuta sul tema: Il diario di Santa Barbara (1561-1602) nel contesto specifico mantovano. Con una paziente lettura di questa fonte manoscritta, diario anonimo conservato nel Fondo di Santa Barbara a Mantova, la Mari ha trovato importanti informazioni sulla costituzione del Capitolo di Santa Barbara e sull'uso del canto in quest'ultima. Interessanti spunti si trovano, in particolare, nella descrizione del funerale di J. De Wert e nelle prime testimonianze riguardanti l'introduzione di strumenti e policoralità, a partire dal 1596. La «condotta dei musici» nel 1677 a Milano è il titolo della relazione di Roberta Carpani (Università Cattolica di Milano). Attraverso le lettere di Vitaliano Borromeo la studiosa ha indagato gli influssi degli aristocratici sulla scelta dei musicisti nell'ambito della musica sacra e profana. Il patrocinio del patriziato risulta così determinante per gli incarichi dei musicisti non solo nel teatro di corte, ma anche presso le istituzioni religiose e nell'opera mercenaria. Il convegno si è concluso con il contributo di Flavio Dassenno (Centro Studi Strumenti Musicali Bresciani) sul tema: Lire e violini bresciani, angeli e demoni. Linee di ricerca organologica e iconografica. Mostrando immagini di dipinti e foto di alcuni esemplari tra i più belli della liuteria bresciana, Dassenno ha messo in evidenza le specificità di questi strumenti caratterizzati da una versatilità sonora che unisce la delicatezza alla forza.

Lucia Brighenti

Società Italiana di Musicologia

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