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Fonti Musicali Italiane

Fonti Musicali Italiane, 14 (2009)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Francesco Rocco Rossi, Di Florenzio de Faxolis, presunto autore del Liber musices (I-Mt, 2146): ovvero chi era «Florentius musicus?». Abstract.
  • Ottavio Beretta, Una sconosciuta fonte laudistica del xv secolo. Abstract.
  • Claudio Ermogene Del Medico, Edizioni musicali sconosciute del xvii e xviii secolo ritrovate a Conversano. Abstract.
  • Giulia Giovani, Le edizioni romane di cantate da camera: Domenico Crivellati (1628), Francesco Gasparini (1695), Bernardo Gaffi (1700). Abstract.
  • Nastasja Gandolfo, Le cantate da camera di Carl Heinrich Graun. Abstract.
  • Paolo Cascio, Le feste in musica per le nozze di Vittorio Amedeo di Savoia e Ferdinanda di Borbone nella corrispondenza diplomatica (1750). Abstract.
  • Marina Marino, Musica e spettacolo nel «Diario napoletano» di Carlo de Nicola (1798-1825). Abstract.
  • Cinzia Balestra, Diabelli, Ricordi e le 'melodie' di Franz Schubert in Italia nell'Ottocento. Abstract.
  • Gaia Bottoni, Bach in Italia nell'Ottocento: le edizioni italiane della musica per clavicembalo. Abstract.
  • Francesca Seller, I pianoforti a Napoli nell'Ottocento. Abstract.
  • Marcello Conati, Le Melodie popolari del fondo Righi presso la Biblioteca Comunale di Verona. Abstract.
  • Flavia Ingrosso, La musica per film dal cinema muto agli anni Cinquanta del Novecento: edizioni e manoscritti musicali nell'Archivio e nella Biblioteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Abstract.
  • Rassegna bibliografica 2008, a cura di Giulia Giovani, Angela Nisi, Leonardo Miucci

Abstract


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Francesco Rocco Rossi
Di Florenzio de Faxolis, presunto autore del Liber musices (I-Mt, 2146): ovvero «chi era Florentius musicus?»

Il Liber Musices (I-Mt 2146) è un manoscritto latino di teoria musicale commissionato sul finire del Quattrocento dal Cardinale Ascanio Maria Sforza dalle cui righe trapelano solo pochi e insufficienti indizi circa il suo autore: un nome di battesimo e lo status di religioso (Florentius musicus et sacerdos). Ciononostante da tempo esso è regolarmente attribuito al pressoché sconosciuto prete milanese Florenzio de Faxolis. Il processo attributivo ebbe origine nel 1899 allorché Enrico Motta scoprì due documenti d'archivio che attestavano la presenza a Milano del Faxolis all'incirca negli stessi anni della redazione del codice e la sola omonimia con il Florentius musicus e la presunta fattura milanese del trattato furono giudicate sufficienti per attribuirgli la compilazione del Liber Musices. Le basi di tale proposta risultano, però, poco sostenibili e inconsistenti non solo perché il solo nome di battesimo non garantisce la coincidenza tra i due personaggi, ma soprattutto, perché l'indagine sul contenuto dottrinale del volume e sui referenti teorici di Florentius ha rivelato che la “milanesità” del Liber musices e del suo autore è una falsa congettura. Mancava, poi, un qualsivoglia studio finalizzato alla ricostruzione del personaggio 'Florenzio de Faxolis'. Questo articolo, quindi, ne ricostruisce un'inedita biografia (attraverso i pochi documenti d'archivio emersi) che, di fatto, conferma sia la mancanza di qualunque rapporto tra il Faxolis ed Ascanio Sforza, sia la sua estraneità al mondo della musica.

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Concerning Florenzio de Faxolis, the presumed author of Liber musices (I-Mt, 2146): or rather, «Who was Florentius musicus»?

