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Fonti Musicali Italiane

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copertina Fonti Musicali Italiane


«Fonti Musicali Italiane»
prosegue l'esperienza
di ricerca di «Le fonti musicali in Italia. Studi
e ricerche»
(1987-1993)



 

 

«Fonti Musicali Italiane» è la rivista della Società Italiana di Musicologia dedicata alle ricerche sulle fonti. Pubblica saggi in italiano, inglese e francese, relativi alle fonti utili alla ricerca sulla storia della musica in Italia: cataloghi e studi su manoscritti, edizioni musicali, libretti; spogli di periodici musicali e non; documenti d’archivio, carteggi, epistolari; documentazione utile alla ricerca organologica e iconografica; discografie; interventi sulle nuove tecnologie in rapporto alla ricerca sulle fonti musicali. I saggi pubblicati su «Fonti Musicali Italiane» intendono offrire – accanto ai materiali documentari presentati – una loro attenta valutazione critica. Ogni volume contiene infine un’ampia Rassegna bibliografica in cui sono elencati monografie, saggi, edizioni di musiche comparsi nell’anno precedente in Italia e all’estero, e relativi alla musica italiana.

«Fonti Musicali Italiane» è una rivista peer-reviewed che si attiene a una revisione double-blind per la selezione e la pubblicazione dei saggi. 

Fonti musicali italiane, 21 (2016)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Alberto Magnolfi, Il sacro inedito: tre mottetti di Marco da Gagliano (1582-1643). Abstract.
  • Nadia Amendola, «Le parole sono del S.r Benigni e sono assai gratiose»: Domenico Benigni poeta per musica vocale da camera. Abstract.
  • Ivano Bettin, Francesco Maria Benedetti. Catalogo tematico delle opere. Abstract.
  • Leonardo Miucci, Francesco Pollini (1762-1846). Aggiornamenti biografici e nuovi documenti. Abstract.
  • Pinuccia Carrer, Un repertorio di compositrici nell’editoria italiana del XIX secolo. Abstract.
  • Rassegna bibliografica 2015, a c. di Chiara Pelliccia, Leonardo Miucci, Giacomo Sciommeri

Abstract


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Alberto Magnolfi

Il sacro inedito: tre mottetti di Marco da Gagliano

Il saggio analizza in primo luogo il manoscritto Basevi CF.96 (già I-Fc E.I.117), antologia di 65 composizioni vocali sacre scritte per soddisfare le esigenze cerimoniali di alcune delle principali festività dell'anno liturgico. Accanto a lavori di celebri autori di scuola romana e veneziana, si trovano infatti opere di vari musici practici, maestri di cappella e organisti succedutisi nel tempo, probabilmente redatte per qualche ricorrenza o in funzione di un particolare organico di cantores e incluse nella silloge in previsione di un possibile nuovo utilizzo.

Passa in seguito a descrivere tre inediti mottetti di Marco da Gagliano, i primi della raccolta di un autore fiorentino, celebre madrigalista, mottettista, oltre che protagonista non minore degli inizi del melodramma con una sua Dafne (Mantova 1608). Tali mottetti – Gabriel angelus apparuit, Lumen ad revelationem, Tuam crucem adoramus – vengono quindi proposti in trascrizione moderna.

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Unissued Sacred Music. Three Motets by Marco da Gagliano

This essay begins with a discussion of the Basevi manuscript, CF.96 (formerly I-Fc E.I.117), an anthology hosting sixty-five sacred vocal pieces intended for major liturgical celebrations. Works by renowned Roman and Venetian school composers are found alongside others by several musici practici, that is, chapel masters and organists from different generations. The latter pieces were probably written for specific festive days or personnels, and were included in the volume in view of a likely second use. A study follows of three unissued motets by Marco da Gagliano, the first Florentine musician in this compilation, well known for his madrigals and motets, and a major opera pioneer with his Dafne (Mantua, 1608). All three works — Gabriel angelus apparuit, Lumen ad revelationem, Tuam crucem adoramus — are offered here in modern notation.

 




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Nadia Amendola

«Le parole sono del S.r Benigni e sono assai gratiose»: Domenico Benigni poeta per musica vocale da camera

Domenico Benigni (1596-1653) fu autore dei testi poetici di numerose cantate e canzonette profane e morali. Di origini marchigiane, fu membro di prestigiose accademie italiane, nonché attivo a Roma come segretario al servizio dei Peretti e dei Pamphilj e come cameriere segreto di papa Innocenzo X. I suoi versi, concepiti prevalentemente per l’ambiente musicale romano, furono pubblicati postumi dal nipote Francesco in una raccolta di Poesie dedicata a Giovanni Battista Pamphilj (Roma, 1667) e furono posti in musica dai più noti compositori coevi, come Giacomo Carissimi, Luigi Rossi, Mario Savioni, Marco Marazzoli e Marc’Antonio Pasqualini, riscuotendo un discreto interesse anche nei decenni dopo la morte del poeta. Oltre a fornire un quadro bio-bibliografico della figura di Benigni arricchito da nuovi dati desunti da fonti finora sconosciute, il contributo propone la ricostruzione della sua produzione poetica per musica attraverso un incipitario delle cantate e delle canzonette, corredato delle concordanze musicali delle molteplici intonazioni pervenute.

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«Lyrics Are by Signor Benigni and Are Very Pretty». Domenico Benigni, Chamber Music Poet

Domenico Benigni (1596-1653) penned lyrics for secular and moral canzonettas, as well as for cantatas. Born in Marche, a Central Italy region, he was a member of distinguished Italian academies. While in Rome, he was the Peretti and Pamphilj families’ assistant, as well as papal chamberlain under Innocent X. His poems, usually conceived for the Roman music world, ended up being posthumously issued (Rome, 1667) by his nephew, Francesco, in a collection dedicated to Giovanni Battista Pamphilj. They were set to music by such noted composers as Giacomo Carissimi, Luigi Rossi, Mario Savioni, Marco Marazzoli, and Marc’Antonio Pasqualini, and still met with some interest several decades after the author’s death. This essay contains a sketch of Benigni’s life and bibliography, enhanced by data drawn from previously unknown sources, and a suggested reconstruction of his catalog via an index of incipits from his cantatas and canzonettas, with concordances of the surviving multiple music settings.

