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Fonti Musicali Italiane

Fonti Musicali Italiane, 13 (2008)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Tiziana Affortunato, Nuove fonti documentarie su Carlo Caproli del Violino (Roma, 1614-1668). Abstract.
  • Matteo Mainardi, Addenda milanesi al catalogo Sartori. I libretti musicali della Società storica lombarda e nuove segnalazioni da biblioteche cittadine. Abstract.
  • Giovanni Polin, Il mondo della luna di Goldoni-Galuppi: uno studio sulla tradizione settecentesca. Abstract.
  • Roberto Satta, Le sonate per strumento a tastiera di Giuseppe Sarti: catalogo tematico. Abstract.
  • Alberto Viarengo, Musici, musicisti e musicanti a Novara tra Sette e Ottocento attraverso le fonti d'archivio. Abstract.
  • Daniela Macchione, «Ne' latifondi delle lettere, e delle arti belle», e sotto l'occhio vigile della censura pontificia. Storia dell'«Eptacordo», periodico romano di metà Ottocento. Abstract.
  • Paola Carlomagno, Costruttori e rivenditori di strumenti musicali a Milano nella Guida Savallo dal 1880 al 1920. Abstract.
  • Gianfranco Miscia, Archivi di musica. L'inventario del fondo Francesco Paolo Tosti dell'Istituto Nazionale Tostiano di Ortona. Abstract.
  • Rassegna bibliografica 2007, a cura di Giulia Giovani, Angela Nisi, Leonardo Miucci.


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Tiziana Affortunato
Nuove fonti documentarie su Carlo Caproli del Violino (Roma, 1614 - 1668)

La vicenda biografica di Carlo Caproli, organista, violinista e compositore, detto 'del Violino' in riferimento alle sue abilità esecutive, presenta forti parallelismi con quella della generazione di musicisti coevi, vissuti e/o orbitanti a Roma nella prima metà del XVII secolo. Nel 1681 Angelo Berardi nei Ragionamenti musicali elogia la «sua armoniosa penna»: il riferimento è alle cantate da camera «concertate con vari Istrumenti», per la composizione delle quali il teorico lo cita prima di Carissimi, Tenaglia e Rossi. Nonostante gli elogi espressi da Henri Pruniéres ed Eugen Schmitz nei loro rispettivi studi sulla cantata da camera italiana (1913; 1955), i contributi bibliografici su Carlo Caproli non sono finora pervenuti ad una puntuale ricostruzione biografica.
Attraverso il reperimento e la lettura di fonti d'archivio è stato possibile far luce su alcuni elementi a tutt'oggi incerti, quali ad esempio: le date di nascita e di morte, l'attività didattica, e la sua attività di strumentista presso diverse chiese ed istituzioni romane, come risulta dalle relative Liste di Musici straordinari. Inoltre, dalle lettura di inedite fonti archivistiche emergono indicazioni interessanti sulla concezione stessa del suo lavoro compositivo.

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New documentary sources relative to Carlo Caproli del Violino (Rome, 1614-1668)

The biographical vicissitudes of Carlo Caproli, organist, violinist and composer, known as 'del Violino' in reference to his bravura as a violinist, show pronounced parallelisms with those of the generation of musicians living or orbiting at Rome during the first half of the XVII century. In 1681, Angelo Berardi in Ragionamenti musicali praised «his melodious quill», the reference being to the chamber cantatas «concerted with various Instruments», for the composition of which the theorist places Caproli before Carissimi, Tenaglia and Rossi. Despite the eulogies of Henri Pruniéres and Eugen Schmitz in their respective studies on Italian chamber cantatas (1913; 1955), the bibliographical contributions relative to Carlo Caproli have not to date led to a precise biographical reconstruction.
It has, however, been possible through the discovery and study of archive sources to throw light on certain aspects up to now uncertain such as, for instance: the dates of his birth and death, his didactic activity and activity as instrumentalist at various Roman churches and institutions, which can be gathered from the relative Liste di Musici straordinari. Furthermore, the perusal of unpublished archival sources has supplied interesting informaton on the actual conception of his compositional work.



