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Dossier insegnamenti musicologici

La SIdM interviene nei settori dei beni musicali e degli insegnamenti musicali e musicologici, effettuando un lavoro di ricognizione e proponendo incontri, riflessioni e indicazioni operative nell’ambito dei Licei coreutico-musicali, dei Conservatori di musica e delle Università. 

L’obiettivo è promuovere un’adeguata presenza delle discipline storico-musicali nelle sedi italiane d’istruzione musicale con un’efficace programmazione basata su presupposti scientifici rigorosi e aggiornati.

A questo fine, nel 2005 e nel 2008, la SIdM ha effettuato un monitoraggio (cfr. Dossier 2005, Dossier 2008) e compilato l’elenco dei Licei musicali avviati nell’a.s. 2010-2011. Insieme agli altri sodalizi rappresentativi della musicologia italiana (ADUIM, Saggiatore musicale) la SIdM ha inoltre formulato osservazioni e proposte di emendamento in merito ai regolamenti relativi all'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei e alle classi di concorso a cattedre approvati dal Consiglio dei Ministri nel 2011.

In ambito didattico la SIdM è anche promotrice di seminari organizzati in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l'Università di Roma Tor Vergata.

 

Documento SIdM in merito ai licei musicali

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Grande attenzione è puntata in questo periodo sui Licei Musicali, per i quali è in fase di definizione la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto: le cattedre interessate sono quelle relative agli insegnamenti musicali, ovvero strumento e discipline teoriche (Storia della Musica, Teoria Analisi e Composizione, Tecnologie Musicali). Il MIUR in questi giorni, dopo le indicazioni del MEF, dovrà definire l’organico di diritto dei Licei, decidendone quindi, per la prima volta nella storia di questa istituzione, la diffusione sul territorio.

Dal 2010, anno in cui il Liceo Musicale diviene ordinamentale, fino ad oggi non si è provveduto a una pianificazione della sua presenza sul territorio, in termini di distribuzione e di rapporto con la densità della popolazione, per cui si è giunti al paradosso che nella provincia di Salerno sono presenti 10 Licei Musicali contro i 3 presenti a Roma e Milano e soltanto uno a Torino.

Alla luce delle criticità qui rilevate, la SIdM auspica che sia prevista una presenza capillare dei licei musicali su tutto il territorio nazionale, in particolare favorendo la costituzione di nuovi licei musicali in quelle zone geografiche che, nonostante la densità di popolazione, ne sono ancora sprovviste.

Inoltre, per la formazione delle cattedre particolare preoccupazione destano gli insegnamenti di Teoria, Analisi e Composizione, Storia della Musica e Tecnologie Musicali. All’interno del quinquennio del liceo musicale, infatti, sono previste 15 ore di Teoria, Analisi e Composizione e 10 per i restanti due insegnamenti, mentre una cattedra completa di un insegnante consta almeno di 18 ore.

La SIdM auspica, al fine di favorire la qualità che gli insegnamenti musicologici meritano, la costituzione in organico di diritto di almeno una cattedra per Liceo per ciascuno di questi tre insegnamenti.

Nel corso del 2016 sono state riformate le classi di concorso delle Scuole Secondarie e finalmente gli insegnamenti previsti per i Licei Musicali sono confluiti in specifiche classi di concorso. A tal proposito l’allegato A/DPR 14-2-2016 ha ridefinito i titoli d’accesso, ampliando considerevolmente i requisiti per i due insegnamenti di Storia della Musica e Teoria, Analisi e Composizione, e consentendo pertanto l’accesso a tutte le procedure di reclutamento ad un ampio ventaglio di laureati poco o per nulla qualificati nei due specifici campi diminuendo, di fatto, la qualità del percorso di studi affrontato dai docenti da reclutare.

In relazione a questo, la SIdM richiede la modifica dei titoli d’accesso dell’Allegato A/DPR 14-2-2016 per le classi A53 (Storia della Musica) e A64 (Teoria, Analisi e Composizione), ristabilendo quanto già fissato dall’Allegato E alla nota ministeriale n. 3119 del 1/4/2014.