 




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Ivano Bettin

Francesco Maria Benedetti. Catalogo tematico delle opere

Nato ad Assisi nel dicembre 1683, il minore conventuale Francesco Maria Benedetti fu maestro di cappella in diverse chiese del centro e del nord Italia. Dapprima organista nella basilica di San Francesco ad Assisi e nella chiesa di Città di Castello (1704), nel 1706 venne eletto maestro di cappella nel convento di San Francesco di Torino. Nel 1711 si spostò ad Assisi dove ricoprì la medesima carica fino al 1716 quando fu richiamato a Torino. Dopo essere stato magister musices nella cattedrale di Aosta dal 1721 al 1727, passò il resto della sua vita ad Assisi dove morì nel luglio 1749.

Autore particolarmente prolifico, Benedetti ci ha lasciato soprattutto musica sacra, ma anche numerose cantate, un oratorio, brani strumentali e un’opera teorica. La maggioranza delle sue opere sono oggi conservate nei fondi musicali del Capitolo di Aosta e in quello del Sacro Convento di Assisi. Il catalogo tematico è organizzato in base al genere e - nella musica sacra - in base alla destinazione liturgica.

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Francesco Maria Benedetti. A Thematic Catalog of His Works

Francesco Maria Benedetti was a Minor Conventual friar. Born in Assisi by December 1683, he was chapel master at various churches in Central and Northern Italy and organist at the St. Francis Basilica, Assisi and at the Città di Castello church (1704). He was elected chapel master at the St. Francis convent, Turin, in 1706, and by 1711 moved again to Assisi, holding the same position till 1716, when he was called back to Turin. He was then magister musices at the Aosta Cathedral from 1721 to 1727 and spent the rest of his life in Assisi, where he died in July 1749. A very prolific composer, Benedetti mainly left sacred music, but also many cantatas, an oratorio, instrumental pieces, and a music theory book. Most of his works sit now in two music collections, at the Aosta Chapter and at the Assisi Sacred Convent. Our thematic catalog is organized by genre and — for sacred music — by liturgical destination.

 




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Leonardo Miucci

Francesco Pollini (1762-1846): aggiornamenti biografici e nuovi documenti

Francesco Pollini è stata la figura centrale del pianismo italiano di primo Ottocento. Questo contributo intende portare all’attenzione nuove fonti che hanno delineato con maggiore precisione alcuni contorni della vita e dell’attività del compositore: documenti relativi ai suoi spostamenti in Europa, ai suoi matrimoni, alle varie fasi della sua formazione, alla sua attività di pianista e di compositore. La scoperta, in particolare, di alcune sue lettere indirizzate a Franz Sales Kandler (custodite presso la Österreichische Nationalbibliothek di Vienna) ha rivelato un’interessante attività musicale portata avanti a Milano dal contemporaneo operato di personaggi appartenenti alle più diverse sfere sociali, e tra cui l’apporto di Pollini emerge con sostanziale importanza (fra questi Karl Mozart, il Conte Cesare di Castelbarco, la famiglia Belgiojoso, e così via). Le lettere documentano l'attività dei salotti di Milano, impegnati anche in esecuzioni di musica corale sacra. Considerata la sua formazione viennese, l’importanza di Pollini, oltre che come centrale punto di riferimento nel panorama musicale milanese di primo Ottocento, si manifesta anche come ponte ideale tra la cultura di area austro-tedesca, dominante nel mondo tastieristico di quegli anni, ed una Milano che ne subiva fortemente l’influenza.

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Francesco Pollini (1762-1846): Biographical Update and New Documents

Francesco Pollini was a key figure in early 19th-century Italian piano music. This essay draws attention on new sources that help focusing some aspects of his life and work—his travels through Europe, his marriages, the multiple steps of his instruction, his activity as a pianist and a composer. In particular, some recently found letters to Franz Sales Kandler (now at the Austrian National Library, Vienna) revealed the fascinating musical activity carried out in Milan with the help of people from sundry social milieus (Karl Mozart, Count Cesare Castelbarco, the Belgiojoso family, etc.), with Pollini’s contribution standing tall. Those letters also attest how people in Milan parlors were busy performing sacred choral music. Given Pollini’s Viennese training, he was a major reference figure in early 19th-century Milan music scene for bridging the Austro-German culture, then dominant in keyboard music, and the Milanese one, so deeply influenced by the former.

 




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Pinuccia Carrer

Un repertorio di compositrici nell'editoria italiana del XIX secolo

L’idea di costruire un repertorio di nomi di compositrici nell’Italia ottocentesca è nata come ampliamento di una precedente ricerca, dedicata alle Presenze femminili nel Fondo Noseda della Biblioteca del Conservatorio G. Verdi di Milano; si trattava allora di individuare nella globalità di un fondo, quei documenti contenenti almeno un nome di donna. L’elenco dei nomi proposto in questo repertorio nasce invece da un diverso presupposto: indagare sistematicamente solo un tipo di presenza femminile, quella legata alla composizione, in un solo luogo, l’Italia, e in un solo secolo, il XIX. Dal Dizionario degli editori musicali italiani 1750-1930, a cura di Bianca Maria Antolini (Pisa, ETS, 2000) è stato possibile estrarre una lista di quelli attivi nell’Ottocento. La ricerca nel catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale ha segnalato quali nomi di donne fossero presenti relativamente a quegli editori: seppur non esaustivo dell’immenso patrimonio presente nelle biblioteche o negli archivi nazionali, SBN offre una significativa percentuale delle fonti disponibili per quanto riguarda l’editoria musicale italiana. La lista comprende 120 editori e mostra l’importanza delle compositrici nella musica vocale da camera, nella strutturazione del “pezzo caratteristico”, nelle fantasie e nella parafrasi, nel teatro d’opera e in quelle forme segnate sin dal titolo da impegno sociale e patriottico. A completamento, qualche nome legato ai testi per musica.

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A Catalog of Woman Composers in 19th-Century Italian Printed Music

The project of a list of published woman composers in 19th-century Italy arose as an extension of an earlier research called Female presence in the Noseda Collection at the G. Verdi Conservatory Library, Milan. In that case, the task was to parse an entire collection and identify documents bearing at least one female name. The list published here was born out of a different goal, that is, systematically exploring only one female role (composer) in one country (Italy) and one time (the 19th century). A list of publishers was drawn from the Dictionary of Italian Music Publishers 1750-1930, edited by Bianca Maria Antolini (Pisa: ETS, 2000). A search in the National Library Service (SBN) catalog returned the names of woman composers associated to those publishers. Although hardly exhaustive of the immense musical heritage hosted in Italian libraries and archives, SBN yielded a fair share of the available sources. This list includes 120 publishers and shows the importance of woman composers in such fields as vocal chamber music, the shaping of the “characteristic piece”, fantasias and paraphrases, opera, and pieces bearing the stamp of social and patriotic commitment. A few names associated to lyrics round up the work.