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Giovanni Polin
«Il mondo della luna» di Goldoni - Galuppi: uno studio sulla tradizione settecentesca

Nel saggio si compie una recensio il più possibile completa dei testimoni (libretti a stampa e partiture) che hanno tràdito Il mondo della luna di Goldoni e Galuppi tra il 1750 ed il 1765, verificando le informazioni non sempre puntuali fornite dai repertori. Da essa emergono con chiarezza le due principali linee di tradizione del testo, una delle quali legata ai famosi buffi Carlo e Maria Angela Paganini, e le strategie messe in atto dagli operatori teatrali per adattare l'opera sia ai mutamenti di gusto del pubblico sia alle esigenze dei cantanti. L'analisi codicologica dei cinque manoscritti musicali individuati e il raffronto dei loro testi verbali colla tradizione dei libretti pur non portando ad una datazione di tutti i membri del corpus (per alcuni dei quali è ipotizzabile un'origine legata al coevo commercio del collezionismo) consente almeno per uno, il ms. conservato in D-Wa proveniente dall'archivio del teatro di corte di Braunschweig, il preciso riferimento ad una messinscena del 1760, evidenziato attraverso una complessa lettura stratigrafica volta a distinguere i vari interventi succedutisi nel codice, e per un altro, il ms. in I-BRc scritto forse per un collezionista dalle stesse mani del testimone conservato in D-Wa, una datazione certa. Ciò permette, tra l'altro, di individuare un gruppo di copisti attivo a Venezia intorno alla metà del XVIII secolo responsabile di una famiglia di manoscritti coevi. Il saggio si completa con una serie di appendici: una cronologia delle rappresentazioni dell'opera; una serie di tabelle descrittive dei manoscritti musicali; un elenco alfabetico di tutte le arie, duetti, cori, etc. presenti nelle fonti a stampa e manoscritte dell'opera; due tabelle relative ai cantanti e alle indicazioni scenografiche.

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Goldoni-Galuppi's «Il mondo della luna»: a study of eighteenth-century transmission

This paper gives the most complete examination possible of sources (librettos and scores) for Goldoni and Galuppi's Il mondo della luna between 1750 and 1765, checking the not always accurate information supplied by the catalogues. The recensio pinpoints clearly the two main groups of librettos (one of which was linked to the well-known buffi Carlo and Maria Angela Paganini) and the strategies of impresarios to adapt the opera not only to the changes in public taste, but also to the demands of the singers. Although codicological analysis of the five identified musical manuscripts and comparison of their verbal texts with the librettos handed down did not lead to the dating of all the items of the corpus (for some of which the origin can be conjectured as linked to the contemporary collectors' market), it did at least permit an indubitable dating for two ms., i.e.: (i) the manuscript stored in D-Wa coming from the archive of the Braunschweig court theatre and containing a precise reference to a production of 1760, evidenced through a complex stratigraphic reading which revealed the various modifications introduced from time to time in the codex; (ii) the manuscript in I-BRc, written (possibly for a collector) in the same handwriting as that stored in D-Wa which permitted, among other things, the identification of a group of copyists, active in Venice around the middle of the eighteenth century and responsible for a number of manuscripts compiled at that time.
The paper concludes with a series of appendices: a chronology of performances of the opera, a series of descriptive tables of the musical manuscripts, an alphabetical list of all the arias, duets, choruses, etc. present in the printed and manuscript sources of the opera, two tables relating to the singers and to the scenographic instructions.



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Matteo Mainardi
Addenda milanesi al catalogo Sartori. I libretti musicali della Società storica lombarda e nuove segnalazioni da biblioteche cittadine