Infine la SIdM propone che i docenti che richiedono la mobilità verso il Liceo Musicale possano essere valutati non solo per l’anzianità di servizio, ma anche per i titoli artistici e scientifici posseduti. In particolare si auspica che possano essere valutati in modo più rilevante il Dottorato di ricerca e i diplomi superiori rilasciati da scuole o corsi di perfezionamento riconosciuti dallo Stato italiano.

Cinque Osservazioni e Quattro Proposte per la 'Storia della musica' nel sistema dei Licei

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I sodalizi rappresentativi della musicologia italiana (ADUIM, Saggiatore musicale, Società Italiana di Musicologia) formulano osservazioni e proposte di emendamento in merito ai regolamenti relativi all'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei e alle classi di concorso a cattedre recentemente approvati dal Consiglio dei Ministri, nonché allo schema di decreto sulla formazione iniziale dei personale docente, al fine di meglio focalizzare le metodologie didattiche dell'insegnamento di Storia della musica e la messa a frutto delle sue valenze formative nel nuovo sistema dei licei.

Osservazione (1). Nella formazione liceale la disciplina d'insegnamento 'Storia della musica' esercita funzioni specifiche, a livello cognitivo e critico-estetico nel contesto dei saperi letterari, storici e filosofici.

Fulcro dell'insegnamento Storia della musica è la comprensione dell'opera d'arte musicale, esperita mediante un'articolata didattica dell'ascolto che ne evidenzi sia i contesti linguistico, funzionale e estetico d'origine, sia il tessuto delle tradizioni culturali che ne discendono fino ai giorni nostri.

Nel Liceo musicale, in particolare, Storia della musica contribuisce in modo determinante a far maturare negli studenti «la necessaria prospettiva culturale, storica, estetica» (art. 7, comma 1 dello schema di regolamento per la revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei) in interazione formativa sia con gli insegnamenti teorici (ai quali fornisce elementi di contestualizzazione dei metodi di scrittura musicale, dei sistemi ritmico-metrici, melodici e armonici, delle tecniche compositive e analitiche), sia con gli insegnamenti pratici (per le informazioni essenziali sulle prassi esecutive, sulla storia degli strumenti e sullo sviluppo tecnologico dei mezzi musicali).

Osservazione (2). Si rileva che – in deroga all'art. 64, comma 4, punto a della Legge 133/2008 – il regolamento sulle nuove classi di concorso a cattedre va creando nuove classi di concorso per le discipline dell'indirizzo musicale del Liceo musicale e coreutico istituito col regolamento per la revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei. La disciplina delle nuove classi non prevede, tuttavia, una classe apposita per Storia della musica e ne affida l'insegnamento agli abilitati nella classe A-29 Musica negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex classe 31/A), riconoscendo altresì come titolo abilitante l'attuale classe 32/A Educazione musicale negli istituti di istruzione secondaria di I grado (in futuro classe A-28).

Si prospetta così l'assimilazione di una disciplina complessa e ricca di contenuti formativi quale 'Storia della musica' al più generico insegnamento di 'Musica'; ovvero a una disciplina che mira all'alfabetizzazione musicale diffusa e verte su un campo vasto e non specializzato di conoscenze e di pratiche relative all'esecuzione, alla direzione, alla composizione e all'improvvisazione, nonché alle tecnologie musicali.

Si osserva peraltro che le attività formative incluse nella Tabella 8 dello schema di decreto sulla formazione iniziale del personale docente, che delinea l'ordinamento didattico per la classe 32/A nei corsi accademici biennali del Conservatorio, vertono per la parte musicale in misura pressoché esclusiva su discipline pratiche. Ciò comporta quindi che i docenti abilitati in Musica in base a piani degli studi conformi alla Tabella 8, evenutalmente chiamati a ricoprire cattedre di Storia della musica, avranno compiuto percorsi formativi inadeguati poiché privi di discipline storico-musicali.

Proposta (1). Ciò considerato, è essenziale che nel regolamento sulle nuove classi di concorso sia inclusa la classe specifica “Storia della musica negli istituti di istruzione secondaria di II grado”. A tale classe si dovrà accedere mediante una formazione incentrata sull'approfondimento delle competenze storiografico-musicali, nel contesto del modello “biennio specialistico più anno di tirocinio”, secondo quanto stabilito nella nuova disciplina sulla formazione del personale docente. (Al momento, tale biennio specialistico è espletabile nella laurea magistrale della classe LM-45 Musicologia e beni musicali, eventualmente in collaborazione con corsi dei Conservatori, ai sensi degli artt. 5, comma 7 DM 509/99 e 2, comma 8, lettera h DM 508/99.)