 



Fonti musicali italiane, 20 (2015)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Licia Mari, Il Progetto Herla. Un database al servizio della ricerca. Abstract.
  • Maria Rosa Moretti, Simone Molinaro e la vita musicale a Genova tra Cinque e Seicento. Abstract.
  • Chiara Pelliccia, La libraria musicale del cardinale Benedetto Pamphilj. Un inventario ritrovato. Abstract.
  • Francesca Menchelli Buttini, Teatro di San Carlo, 1747-1753. Supplemento d’indagine sulla gestione impresariale. Abstract.
  • Mattia Geretto, Una nuova sonata di Baldassare Galuppi presso l’Archivio Musicale della Cappella Antoniana di Padova. Abstract.
  • Francesco Cesari, ArtMus – Una banca dati degli articoli di argomento musicale pubblicati nei giornali italiani dell’Ottocento. Abstract.
  • Federica Camata, Cantanti-divi tra leggenda e quotidianità. Uno sguardo al fenomeno del divismo nel primo Ottocento attraverso le pagine della «Gazzetta Privilegiata di Venezia». Abstract.
  • Patrizia Balestra, Nuove fonti manoscritte di Mascagni: romanze e altre pagine musicali. Abstract.
  • Francesco Bissoli, Il giovane Alfano nel Nord-Europa. Abstract.
  • Mariagrazia Carlone, Il Fondo Toscanini all’Archivio di Stato di Milano. Abstract.
  • Stefania Gitto, Il Centro di Documentazione Musicale della Toscana: prime riflessioni emerse dall’attività di ricognizione. Abstract.
  • Rassegna bibliografica, a c. di Chiara Pelliccia e Leonardo Miucci

Abstract


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Licia Mari

Project Herla. A database for research

The idea of a Gonzaga family document database, with its huge implications for theater history, originated by 1999 with Umberto Artioli and Francesco Bartoli and now has been put in practice with Herla database, inside the Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo. Project Herla — thus called after Harlequin’s mythic Mantuan roots — aims at collecting all documents on the stage events the Gonzagas sponsored at their zenith (1480-1630)—not just theater, but any official and festive occasion involving a stage, machinery, actors, dancers, and musicians. Such diverse events left equally diverse documents (letters, receipts, chronicles, legal acts), now preserved in Mantua and other Italian and European cities. Herla can be accessed at www.capitalespettacolo.it; it consisted of 12,009 forms as of February 2015. This article details its structure and resources for research, which may focus on a single topic or require cross-checking, thus making investigation easier and, at the same time, triggering new ideas and connections.

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Il progetto Herla. Un database al servizio della ricerca

La concezione di un archivio informatico che contenesse la documentazione gonzaghesca con implicazioni per la storia dello spettacolo nasce nel 1999 da un’idea di Umberto Artioli e di Francesco Bartoli, che si concretizza nella creazione, all’interno della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, del database Herla. Il Progetto Herla (il cui nome è stato scelto per il riferimento ai miti d’origine del “mantovano” Arlecchino) si propone di reperire la documentazione sull’attività spettacolare patrocinata dai Gonzaga nell’epoca del loro massimo splendore (1480-1630) e di riunirla in un'unica banca dati tematica informatizzata. Non solo il teatro in senso stretto, ma anche tutte le occasioni ufficiali e festive che prevedevano apparati e allestimenti, con la partecipazione di attori, danzatori e musici. Alla molteplicità dei fenomeni indagati corrisponde una diversificazione delle fonti considerate (corrispondenza, pagamenti, cronache, atti notarili), conservate non solo a Mantova, ma anche negli archivi di città italiane ed europee. L’Archivio informatico Herla è consultabile nel sito www.capitalespettacolo.it; l’aggiornamento di febbraio 2015 presentava 12.009 schede. L’intervento vuole illustrare la struttura e le possibilità di ricerca del database, sia rispetto ad una tematica, sia rispetto alle trame che si aprono dall’intrecciarsi delle diverse fonti, che possono favorire lo studio e far nascere nuovi stimoli e contatti.

 




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Maria Rosa Moretti

Simone Molinaro and musical life in Genova around 1600

In recent decades, early 17th-century musical life in Genoa and its major composer and chapel master, Simone Molinaro, have been extensively discussed. A summary is provided of the existing contributions issued in books and essays (including some hard-to-find items), as well as of the latest archival discoveries. The most important new info is about two churches, Nostra Signora delle Vigne and San Siro, and their music chapels. Also, the discovery of new documents and compositions, thus expanding Molinaro’s catalog, has been vital to achieve a better insight of the Genoa scene and its musicians’ lives. The inclusion of such pieces in a volume edited by Molinaro (1604) revealed works by three generations of composers: his teacher, Giovanni Battista Dalla Gostena, Molinaro himself, and his pupil, Leonardo Levanto.

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Simone Molinaro e la vita musicale a Genova tra Cinque e Seicento

La vita musicale genovese di primo Seicento, e con essa la fondamentale figura del compositore e maestro di cappella Simone Molinaro, sono stati oggetto in questi ultimi decenni di continui approfondimenti. Il presente lavoro intende quindi offrire in un unico contributo una sintesi di quanto è stato pubblicato in libri e saggi, talvolta di difficile reperibilità, e di far conoscere i risultati delle più recenti scoperte archivistiche e bibliografiche.

Le maggiori novità riguardano la storia delle cappelle musicali istituite nelle chiese di Nostra Signora delle Vigne e di San Siro, ma al fine di una più esatta conoscenza della realtà cittadina e della vita artistica dei musicisti, è stato determinante il ritrovamento di nuovi documenti e di nuove composizioni musicali che hanno consentito di ampliare il catalogo delle musiche di autore genovese. L’inserimento di queste composizioni in un unico volume curato da Simone Molinaro (1604) ha evidenziato infine la presenza di opere di tre generazioni di compositori: il maestro di Molinaro, Giovanni Battista Dalla Gostena, lo stesso Molinaro e il suo allievo, Leonardo Levanto.