Presso la biblioteca della Società storica lombarda di Milano è stata rintracciata una collezione di libretti non segnalati nel Catalogo dei libretti italiani a stampa di Claudio Sartori: questi libretti appartennero alle collezioni private di Achille Bertarelli e del marchese Carlo Ermes Visconti di San Vito, confluite per lascito testamentario nel patrimonio della società. I quarantaquattro libretti sono quasi tutti di area milanese, il più antico è del 1676 (il dramma per musica Marcello in Siracusa), mentre il più recente risale al 1815 (la cantata Il mistico omaggio). In sei casi si tratta di libretti sconosciuti a Sartori, mentre per i restanti si tratta di nuove segnalazioni di esemplari già presenti in catalogo. Tra i libretti più interessanti si segnalano tre libretti di cantate per intramezzo, un genere di cantata tipicamente milanese, strettamente legato alle Dispute Generali per la Dottrina Cristiana, che avevano luogo il 7 febbraio di ogni anno presso la chiesa di S. Dalmazio. La particolare forma a foglio aperto di questi libretti è legata al fatto che venivano distribuiti come allegati al primo numero di febbraio della «Gazzetta di Milano»: ulteriori dieci libretti di cantate per intramezzo, sconosciuti a Sartori, sono stati rintracciati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, ancora oggi allegati ai numeri della «Gazzetta di Milano». I tredici libretti complessivi di cantate per intramezzo hanno potuto ampliare la conoscenza relativa a questo repertorio particolare ed è stato soprattutto possibile segnalare un titolo inedito di cantata composta da Giovanni Battista Sammartini (S. Vittore in prigione visitato da S. Materno vescovo di Milano), eseguita il 7 febbraio 1748 presso la chiesa di S. Dalmazio.
Infine la descrizione di ulteriori dieci libretti successivi al 1800, provenienti anche da altre biblioteche milanesi, ha reso possibile alcune significative riflessioni sulle cantate celebrative del periodo napoleonico e della prima Restaurazione a Milano.

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Milanese Addenda to the Sartori catalogue. The musical libretti of the Società Storica Lombarda and new findings in city libraries

A collection of libretti not mentioned in Claudio Sartori's Catalogo dei libretti italiani a stampa has been located in the library of Società Storica Lombarda of Milan. The libretti were part of the private collections of Achille Bertarelli and of Marquis Carlo Ermes Visconti di San Vito which subsequently finished by testamentary bequest in the patrimony of the Società. Almost all the forty-four libretti are from the Milan area, the oldest dating back to 1676 (the music drama Marcello in Siracusa) and the most recent to 1815 (the cantata Il mistico omaggio). Six of them are libretti unknown to Sartori, while the rest are new locations of titles already catalogued. Among the most interesting libretti are three of cantate per intramezzo, a typically Milanese genre of cantata, closely linked to the Dispute Generali per la Dottrina Cristiana (General Debates on Christian Doctrine) which were held each year on 7 February at the Chiesa di S. Dalmazio. The particular sheet form of these libretti was due to the fact that they were distributed as enclosures with the first number in February of the «Gazzetta di Milano»; a further ten cantate per intramezzo unknown to Sartori were found in the Biblioteca Ambrosiana of Milan, still attached to the «Gazzetta di Milano» of the time. The thirteen libretti of the cantate per intramezzo served to increase the knowledge of this particular repertoire and it was above all possible to discover the unpublished title of a cantata composed by Giovanni Battista Sammartini (S. Vittore in prigione visitato da S. Materno vescovo di Milano), performed on 7 February 1748 at the Chiesa di S. Dalmazio.
Finally, the description of a further ten libretti subsequent to 1800 in other Milanese libraries facilitated several significant observations on the celebratory cantatas of the Napoleonic period and the first Restoration at Milan.



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Roberto Satta
Le sonate per strumento a tastiera di Giuseppe Sarti: catalogo tematico

Giuseppe Sarti (Faenza 1729-Berlino 1802), pur dedicandosi principalmente al melodramma, ci ha lasciato un buon numero di composizioni per tastiera (per organo, per clavicembalo o fortepiano con o senza uno strumento melodico di accompagnamento o concertante). Il catalogo, che fornisce per ogni sonata incipit musicali, fonti manoscritte e a stampa, edizioni moderne, note e bibliografia, è stato diviso in tre sezioni: sonate per tastiera e altri strumenti, sonate per tastiera, sonate dubbie. Sono state considerate dubbie le sonate pubblicate a Vienna da Artaria negli anni Ottanta del Settecento: tradizionalmente attribuite al compositore faentino, sono probabilmente da ascrivere – secondo la documentazione reperita da Richard Armbruster – al Klaviermeister Giuseppe Sardi, attivo a Vienna nel periodo 1785-1788. Nel saggio introduttivo si rende ragione di questa scelta, e si forniscono alcune osservazioni sulle caratteristiche musicali delle sonate.