Liber Musices (I-Mt 2146) is a Latin manuscript of musical theory commissioned at the end of the fifteenth century by Cardinal Ascanio Maria Sforza which gives only few and inadequate indications of its author – his Christian name and religious status (Florentius musicus et sacerdos). Nevertheless, the authorship has been regularly ascribed over the years to an almost unknown priest from Milan, Florenzio de Faxolis. This attribution originated in 1899 when Enrico Motta discovered two archive documents which recorded the presence of Faxolis in Milan approximately during the same years as the compilation of the codex and the sole homonymy with Florentius musicus and the presumed Milanese craftmanship discernible in the treatise were judged sufficient to attribute to him the compilation of the Liber musices. The fons et origo of this decision, however, are somewhat untenable and inconsistent not only because a Christian name alone does not guarantee the coincidence of the two persons, but also – and above all – because research on the doctrinal content of the volume and on the theoretical referents of Florentius reveal that the «Milanese characteristics» of the Liber musices and of its author are a false assumption. In addition, no study of any sort has been made so far aimed at outlining the life of Florenzio de Faxolis. This paper reconstructs a biography of him (through the few archival documents which have come to light) that in fact confirms both the absence of any relations whatsoever between Faxolis and Ascanio Sforza and the fact that Faxolis never had anything to do with the world of music.



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Ottavio Beretta
Una sconosciuta fonte laudistica del xv secolo

Nel codice miscellaneo di fra Agostino da Ponzone, databile al 1485-1523, e conservato nella Biblioteca provinciale dei Frati minori di Firenze sono contenute alcune laudi polifoniche non altrimenti conosciute. Il saggio fornisce, oltre ad alcuni facsimili, l'edizione moderna dei testi e delle musiche.

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A hitherto unknown source of fifteenth-century lauds

Some polyphonic lauds, otherwise unknown, are included in the miscellaneous codex of Brother Agostino da Ponzone which can be dated 1485-1523 and is preserved in the Provincial Library of the Minorites of Florence. The paper gives the modern edition of both texts and music as well as a number of facsimiles.



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Claudio Ermogene Del Medico
Edizioni musicali sconosciute del xvii e xviii secolo ritrovate a Conversano

Nel corso del restauro di un codice liturgico conservato nell'Archivio Capitolare della Cattedrale di Conversano (Bari) (oggi presso l'Archivio Diocesano di Conversano), si sono rinvenute tre edizioni musicali del xvii e xviii secolo, due delle quali del tutto sconosciute. Il saggio descrive le tre edizioni: il Primo libro di madrigali a cinque voci di Donato Antonio Spano (Napoli, Scipione Bonino-Giovanni Battista Sottile,1608); e i due unica, rispettivamente di Giovanni Lorenzo Missino (la raccolta di mottetti a 2-6 voci e organo intitolata Trophaeum divini amoris pubblicata a Napoli da Gargano e Nucci nel 1614) e di Gaetano De Stefanis (Armonie sacre di divoti concerti, opera seconda, Bologna, Marino Silvani, 1707).

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Unknown seventeenth- and eighteenth- century musical editions discovered at Conversano

During the restoration of a liturgical codex, preserved originally in the Chapter Archive of the Conversano (Bari) Cathedral and now in the Diocesan Archive of Conversano, three musical editions of the seventeenth and eighteenth centuries were found, two completely unknown. The paper describes the three editions, i.e. Primo libro di madrigali a cinque voci (First book of five-part madrigals) of Donato Antonio Spano (Naples, Scipione Bonino-Giovanni Battista Sottile, 1608) and the two unica; the first of Giovanni Lorenzo Missino (Trophaeum divini amoris, a collection of motets for 2-6 voices and organ, published at Naples in 1614 by Gargano and Nucci) and the second of Gaetano De Stefanis (Armonie sacre di divoti concerti, opera seconda, Bologna, Marino Silvani, 1707).



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Giulia Giovani
Le edizioni romane di cantate da camera: Domenico Crivellati (1628), Francesco Gasparini (1695), Bernardo Gaffi (1700)

Tre sono i volumi di cantate da camera dati alle stampe a Roma nel xvii e nel xviii secolo. Le Cantate diverse di Domenico Crivellati, stampate da Robletti nel 1628, sono da considerarsi tra le prime testimonianze del genere e rimandano a edizioni veneziane per la similitudine con i volumi coevi di Alessandro Grandi e Giovan Pietro Berti. Le Cantate da camera a voce sola di Francesco Gasparini (1695) e Tommaso Bernardo Gaffi (1700), entrambe stampate da Mascardi, rispondono perfettamente ai canoni formali tipici del genere oramai affermatosi. I due volumi condividono alcune interessanti caratteristiche, come la ricchezza di indicazioni interpretative presenti sia negli apparati testuali che nelle partiture. L'analisi delle dediche e dei testi musicati contribuisce a mettere in luce il contesto in cui queste cantate furono composte e permette di ricondurre le cantate alla 'scuola' romana di Bernardo Pasquini.