 



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Chiara Pelliccia

Cardinal Benedetto Pamphilj’s musical libraria. A recovered inventory

An unissued inventory of Cardinal Benedetto Pamphilj’s music collection emerged from the Colonna papers in Subiaco. The Pamphilj collection is known to have merged into the Colonna libraria out of inheritance. Starting from known facts on the libraria and its history, some open issues are examined, as well as the new methodology such finding calls for. The inventory is transcribed and annotated in the Appendix; it mostly lists vocal music, regrouped into four sections by genre, and refers to a part of the collection that has many a match in the management papers. More importantly, this document allows to identify unknown pieces and resolve doubtful attributions; it also throws light on some aspects of music preservation and archiving by 1700. Information and document cross-checking, along with hand comparison, allowed to identify the writer as Nunzio Lulier, the Cardinal’s librarian. The document is dated between March 1730 and August 1731.

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La libraria musicale del cardinale Benedetto Pamphilj. Un inventario ritrovato

L’articolo presenta un inedito inventario della biblioteca musicale del cardinale Benedetto Pamphilj, ritrovato tra le carte dell’archivio Colonna in Subiaco. La biblioteca del cardinale, è noto, confluì per via ereditaria nella libraria Colonna. Partendo dallo stato delle conoscenze sulla libraria musicale pamphiljana e la sua storia, l’articolo prende in esame le questioni ancora aperte e le nuove prospettive metodologiche che il nuovo ritrovamento richiede. L’inventario, trascritto con annotazioni in appendice, elenca in prevalenza musica vocale, organizzata per generi in 4 sezioni: i contenuti mostrano una parte della collezione musicale di Pamphilj per la quale non mancano riscontri nella contabilità, ma soprattutto l'inventario permette di individuare o attribuire musiche non ancora note o rimaste di dubbia paternità ed evidenzia alcune caratteristiche sulle modalità di archiviazione e conservazione della musica tra la fine del XVII secolo e l’inizio del successivo. Attraverso l’incrocio di notizie e documenti e il confronto delle grafie, la redazione è ricondotta a Nunzio Lulier bibliotecario del cardinale e la datazione tra marzo 1730 e agosto 1731.

 



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Francesca Menchelli-Buttini

Teatro San Carlo, 1747-1753. Further investigation on its management

Unissued documents are reproduced here, sitting at the district notary archive and the Archivio Storico del Banco, Naples, about the Teatro San Carlo management being granted to a four-person company — Diego Tufarelli, Nicola Tagliavanti, Biagio Soreca, and Vincenzo Martinez, soon replaced by Stefano Buonfiglio — by 1747-53. Some of these very papers are also cited in a manuscript Relazione dell’appalto del Real Teatro di San Carlo, dated 14 September 1756 and now at the Archivio di Stato, Naples. Such document, published by Gian Giacomo Stiffoni, has relevant info on the theater management and its constitution. In particular, Archivio Storico del Banco contracts and registers yielded info about the company members and savings, expense sharing, membership fees, and more. For instance, we learn that Martinez was a gambling levy officer, as well as a representative of several Neapolitan noblemen. Finally, evidence is shown documenting composer Gioacchino Cocchi’s strained relationship with the theater, after the fiasco of Sesostri re d’Egitto, staged by late June 1752, at the beginning of the company’s last season: this allowed Nicola Tagliavanti to detail Cocchi’s sloppy honoring of his commitments.

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Teatro San Carlo, 1747-1753. Supplemento d’indagine sulla gestione impresariale

L’articolo riproduce alcuni documenti inediti depositati a Napoli presso l’Archivio notarile distrettuale e l’Archivio storico del Banco, in merito al definirsi dei termini della concessione del Teatro San Carlo a una società di quattro componenti, Diego Tufarelli, Nicola Tagliavanti, Biagio Soreca e Vincenzo Martinez, cui presto si sostituì Stefano Buonfiglio, i quali mantennero il contratto per il sessennio 1747-1753. Si tratta in parte degli atti richiamati in una Relazione dell’appalto del Real teatro di San Carlo del 14 settembre 1756, che si conserva manoscritta presso l’Archivio di Stato di Napoli, già edita da Gian Giacomo Stiffoni, contenente notizie di grande interesse sulla gestione economica e su alcuni aspetti statutari del San Carlo nel periodo in parola. In particolare, la consultazione delle polizze e dei giornali copiapolizze presso l’Archivio storico del Banco di Napoli ha permesso di ricavare ulteriori notizie riguardo ai soci, alla formazione della cassa, alla condivisione delle spese, al versamento delle quote e ad altre transazioni di denaro; è così emerso, ad esempio, che Martinez aveva un incarico di funzionario nell’arrendamento dei giochi, oltre a figurare quale agente di alcuni esponenti di nobili famiglie napoletane. Si riportano infine le testimonianze bancarie del difficile rapporto fra l’amministrazione teatro e il compositore Gioacchino Cocchi, a seguito del clamoroso insuccesso che toccò al Sesostri re d’Egitto rappresentato con notevole ritardo nel giugno 1752, in apertura dell’ultima stagione teatrale gestita dalla società: attraverso di esse Nicola Tagliavanti offre una descrizione dettagliata circa la trascuratezza di Cocchi nell’adempiere gli impegni convenuti.

 



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Mattia Geretto

A new Sonata by Baldassare Galuppi at the Cappella Antoniana Musical Archive, Padua

The discovery is reported of a new Galuppi sonata, from a manuscript found at the Cappella Antoniana Musical Archive, a section of the Biblioteca della Pontificia Basilica di Sant’Antonio, Padua. (This is also a chance to indirectly promote the rich heritage of that archive, yet largely unknown). The Sonata in D, in one movement, was located, along with another Sonata in B flat, in a manuscript from multiple composers, also including such lesser-known figures as Pazzaglia, Albertis, and Episcopi. This seems to be the only source for the Sonata in D, the other one being attested by two more manuscripts. The piece is transcribed in the Appendix.

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Una nuova sonata di Baldassare Galuppi presso l’Archivio Musicale della Cappella Antoniana di Padova

L’articolo mette in evidenza la scoperta di una nuova Sonata di Baldassare Galuppi contenuta all’interno di un manoscritto appartenente all’Archivio Musicale della Cappella Antoniana, presso la Biblioteca della Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova. Indirettamente, si intende valorizzare anche il patrimonio ricchissimo di quell’Archivio Musicale, ancora tutto da scoprire nelle sue notevoli risorse. La Sonata in questione è un unico tempo in re maggiore e compare assieme a un’altra Sonata, in si bemolle maggiore, in un manoscritto collettaneo dove figurano anche pezzi di autori meno noti, come Pazzaglia, Albertis ed Episcopi. Il manoscritto padovano risulta essere un testimone unico per la Sonata in re maggiore, mentre la Sonata in si bemolle maggiore compare anche in altri due manoscritti. In appendice viene fornita la trascrizione della Sonata in re maggiore.