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The keyboard sonatas of Giuseppe Sarti: a thematic catalogue

Although Giuseppe Sarti (b. Faenza 1729, d. Berlin 1802) devoted himself chiefly to opera, he also left us a good number of keyboard sonatas (for organ, harpsichord or fortepiano with or without accompanying or concertante melodic instrument). Each sonata is catalogued with full details: musical incipits, manuscript or printed sources, modern editions, notes and bibliography. The catalogue is divided into three sections: sonatas for keyboard and other instruments, sonatas for keyboard, doubtful sonatas. The sonatas considered doubtful are those published by Artaria at Vienna during the Eighties of the eighteenth century, traditionally attributed to the composer from Faenza but more probably ascribable – according to documentation discovered by Richard Armbruster – to the Klaviermeister Giuseppe Sardi who was active in Vienna during the period 1785-1788. The reasons for this decision are given in the introduction to this paper, which also includes some comments on the musical characteristics of the sonatas.



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Alberto Viarengo
Musici, musicisti e musicanti a Novara tra Sette e Ottocento attraverso le fonti d'archivio. Con una bibliografia sulla musica a Novara (in ogni tempo)

La musica a Novara ha conosciuto un periodo particolarmente fecondo nell'Ottocento quando, accanto alla ricca attività teatrale, sono stati maestri di cappella della Cattedrale i compositori Pietro Generali, Saverio Mercadante, Carlo Coccia e Antonio Cagnoni. La presenza di questi nomi ha rappresentato un notevole volano per l'intensificarsi della vita musicale cittadina, testimoniata dalla attività sul territorio di musici, musicisti e musicanti i cui nomi, desunti da alcune fonti coeve qui oggetto di indagine, vengono riportati ordinati alfabeticamente e cronologicamente in tabelle. I dati di natura anagrafica rilevati nelle fonti manoscritte conservate presso l'Archivio di Stato di Novara si combinano con quelli più propriamente professionali presenti in almanacchi e guide a stampa, sempre dell'epoca, delineando un quadro del far musica in città a partire dal 1776, data del primo censimento conservato, sino alla fine del XIX secolo. Oltre ai protagonisti diretti appartenenti alle istituzioni cittadine (i teatri, le cappelle musicali, la scuola di musica, la banda) e alla musica popolare, sono stati presi in considerazione anche i protagonisti indiretti di questa grande stagione quali tipografi, stampatori, costruttori e rivenditori di strumenti musicali, persone di teatro. Questi dati potranno servire per ulteriori studi e approfondimenti sistematici, così come l'Appendice che tenta di fornire una esaustiva bibliografia sulla musica nel Novarese in ogni tempo.

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Musicians, players and performers in Novara between the Eighteenth and Nineteenth Centuries, taken from archival sources. Accompanied by a historical bibliography on music at Novara

Music at Novara experienced a particularly rich period in the Nineteenth Century when, parallel to an intense theatrical activity, the composers Pietro Generali, Saverio Mercadante, Carlo Coccia and Antonio Cagnoni were maestri di cappella at the Cathedral. The presence of these names provided a notable stimulus for the intensification of the city's musical life, testified by the activity in the area of musicians, players and performers whose names gathered from sources of the time (the object of this investigation) are listed in tables alphabetically and chronologically. The anagraphical data found in manuscript sources preserved in the State Archives of Novara, when combined with those quoted in their professional capacity by printed almanacs and directories (always of the same period), give a picture of music-making in the city from 1776 (date of the first recorded census) up to the end of the xix century. In addition to the direct protagonists belonging to city institutions (theatres, cappelle, schools of music, the band) and to popular music, the indirect protagonists of this important season have also been taken in consideration, such as: typographers, printers, makers and sellers of musical instruments, people of the theatre. These data should be of service for future studies and systematic elaborations in the same way as the Appendix, which seeks to provide an exhaustive historical bibliography on music in Novara.