Osservazione (3). Il piano degli studi dell'indirizzo musicale del Liceo musicale e coreutico (Allegato E dello schema di regolamento sull'assetto ordinamentale dei licei) assegna a Storia della musica un orario d'insegnamento articolato in due ore settimanali nel primo biennio e un'ora settimanale nei successivi tre anni.

Si rileva che il quadro orario proposto risulta disarmonico rispetto alle potenzialità formative della disciplina nel concerto degli altri insegnamenti obbligatori e d'indirizzo; risulta inoltre sproporzionato rispetto ai tempi di lezione necessari per svolgere un'efficace Didattica dell'ascolto in chiave storica, la quale ha tempi incomprimibili, dettati dalla durata delle opere musicali proposte. Da una parte, infatti, il piano degli studi prevede per Storia della musica un impegno orario più elevato nella fascia di studio in cui il senso storico è in via di strutturazione, più ristretto nella fascia in cui i raccordi con la letteratura, le storie, la filosofia (assente nel biennio) e con un livello di formazione musicale teorico-pratica più avanzato consentirebbero alla disciplina di dispiegare più efficacemente le proprie potenzialità formative. Dall'altra parte, l'orario d'insegnamento drasticamente ridotto dal terzo al quinto anno è anche incompatibile con la conoscenza di un adeguato repertorio di opere musicali dell'età moderna e contemporanea, mediamente caratterizzate da una durata via via sempre più estesa.

Proposta (2). Si ritiene che l'orario d'insegnamento per Storia della musica nell'indirizzo musicale del Liceo musicale e coreutico non possa scendere al di sotto delle due ore settimanali (66 ore per ogni anno del quinquennio), affinché l'insegnamento-apprendimento possa svolgersi secondo le più attuali metodologie, fondate precipuamente sulla Didattica dell'ascolto, e la disciplina possa incidere positivamente nell'ambito delle materie d'indirizzo, in particolare mediante un rapporto più equilibrato con Teoria e composizione.

Osservazione (4). La Storia della musica non è materia d'insegnamento nell'indirizzo coreutico del Liceo musicale e coreutico, dove invece dovrebbe svolgere un ruolo determinante quanto a conoscenza e coscienza storica e stilistica delle musiche sulle quali si svolge la formazione coreutica, in piena sinergia con Storia della danza.

Appare altresì ingiustificato dal punto di vista didattico e incongruente con i titoli d'accesso alla classe che nella Sezione coreutica del Liceo musicale e coreutico la formazione storico-musicale sia surrogata dal 'Laboratorio musicale' (classe di concorso A-22 nel regolamento delle nuove classi di concorso), il cui ambito disciplinare verterebbe, appunto, su «storia e pratica musicale».

Proposta (3). Per coerenza disciplinare, nell'indirizzo coreutico del Liceo musicale e coreutico è opportuno sottrarre le competenze relative alla 'storia musicale' alla classe di abilitazione A-22 Laboratorio musicale e assegnarle a un insegnamento di Storia della musica con un carico orario di almeno un'ora settimanale dal terzo al quinto anno (33 ore annue).

Osservazione (5). Con l'eccezione del Liceo musicale e coreutico, la Storia della musica è di fatto assente dalla formazione liceale, che pure contempla fra i Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi il saper «leggere opere d'arte significative (pittoriche, plastiche, grafiche, architettoniche, urbanistiche, musicali) nelle diverse tipologie» e il saperle collocare «nel contesto storico culturale» (Allegato A, punto 3 del regolamento sull'assetto ordinamentale dei licei). Storia della musica non figura neppure fra gli insegnamenti attivabili sulla base del POF delle singole istituzioni scolastiche, elencati nell'Allegato H.

Proposta (4). Si reputa opportuno includere Storia della musica nell'Allegato H del disegno di legge sull'assetto dei Licei, al fine di consentire che tale insegnamento venga attivato in qualunque indirizzo liceale, in aggiunta alle discipline obbligatorie e nei limiti del contingente organico assegnato alle istituzioni scolastiche.

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