 



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Francesco Cesari

ArtMus – A database of music articles on 19th-century Italian newspapers

The ArtMus database (www.artmus.it) is a new research tool dealing with music in 19th-century Italian newspapers. It was created with state funding for National Scientific Interest Research Projects (PRIN 2009 and 2012) and has so far involved the Venice–Ca' Foscari, Florence, Cagliari and Turin universities. Its more than 26,000 sheets (16,000 when this article was written) are but a starting point for virtually unlimited developments. The ArtMus form is described in detail; its fields and sections aim at framing each item according to multiple perspectives, to make multiple research lines easier. Its four sections let users point to an article as a whole, or events, or objects (single musical works), or names contained in it. All catalogued item images are in .jpg format.

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ArtMus – Una banca dati degli articoli di argomento musicale pubblicati nei giornali italiani dell’Ottocento

Consultabile all'indirizzo www.artmus.it, la banca dati ArtMus offre un nuovo canale di ricerca per mezzo del quale accedere alle informazioni relative alla musica pubblicate nei quotidiani italiani del secolo XIX. La banca dati si è costituita grazie ai finanziamenti statali previsti per i Progetti di Ricerca di Interesse scientifico Nazionale (PRIN 2009 e 2012) e fino a oggi ha coinvolto i quattro atenei di Venezia Ca' Foscari, Firenze, Cagliari e Torino. Le sue oltre 26.000 schede (16.000 al momento della stesura dell'articolo) segnano l'inizio di un percorso che si offre a sviluppi quasi illimitati. L'articolo illustra in dettaglio la struttura della scheda ArtMus, la cui articolazione in campi e sezioni è volta a inquadrare i singoli articoli secondo prospettive molteplici, tali da assecondare percorsi di ricerca eterogenei. In particolare, la suddivisione in quattro sezioni consente di guardare di volta in volta all'articolo nel suo complesso, oppure agli eventi, agli oggetti (le singole opere musicali) e ai nomi che vi compaiono. Tutte le immagini degli articoli schedati sono pubblicate in formato JPEG.

 



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Francesca Camata

Operatic stars in legend and in real life. A glance at the early 19th-century star system through the «Gazzetta Privilegiata di Venezia»

Early 19th-century operatic stars are seen here through the chronicles of a few sample years of the «Gazzetta Privilegiata di Venezia» (1816-17, 1830-33, 1847) cataloged in the ArtMus project (see Francesco Cesari’s article, above). Such daily newspaper regularly hosted information on music celebrities, especially prima donnas, with different policies depending on publication years. Chronicles, reports from abroad, and short news yield plenty of anecdotes and gossip on widely acclaimed divas, many of whom were foreigners and/or active outside Italy, e.g. Angelica Catalani, Henriette Sontag, and Jenny Lind. This research sheds light on the way the general press took notice of the star-system phenomenon and gave it further boost.

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Cantanti-divi tra leggenda e quotidianità. Uno sguardo al fenomeno del divismo nel primo Ottocento attraverso le pagine della «Gazzetta Privilegiata di Venezia»

La comunicazione inquadra il fenomeno del divismo di cui sono protagonisti i cantanti nella prima metà dell’Ottocento attraverso gli articoli di cronaca pubblicati in alcune annate campione della «Gazzetta Privilegiata di Venezia» (1816-17, 1830-33, 1847), che sono state oggetto di schedatura all’interno del progetto ArtMus (qui analizzato nel contributo di Francesco Cesari). Con alcune differenze nei vari periodi presi in esame, i fogli del quotidiano veneziano puntano regolarmente il faro sulle celebrità musicali e in modo particolare sui virtuosi di canto, specialmente se primedonne. Le cronache musicali, le notizie dall’estero e i trafiletti offrono numerosi aneddoti e pettegolezzi su alcune tra le dive più acclamate (spesso straniere e comunque prevalentemente attive in Europa, fra cui: Angelica Catalani, Henriette Sontag e Jenny Lind), facendo luce sulle modalità di ricezione e amplificazione del fenomeno divistico da parte della stampa generalista.

 



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Patrizia Balestra

New Mascagni manuscript sources: art songs and more

While sojourning in Cerignola, and mostly from spring 1887 to early 1890, Pietro Mascagni wrote many art songs and piano pieces to please his many admirers who attended the soirées at the Circolo Ofanto, a club for noblemen and wealthy landowners. Some of these manuscripts are located in private collections and remained unknown and unissued for Mascagni gave them away either to his patrons or to his favorite pupil, Francesco Pisano. There are ten of them: six art songs, four of which written in Cerignola by 1887-88 and two more in Bellevue by 1912; two sacred songs; and two piano waltzes. Three songs from Cerignola — Sei troppo bella e non ti posso odiare, La verginella è simile alla rosa, and Deh non fuggir sì rapida — were likely written for Venturina Palieri, a regular piano student of Mascagni’s (incidentally, he also used to spend time composing at her instrument). The fourth one, Astro immortal risplende, is dedicated to Giuseppe Cannone, the mayor who hired him as conductor of the Filarmonica Comunale. The two sacred canzoncine to the Virgin were composed by May 1895 for Pisano, then organist at the Capuchins’ Church. The songs, Madrigale and In mare, come from Mascagni’s French period, enlivened by Anna Lolli’s presence. They reflect both the archaic suggestions evoked in Parisina, the opera he was working at, and the feelings and thrills of the two lovers.

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Nuove fonti manoscritte di Mascagni: romanze e altre pagine musicali

Durante il suo soggiorno a Cerignola, soprattutto tra la primavera del 1887 e i primi mesi del 1890, Mascagni scrisse numerose romanze e brani pianistici per assecondare i suoi numerosi ammiratori nelle serate presso il Circolo Ofanto, un club di aristocratici e ricchi proprietari terrieri. Alcune di queste pagine manoscritte, appartenenti a collezioni private, sono rimaste sconosciute ed inedite perché Mascagni le regalò ai suoi mecenati o al suo allievo preferito, Francesco Pisano.