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Roman editions of chamber cantata: Domenico Crivellati (1628), Francesco Gasparini (1695), Bernardo Gaffi (1700)

Three volumes of chamber cantata were printed in Rome in the seventeenth and eighteenth centuries. Domenico Crivellati's Cantate diverse, printed by Robletti in 1628 can be regarded as one of the first examples of the genre and is reminiscent of Venetian editions for its similarity to the contemporary volumes of Alessandro Grandi and Giovan Pietro Berti. The Cantate da camera a voce sola of Francesco Gasparini (1695) and Tommaso Bernardo Gaffi (1700), both printed by Mascardi, correspond perfectly to the formal canons typical of the by now well-established genre. The two volumes share some interesting characteristics, such as the wealth of interpretative indications given in both the recitative and aria sections. Analysis of the dedications and of the texts set to music contribute to throw light on the context in which these cantatas were composed and make it possible to relate them to the Roman 'school' of Bernardo Pasquini.



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Nastasja Gandolfo
Le cantate da camera di Carl Heinrich Graun

Carl Heinrich Graun (1704-1759) fu uno principali compositori tedeschi rappresentanti del genere della cantata italiana in Germania nella prima metà del xviii secolo, insieme al suo contemporaneo Johann Adolf Hasse. Egli lavorò per un decennio alla corte ducale di Braunschweig- Wolfenbüttel (1725-1735) e poi trascorse gran parte della sua vita alla corte di Federico di Prussia, sia negli anni del principato di quest'ultimo a Ruppin e a Rheinsberg, sia nel periodo successivo del regno a Berlino.
Per lungo tempo è rimasto irrisolto il problema della distinzione tra le cantate attribuibili a Carl Heinrich Graun e a suo fratello Johann Gottlieb, poiché molte fonti rivelano genericamente l'attribuzione al nome di “Graun”. Il problema dell'affidabilità dell'attribuzione delle fonti è stato affrontato da Christoph Henzel nel Graun-Werkverzeichnis (2006), il quale ha enucleato 38 cantate sicuramente attribuibili a Carl Heinrich, sulla base dell'esame degli autografi e delle mani dei copisti.
C. H. Graun compose cantate in tutti i periodi della sua attività, tuttavia poche sono sicuramente databili. Giudicando dai 26 autografi che sono rimasti, conservati in gran parte alla Staatsbibliothek di Berlino, 10 si possono ricollegare orientativamente al periodo di Braunschweig, 8 al periodo di Ruppin/Rheinsberg e una al periodo berlinese. I manoscritti delle cantate di Graun trovarono fortuna in diverse collezioni della seconda metà del xviii secolo: le collezioni più importanti sono quelle di Johann Philipp Kirnberger, della principessa Amalia di Prussia, di Sidonia Pappritz, della duchessa Luise Friederike di Mecklenburg-Schwerin e di Giovanni Battista Martini. Gli autori dei testi poetici delle cantate sono per lo più ignoti: tra i nomi conosciuti si rivelano Paolo Antonio Rolli, Pietro Metastasio e la principessa Maria Antonia Walpurgis. È possibile che Francesco Algarotti sia autore del testo della cantata Sacra ad amore ombrosa selva antica.
La maggior parte delle cantate di Graun sono scritte per la sua stessa voce di tenore, con un accompagnamento di archi e basso continuo. La forma più diffusa è costituita da due arie precedute ciascuna da un recitativo; è frequente l'uso del recitativo accompagnato.