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Daniela Macchione
«Ne' latifondi delle lettere, e delle arti belle» sotto l'occhio vigile della censura. Storia dell'«Eptacordo», periodico romano di metà Ottocento

Il saggio illustra la storia e l'attività dell'«Eptacordo», fonte periodica teatrale e musicale romana dell'Ottocento. Finora mai stato oggetto di studio specifico, l'«Eptacordo» ha risentito del forte condizionamento del contesto storico-politico degli ultimi 15 anni dello Stato Pontificio.
Dopo la sospensione nel 1849 a Roma di quasi tutti i giornali, soltanto nel 1852, e dopo aver vagliato numerose proposte, il governo pontificio concesse il permesso di pubblicare un giornale teatrale-musicale all'Accademia Santa Cecilia che in seguito, impossibilitata a realizzare il progetto, cedette il permesso a una società di cultori del teatro. Finalmente, nel marzo 1855 uscì il primo numero della nuova rivista musicale, l'«Eptacordo».
Il giornale offre un quadro dell'attività nei teatri, nelle accademie culturali, nei salotti, dalle stagioni di prosa e d'opera ai concerti, ai saggi dei giovani studenti, ai resoconti delle sessioni accademiche dell'Accademia Filarmonica e dell'Accademia dei Quiriti.
La concessione del permesso di stampa prevedeva che gli articoli fossero sottoposti alla revisione di entrambe le censure, ecclesiastica e politica. Gli inediti documenti d'archivio ritrovati, relativi alle revisioni compiute dalla censura sui testi del giornale, gettano luce sulle modalità del controllo dell'informazione musicale e, sebbene indirettamente, dello spettacolo stesso.
Gli esempi delle prime romane di Un ballo in maschera e di Don Alvaro (La forza del destino) illustrano il rapporto stabilito dall'«Eptacordo» con il governo pontificio; una relazione che ha isolato il periodico su una posizione di difesa dello spettacolo e dell'impresa romani e della Deputazione dei Pubblici Spettacoli, organo del governo pontificio preposto all'organizzazione degli spettacoli a Roma. Tale posizione fu la causa delle polemiche che nel corso degli anni Sessanta il periodico intrattenne con altri periodici italiani che l'accusavano di scarsa attendibilità. Negli stessi anni, le uscite si fecero progressivamente sempre più irregolari fino alla cessione della pubblicazione probabilmente nel marzo 1872, poco tempo dopo l'Unità.
La stessa cautela cui la documentazione ci invita nell'utilizzare l'«Eptacordo» come fonte di notizie sulla vita musicale romana dell'Ottocento, ne fa allo stesso tempo una valida fonte storica nell'indagine sul sistema produttivo culturale nella Roma preunitaria: una fonte, come ogni fonte storica, reticente e tendenziosa.

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«Ne' latifondi delle lettere, e delle arti belle», under the eye of the censorship. A history of the «Eptacordo», a Roman periodical of the Nineteenth Century

This essay describes the history and activity of the «Eptacordo», a 19th century Roman journal of theatre and music. Thus far it has never been specifically studied. «Reticent and tendentious» like other historical documents, the «Eptacordo» serves as a source to reconstruct musical life in 19th century Rome, but also is useful when investigating cultural production in Rome before the Unification of Italy.
Over its almost 15 years of activity, the Roman journal suffered from the strong influence of the historical and political context during the waning years of the Papal States. After the suspension in Rome in 1849 of all newspapers and journals, only in 1852, after having examined several proposals, did the government grant permission to publish a journal of music and theater to the Accademia di Santa Cecilia. Two years later, the Accademia, unable to achieve the project, handed over its permission to a company of theater and music lovers. Finally, in March 1855 the first issue of «Eptacordo», the new journal, was issued.
The journal provides an outline of the cultural life in Rome, the entertainments offered by local as well as national theaters, cultural academies or private halls, from straight theatre and opera seasons to private or academic concerts or sessions of music associated with cultural institutions such as the Accademia Filarmonica or the Accademia dei Quiriti.
As specified in the Papal permission to publish, articles for the journal were normally submitted for review to two sets of censors, ecclesiastical and political. Archival documents related to the revisions made by the censorship, hitherto unpublished, illuminate the Roman government's efforts to control entertainment and, from a broader viewpoint, the circulation of information in Rome.
The first nights of Un Ballo in Maschera and Don Alvaro (La forza del destino), both by Giuseppe Verdi, illustrate the relationship established by the «Eptacordo» with the papal government and the Deputazione dei pubblici spettacoli. Given the importance of the «Roman Question» in this period to the history of Italy, these relationship isolated the journal within a defensive position. During the course of the 1860s this position led to controversies between the «Eptacordo» and other Italian periodicals, which accused the Roman journal of being unreliable. Over the same period the publication became increasingly irregular until it closed down, probably in March 1872, one and a half years after the Capture of Rome.