Sono dieci brani, sei romanze – di cui quattro scritte a Cerignola tra il 1887 e il 1888 e due nel 1912 a Bellevue – due canzoncine sacre e due Valzer per pianoforte. Tre delle romanze scritte a Cerignola, Sei troppo bella e non ti posso odiare, La verginella è simile alla rosa e Deh non fuggir si rapida molto probabilmente furono composte per Venturina Palieri, una delle sue più assidue allieve di pianoforte, sul cui strumento Mascagni si intratteneva spesso per comporre. L'altra lirica, Astro immortal risplende, è invece espressamente dedicata a Giuseppe Cannone, il sindaco che lo assunse come direttore della Filarmonica comunale. Le due canzoncine sacre dedicate alla Madonna furono invece composte nel mese di maggio del 1895 per il suo allievo Pisano, in quel periodo organista della Chiesa dei Cappuccini. Infine, le due romanze, Madrigale e In mare, appartengono al periodo francese di Mascagni, soggiorno allietato dalla presenza di Anna Lolli. Le liriche riflettono sia le suggestioni della forma arcaica su cui è incentrata Parisina, l'opera che stava componendo in quel periodo, sia le emozioni e le trepidazioni di due amanti che si abbandonano al sentimento amoroso.

 



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Francesco Bissoli

Young Franco Alfano in Northern Europe

Ten autograph letters, now at the Istituto Suor Orsola Benincasa, Naples, shed light on Franco Alfano’s burgeoning career. He left Naples by 1895 and settled in Leipzig, Germany, to expand his creative and cultural horizons. Here, besides continuing his music studies, Alfano started an international career as a concert pianist, conductor and composer, penning several piano pieces and also his first theatrical essays (Miranda, La fonte di Enscir). This intensely creative period tempered his personality in view of a much wider leap—composing the opera, Risurrezione.

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Il giovane Alfano nel Nord-Europa

Una decina di lettere autografe, custodite presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli, consentono di far luce sulle fasi iniziali della vicenda artistica di Franco Alfano. Per allargare i suoi orizzonti artistici e culturali, nel 1895 il giovane maestro italiano decise di lasciare Napoli e si stabilì a Lipsia. Una volta che si trovò in terra germanica, oltre a proseguire gli studi, diede inizio alla sua carriera internazionale, muovendosi su più fronti: l’attività concertistica, la direzione d’orchestra e la composizione, con vari lavori per pianoforte e i primi tentativi in campo teatrale (Miranda e La fonte di Enscir). In tale fervore di iniziative ebbe modo di temprare la propria personalità artistica, in vista della tappa decisiva di Risurrezione.

 



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Mariagrazia Carlone

The Fondo Toscanini at the State Archive, Milan

A huge amount of Arturo Toscanini’s documents was recently (2012) acquired by the State and entrusted to the Milan State Archive (ASMi). It consists of three series—Music, Correspondence, and Photos; the first one, amounting to 172 pieces; it is inventoried and can be freely consulted. A concise description is offered here; readers are referred to the analytical inventory on the ASMi site for details. Although it only makes a small part of the material Toscanini put together over his long career, it provides a meaningful insight into his work and personality, by making available his compositions, some of his valuable orchestrations, and a relevant part of the music he conducted, collected, or was the dedicatee of.

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Il Fondo Toscanini all’Archivio di Stato di Milano

L’articolo dà informazioni sulla consistente mole documentaria relativa ad Arturo Toscanini, recentemente (2012) acquisita dallo Stato Italiano e affidata all'Archivio di Stato di Milano (ASMi). Delle tre serie documentarie (Musica, Carteggio, Fotografie) la prima (formata complessivamente da 172 pezzi) è stata inventariata dall'autrice ed è liberamente consultabile presso l'Archivio. Nell’articolo se ne dà una sommaria descrizione, rimandando all’inventario analitico (anche disponibile online sul sito dell’ASMi) per maggiori dettagli. Pur essendo una piccola parte di ciò che Arturo Toscanini accumulò nel corso della sua lunga carriera, questo materiale offre uno spaccato eloquente della sua attività e personalità, mettendo a disposizione degli studiosi le sue composizioni, alcune sue importanti orchestrazioni ed una parte significativa delle musiche da lui dirette, raccolte o che gli furono dedicate.

 



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Stefania Gitto

The Centro di Documentazione Musicale della Toscana: first thoughts on the exploration stage

By late 2013, the Tuscany Region endorsed an agreement with the Scuola di Musica di Fiesole Foundation library, to create the Centro di Documentazione Musicale della Toscana, as a tool to manage, catalog, and enhance all manuscript and printed music from all eras and traditions, found on the Tuscan territory. Reasons are explained that led to the birth of CeDoMus, as well as the scope of this structure devoted to notated musical heritage, and its current activities, especially the census data collected in a few provinces. Research methods are described and the first results are analyzed.

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Il Centro di Documentazione Musicale della Toscana: prime riflessioni emerse dall’attività di ricognizione

Alla fine del 2013 la Regione Toscana ha stipulato una convenzione con la biblioteca della Scuola di Musica di Fiesole Fondazione Onlus per la creazione del Centro di Documentazione Musicale della Toscana, con l'intento di offrire un supporto alle attività di gestione, catalogazione e valorizzazione della musica notata manoscritta e a stampa, di ogni epoca e tradizione, conservata sul territorio regionale. Vengono qui presentate le motivazioni che hanno portato alla nascita del CeDoMus, le finalità di un centro di documentazione dedicato al patrimonio bibliografico musicale e le diverse attività in corso di svolgimento, con particolare attenzione al lavoro di censimento svolto su alcune province toscane, del quale si descrivono sia le metodologie messe in campo per l'attività di ricognizione che l'analisi dei primi risultati.

 

Fonti Musicali Italiane, 19 (2014)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Beatriz C. Montes, La musica nei documenti del Consejo y Secretaría del Despacho de Estado dell’Archivo General de Simancas: i rapporti con l’Italia. Abstract.
  • Stefania Gitto, La collezione musicale di palazzo Pitti (II): il «Catalogo della Libreria di S.A.R. il Granduca di Toscana» Ferdinando III (ca. 1799). Abstract.
  • Alison Dunlop, La Kaisersammlung: Franz I/II come musicista e collezionista. Abstract.
  • Francesca Vacca, L’Ottocento musicale romano nelle carte della Polizia pontificia: i concerti pubblici del ventennio 1850-1870. Abstract.
  • Giuseppe Sergi, La canzone napoletana classica ne «La Tavola rotonda» (1891-1921). Abstract.
  • Francesco Bigotti, Melopiano, armonipiano, calderarpa: le invenzioni musicali di Luigi Caldera. Abstract.
  • Rassegna bibliografica 2013 (con integrazioni per il 2012 e anni precedenti), a cura di Giulia Giovani, Chiara Pelliccia, Leonardo Miucci

Abstract


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Beatriz C. Montes

Music in the Documents of the Consejo y Secretaría del Despacho de Estado from the Archivo General de Simancas: Relationships with Italy

The Archivo General de Simancas collections are well known and very important for Spanish history. This essay highlights their importance for Italian music history in its relationships with Spain. Combing the inventories of the series on Rome, Genoa, Naples (16th–17th century) and other minor states was fruitless, however, many interesting results have come from the following collections: Venice State Documents (15th–18th century); State Documents of Milan and Savoy (16th–17th century); State Documents on correspondence and negotiations with Milan; Sicily State Documents – Spanish Viceroyalty; State Documents on correspondence and negotiations of Sicily. The appendix lists documents of musical interest in these collections.

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La musica nei documenti del Consejo y Secretaría del Despacho de Estado dell’Archivo General de Simancas: i rapporti con l’Italia

I fondi dell'Archivo General de Simancas sono ben conosciuti e assai rilevanti per la storia della Spagna. Il saggio mette in rilievo la loro importanza per la storia della musica in Italia nei suoi rpporti con la Spagna. Sono stati esaminati, purtroppo senza risultato, gli inventari delle serie relative a Roma, Genova, Napoli (nel Cinquecento e nel Seicento) e altri piccoli stati d’Italia; mentre sono stati numerosi e interessanti i risultati delle seguenti raccolte: Documenti di Stato di Venezia (dal Quattrocento al Settecento); Documenti di Stato di Milano e Savoia (Cinquecento e Seicento) e Documenti di Stato della corrispondenza e negoziato con Milano; Documenti di Stato di Sicilia. Vicereame spagnolo; Documenti di Stato della corrispondenza e negoziato di Sicilia. L'appendice al saggio segnala i documenti di interesse musicale presenti in queste ultime raccolte.

 



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Stefania Gitto

Palazzo Pitti Music Collection (II): The «Catalogo della Libreria di S.A.R. il Granduca di Toscana» (Ferdinand III, c. 1799)

Part I of this research (Fonti Musicali Italiane, 17, 2013) had described the birth of the Habsburg-Lorraine family music collection, assembled in Palazzo Pitti from 1765, when Peter Leopold (1747-1792) settled in Florence. Now the story continues with its growth, development and main features under Ferdinand III (1769-1824), Grand Duke of Tuscany and Leopold’s second son, starting from 1791, when Leopold was called to Imperial duties succeeding to his brother, Joseph II. As we track the path of the Palazzo Pitti Royal Chamber and Chapel by late 18th century and discuss Ferdinand III’s draft Catalogo della Libreria, a valuable surviving source of that princely book collection (music titles in the Appendix), the contours emerge of the Austro-Florentine Grand Duke’s profile as a man of culture, as well as those of a declining era.

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La collezione musicale di palazzo Pitti (ii): il «Catalogo della Libreria di S.A.R. il Granduca di Toscana» Ferdinando iii (ca. 1799)

Nella prima parte di questa ricerca (Fonti Musicali Italiane, 17, 2013) è stata descritta la nascita della collezione musicale degli Asburgo Lorena, formatasi a palazzo Pitti a partire dal 1765, anno dell’insediamento a Firenze di Pietro Leopoldo (1747-1792). In questo saggio si prosegue la ricostruzione della storia della collezione musicale fiorentina, osservandone crescita, sviluppo e caratteristiche sotto il primo governo di Ferdinando III (1769-1824), secondogenito di Pietro Leopoldo e granduca di Toscana dal momento in cui il padre, nel 1791, fu chiamato al trono imperiale quale successore del fratello Giuseppe II d’Asburgo. Ripercorrendo le tappe della Real Camera e Cappella di palazzo Pitti sul finire del XVIII secolo e analizzando la bozza del “Catalogo della Libreria” di Ferdinando III, preziosa fonte superstite di una grande collezione libraria principesca di cui in appendice si dà la trascrizione dei titoli musicali, si arriva a tratteggiare il profilo culturale del granduca austro-fiorentino e di un’epoca ormai al tramonto.

 



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Alison Dunlop

The ‘Kaisersammlung’: Franz II/I as Musician and Collector

The Kaisersammlung, the private musical library of Emperor Franz II / I, was hidden from view for many years. When it came to light, it was donated to the Steiermärkischer Musikverein in Graz, once Carl Ferdinand Pohl had been allowed to select items for the Vienna Gesellschaft der Musikfreunde. In the 1930s, the collection was transferred back to Vienna. Sources relating to its original acquisition, comprising correspondence, diaries and accounts, are now held in the Haus- Hof- und Staatsarchiv in Vienna. A study of the monthly accounts in the Handarchiv of Franz for the years 1784 to 1791 reveals much about his musical interests during the formative period of his life, when he resided in Vienna under the instruction of Joseph II, marrying twice and participating in the Austro-Turkish War.

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La Kaisersammlung: Franz I/II come musicista e collezionista

La Kaisersammlung, ovvero la biblioteca musicale privata dell'imperatore d'Austria Francesco II/I, rimase per molto tempo sconosciuta. Quando venne alla luce, fu donata allo Steiermärkischer Musikverein di Graz, dopo aver consentito a Carl Ferdinand Pohl di scegliere degli esemplari per la Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna. Negli anni 30 del Novecento, la raccolta fu trasferita di nuovo a Vienna. I documenti relativi alle acquisizioni originali (compresi corrispondenza, diari e ricevute), sono oggi conservati nello Haus- Hof- und Staatsarchiv a Vienna. Uno studio dei resoconti mensili nello Handarchiv di Francesco per gli anni 1784-1791 rivela molto dei suoi interessi musicali negli anni della sua formazione, quando risiedeva a Vienna sotto la tutela di Giuseppe II, anni in cui si sposò due volte e partecipò alla guerra austro-turca.