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Paola Carlomagno
Costruttori e rivenditori di strumenti musicali a Milano nella Guida Savallo (1880-1920)

La Nuova Guida della città di Milano e sobborghi, ideata da Gaetano Savallo, vede la sua prima uscita nel 1880 per i tipi dell'Editrice Lombarda. I dati in essa contenuti hanno permesso di ricostruire l'attività dei costruttori e dei commerciati di strumenti musicali, attivi a Milano dal 1880 al 1920. La scelta di questo particolare ambito cronologico è stata dettata dal fatto che, oltre ad abbracciare simmetricamente il cambio di secolo con le sue relative implicazioni politiche, geografiche e sociologiche, i quarant'anni presi in esame fotografano il passaggio da un tipo di attività quasi esclusivamente artigianale a uno prevalentemente seriale-industriale. Oltre alle tradizionali attività di commercio di strumenti (tastiere, archi, fiati), spesso connessa al commercio di spartiti e materiali musicali, la Guida registra una significativa novità: la presenza degli Strumenti meccanici e automatici (player piano e reproducing piano) e affini (fonografi, grafofoni, grammofoni), nonché la produzione e il commercio del disco.
Il cambiamento dell'assetto commerciale è sottolineato anche dalle vesti grafiche e dai repentini cambiamenti editoriali che la Guida Savallo adotta per soddisfare di anno in anno le nuove esigenze dei suoi utenti: la pianta della città viene suddivisa in quadri toponomastici sempre più numerosi e simili a quelli dei moderni stradari, l'aggiornamento dei dati degli abbonati si fa progressivamente più dettagliato e puntuale, il sistema pubblicitario è via via più accattivante e incisivo, con le botteghe che trasformatesi in laboratori, ditte o monumentali stabilimenti pubblicano lunghi cataloghi e utili informazioni sulla storia, le caratteristiche, le offerte, i prezzi, le diverse possibilità di acquisto e di pagamento dei loro prodotti. I dati desunti dalla Guida Savallo, riportati fedelmente come in essa appaiono, sono poi stati confrontati, implementati e aggiornati attraverso la consultazione di altre guide commerciali coeve e di fonti bibliografiche di recente pubblicazione.

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Makers and retailers of musical instruments in Milan listed in the «Guida Savallo» (1880-1920)

The first copy of the Nuova Guida della città di Milano e sobborghi, edited by Gaetano Savallo, was printed in 1880 by Editrice Lombarda. The data contained made it possible to reconstruct the activity of makers and retailers of musical instruments working in Milan from 1880 to 1920. The choice of this particular chronological period was dictated by the fact that, as well as symmetrically covering the turn of the century with its political, geographic and sociological implications, the forty years examined give a graphic account of the passage from an almost exclusively artisan activity to one that was prevalently industrial quantity production. In addition to the traditional activities of instrument retail (keyboards, strings, winds), often connected to the sale of scores and musical materials, the Guida records a significant novelty: the availability of mechanical (player piano and reproducing piano) and automatic (phonograph, graphophone, gramophone) instruments as well as the production and sale of records.
The alteration in trading trends is emphasized also by the various graphic layouts and the sudden editorial changes adopted in the Guida Savallo from year to year in order to satisfy the new demands of its users: the plan of the city was subdivided in always more numerous topographical squares resembling those of modern street directories, the updating of the information on subscribers became progressively more detailed and accurate, the advertising system always more attractive and incisive, while the original small shops, transformed into laboratories, firms or large establishments published lengthy catalogues and useful information on their history, characteristics, offers, prices, diverse possibilities of acquiring and paying for the products. The data extracted from the Guida Savallo and faithfully repeated verbatim have been compared, implemented and updated through consultation of other trade directories of the period and of recently published bibliographic sources.