 



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Francesca Vacca

Music in 19th-Century Rome in the Papal Police Documents: Public Concerts 1850-1870

An interesting source on chamber music in 19th-century Rome is the Direzione Generale di Polizia papers at the State Archives. We examined all the documents about chamber music concerts from 1850 to 1870. The fund is little known but rich in information; also, as it was intended for police censorship, it is complete, but for the lost files.
The resulting chronology of the concerts is sorted by year and has the following information: applicant, concert hall, date and time, program, other musicians involved, file number. Appendix I lists the names cited in the chronology; Appendix II reproduces documents from two files, about concerts by Fontemaggi and Leitert.

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L’Ottocento musicale romano nelle carte della Polizia pontificia: i concerti pubblici del ventennio 1850-1870

Una fonte di grande interesse per dissodare il terreno della musica da camera nell’Ottocento romano è costituita dal fondo della Direzione generale di polizia conservato presso l’Archivio di stato di Roma. In questo saggio si sono presi in esame tutti i documenti relativi ai concerti di musica da camera dal 1850 al 1870. Il fondo è poco conosciuto ma estremamente ricco di notizie, ed essendo un fondo deputato alla censura della polizia, è completo ad eccezione di fascicoli andati perduti nel corso del tempo.

La risultante cronologia dei concerti è stata ordinata per anno con i seguenti dati: nome di chi ha presentato la domanda, denominazione del concerto, sala, giorno e ora del concerto, programma e nomi di altri musicisti coinvolti, segnatura del fascicolo di riferimento. Segue una prima appendice che comprende tutti i nomi citati nella cronologia, mentre la seconda appendice riporta il contenuto di alcuni documenti presenti in due fascicoli del fondo e relativi a concerti di Fontemaggi e Leitert.

 



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Giuseppe Sergi

Classic Neapoletan Song in «La Tavola Rotonda» Magazine (1891-1921)

La Tavola Rotonda, a weekly magazine founded in 1891 by the noted Neapolitan publisher, Ferdinando Bideri, is a major source for the history of notated Neapolitan song. Originally intended as a literary review, aimed at a select audience, it also hosts printed music: first romanzas, then Neapolitan songs. Scarcely one year after its birth, it launches a contest: the competing songs, mostly unissued, become property of the publisher; the winners are printed on the journal. Along three decades, La Tavola Rotonda documents the activity of such creative figures as Vincenzo Valente, Eduardo di Capua, Salvatore Gambardella, Pasquale Cinquegrana, Vincenzo Russo, and E.A. Mario. Valuable accounts can be found on production issues and the relationships among publishers, authors, impresarios, and artists. Aesthetic and poetic references point to the changes occurred till the outbreak of World War I. Thanks to its almost uninterrupted publication flow and virtually complete conservation, a discussion of La Tavola Rotonda allows to reconstruct the complex scene of the Neapolitan song in the belle époque.

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La canzone napoletana classica ne «La Tavola rotonda» (1891-1921)

«La Tavola rotonda», settimanale fondato nel 1891 dall'editore napoletano Ferdinando Bideri, è una fonte di spiccata rilevanza per la vicenda della canzone napoletana d'autore. Nato come periodico letterario rivolto a un pubblico selezionato, il giornale pubblica anche pezzi di musica: dapprima romanze, poi canzoni napoletane; e a meno di un anno dalla fondazione bandisce un vero e proprio concorso della canzone: le composizioni partecipanti, inedite nella maggior parte dei casi, diventano proprietà dell'editore; le vincitrici vengono pubblicate all'interno della rivista. Nell'arco del trentennio di vita del periodico emerge l'attività artistica degli autori protagonisti: Vincenzo Valente, Eduardo Di Capua, Salvatore Gambardella, Pasquale Cinquegrana, Vincenzo Russo, E.A. Mario. Significative sono le testimonianze inerenti alle dinamiche di produzione e all'equilibrio dei rapporti tra editore, autore, impresario e artista. Affiorano precisi riferimenti estetici e poetici dei quali è possibile osservare i mutamenti fino allo scoppio della Grande Guerra. In virtù della pubblicazione pressoché ininterrotta, dal 1891 al 1921, e della conservazione sostanzialmente completa del materiale documentario, l'indagine sui contenuti de «La Tavola rotonda» ricostruisce l'articolato scenario della bella époque della canzone napoletana.

 



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Francesco Bigotti

Melopiano, Armonipiano, Calderarpa: Luigi Caldera’s Musico-Mechanical Inventions

Luigi Caldera, an engineer born in Cuneo, Piedmont, and active in Turin by the late 19th century, was a visionary inventor and manufacturer of sophisticated technical improvements for keyboard instruments. His research mostly aimed at giving the piano those much-desired long-held notes and chords; to this end, the melopiano and the armonipiano were created and widely appreciated. Also, he tried to integrate the harp’s subtle nuances onto the piano by means of either beaten-string (the wonderful calderarpa) or plucked-string (Caldera piano-harp) devices. He and his inventions were present and lauded at the Universal Exhibitions (Paris, Vienna, London, Chicago, etc.); he filed many patents and international franchising contracts. Musicians like Rossini, Sgambati, Thalberg, and Liszt (of whom at least two pieces for the armonipiano are known) developed an interest in his instruments.

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Melopiano, armonipiano, calderarpa: le invenzioni musicali di Luigi Caldera

L’ingegnere piemontese Luigi Caldera, originario di Cuneo ed attivo a Torino nella seconda metà dell’Ottocento, fu visionario ideatore e realizzatore di sofisticati perfezionamenti tecnici applicati agli strumenti a tastiera. Le sue indagini furono soprattutto indirizzate a conferire al pianoforte la tanto vagheggiata continuità delle note e degli accordi, una sonorità “tenuta” che diede origine alla nascita ed all’affermazione di strumenti quali il Melopiano e l’Armonipiano, nonché ad associare alla tastiera le delicate sfumature timbriche dell’arpa, con sistemi a corde sia percosse (come nella splendida Calderarpa) che pizzicate (come nel Piano-Arpa Caldera). Presente e apprezzato coi suoi ritrovati nelle grandi Esposizioni Universali dell’epoca (Parigi, Vienna, Londra, Chicago…), fu titolare di numerosi brevetti, privative ed esclusive commerciali a livello internazionale, e ai suoi strumenti si interessarono musicisti del calibro di Rossini, Sgambati, Thalberg e Liszt (che dedicò all’Armonipiano di Caldera almeno un paio di composizioni note).

 

 

(Traduzioni in inglese di Marcello Piras)

 

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