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Gianfranco Miscia
Archivi di musica. L'inventario del fondo Francesco Paolo Tosti dell'Istituto Nazionale Tostiano di Ortona

Il saggio presenta il risultato del lavoro di ordinamento della documentazione archivistica relativa al compositore Francesco Paolo Tosti e alla sua famiglia conservato nell'Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, che sarà integralmente pubblicato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il fondo Tosti, acquisito in più riprese nel corso di 15 anni, contiene carte personali, corrispondenza, composizioni musicali, rassegne stampa, materiale fotografico relativi al celebre autore di romanze.
Nel saggio vengono messe in luce prima di tutto le problematiche generali, a partire dalla definizione di un archivio di musica e delle sue particolarità come bene culturale. Si dà poi conto delle modalità di acquisizione della documentazione e delle problematiche di ordinamento degli archivi di persona e di famiglia. In questi casi infatti, non vi sono norme condivise o schemi precostituiti cui riferirsi come invece accade per gli archivi comunali o di altri enti pubblici. L'archivista deve quindi fare scelte che da un lato rispettino il 'metodo storico', dall'altro deve costruire un contesto significativo e utile per chi dovesse consultare l'inventario e quindi la documentazione. Si evidenzia cioè la difficoltà dell'archivista che da un lato non deve sovvertire i legami tra le carte derivanti dalle scelte dei possessori o per naturale sedimentazione della documentazione e dall'altro, in assenza di precedenti ordinamenti, deve operare delle scelte logiche e giustificabili per restituire uno spaccato della vita dei personaggi in modo da non abdicare al ruolo di informazione documentaria che caratterizza gli operatori dei settori degli archivi, delle biblioteche e dei musei. Inoltre, dall'ordinamento delle carte, viene alla luce la diversità e specificità del documento archivistico musicale rispetto a quello conservato nelle biblioteche. Attraverso l'esame concreto dell'interessante documentazione relativa a Francesco Paolo Tosti, il saggio pone questioni di metodo e fa emergere la specificità di un lavoro di inventariazione che non solo veicola ma crea esso stesso l'informazione.

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Music archives. The inventory of the Francesco Paolo Tosti “fondo” of the Istituto Nazionale Tostiano at Ortona

This paper presents the results of setting in order the archive documentation relative to the composer Francesco Paolo Tosti and his family which is stored in the Istituto Nazionale Tostiano at Ortona and which is to be published in toto by the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities. The Tosti fondo was collected over a period of 15 years and includes personal papers, correspondence, musical compositions, press cuttings and photographic material relative to the celebrated song composer.
First of all, the paper discusses the basic problems encountered, starting from the definition of an archive of music and of its characteristics as a cultural heritage. The paper then gives an account of the modality of acquisition of the documentation and of the problems involved in reordering individual and family archives. In this connection, in fact, standard regulations or procedures which could be consulted do not exist, as instead they do in the case of municipal archives or those of other public bodies. The archivist must therefore make decisions which, on the one hand, respect the 'historical method' and on the other, provide a significative context useful for whoever wishes to consult the inventory and the documents. The difficulties facing the archivist therefore are that, on the one hand, he must not undermine the relationships between the various papers which form the documentation, either contributed by the owners or accumulated over the years, and on the other, in the absence of systematization standards, must make logical and justifiable choices so as to present a cross-section of the life of the individual in question in such a way as not to forego the role of providing documentary information which characterizes operators in the archive, library and museum sectors. In addition, the setting in order of the papers brought to light the diversity and particularity of the archival musical document compared to other documents preserved in the libraries. Through a realistic examination of the interesting documentation relative to Francesco Paolo Tosti, the present paper raises questions of method and brings to light the peculiarity of a work which not only diffuses but also itself creates information.

 


(traduzioni inglesi di Anne Ricotti)

Società Italiana di Musicologia

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