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The chamber cantatas of Carl Heinrich Graun

Carl Heinrich Graun (1704-1759) was one of the principal German composers exponent of the Italian cantata genre in Germany in the first half of the eighteenth century, together with his contemporary Johann Adolf Hasse. For ten years Graun was employed at the ducal court of Braunschweig-Wolfenbüttel (1725-1735) and then entered the service of Crown Prince Frederick of Prussia, working first at Ruppin and Rheinsberg and later in Berlin after Frederick's accession to the throne of Prussia. For a long time the question of the distinction between cantatas ascribable to Carl Heinrich Graun and to his brother Johann Gottlieb remained unsolved, since many sources indicated the composer solely by the surname «Graun». Christoph Henzel tackled the problem in Graun-Werkverzeichnis (2006), listing 38 cantatas attributable without doubt to Carl Heinrich on the basis of a critical examination of the autographs and of the calligraphy of the copyists.
C. H. Graun composed cantatas during the whole of his active life but few however can be dated with certainty. Judging by the 26 autographs in existence (preserved for the most part in the Staatsbibliothek of Berlin), 10 can be attributed indicatively to the period of Braunschweig, 8 to the period of Ruppin/Rheinsberg and one to that of Berlin. The manuscripts of Graun's cantatas were fortunately included in various collections during the second half of the eighteenth century, the more important being the collections of Johann Philipp Kirnberger, of Princess Amalia of Prussia, of Sidonia Pappritz, of Duchess Luise Friederike of Mecklenburg-Schwerin and of Giovanni Battista Martini.
The authors of the poetic texts of the cantatas are on the whole unknown: the known names include those of Paolo Antonio Rolli, Pietro Metastasio and Princess Maria Antonietta Walpurgis. In addition, Francesco Algarotti may well have been the author of the text of the cantata Sacra ad amore ombrosa selva antica. The greater part of Graun's cantatas are written for his own voice, that is tenor, with an accompaniment of strings and basso continuo. The most common form is two arias, each preceded by a recitative; the use of accompanied recitative is frequent.



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Paolo Cascio
Le feste in musica per le nozze di Vittorio Amedeo di Savoia e Ferdinanda di Borbone nella corrispondenza diplomatica (1750)

Lo studio ricostruisce, collazionando varie fonti, i festeggiamenti musicali che si organizzarono dal 6 aprile al 7 luglio 1750 a Madrid ed a Torino, per la celebrazione del matrimonio tra Maria Antonia Ferdinanda di Borbone e Vittorio Amedeo iii di Savoia. Le fonti utilizzate, sparse tra Madrid (Archivo Historico Nacional, Biblioteca Nacional) e Torino (Archivio di Stato, Biblioteca Reale) comprendono i carteggi dei due ambasciatori coinvolti nel matrimonio (Manuel de Sada e Antillón da Torino, Giuseppe Ossorio da Madrid) e due fonti narrative a stampa (Gaceta de Madrid, Raccolta de' giornali stampati a Torino). Dalla collazione delle sopracitate fonti si si sono ricostruite le manifestazioni musicali allestite. Lo studio approfondisce gli aspetti organizzativi, economici ed artistico-musicali degli allestimenti sostenuti dai libretti: Fetonte sulle rive del Po, Cantata: Caretti/Giay; Le tre Dee riunite per le nozze dell'Altezze Reali di Vittorio Amedeo Duca di Savoja, e di Maria Antonia Ferdinanda Infanta di Spagna, Serenata: Bartoli/Giay; El asilo del Amor / L'asilo d'Amore, Cantata: Metastasio/Corselli; Armida placata, Opera: Migliavacca/Mele; La vittoria d'Imeneo, Festa teatrale: Bertati/Galuppi.

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Musical celebrations for the marriage of Vittorio Amedeo di Savoia and Ferdinanda di Borbone, from diplomatic correspondence (1750)

Collating various sources, the paper describes the musical festivities organized at Madrid and Turin from 6 April to 7 July 1750 in celebration of the marriage of the Bourbon Infanta Maria Antonia Ferdinanda to Vittorio Amedeo iii of Savoy. The sources consulted were located at Madrid (Archivo Historico Nacional, Biblioteca Nacional) and at Turin (Archivio di Stato, Biblioteca Reale) and included the correspondence of the two Ambassadors involved in the marriage (Manuel de Sada e Antillón from Turin, Giuseppe Ossorio from Madrid) and two printed narrative sources (Gaceta de Madrid; Raccolta de' giornali stampati a Torino). From a critical comparison of the above-mentioned sources it has been possible to reconstruct the musical events realized for the occasion. In particular, the paper discusses the organizational, financial and artistic aspects of the productions staged and based on the following libretti: Fetonte sulle rive del Po, Cantata: Caretti/Giay; Le tre Dee riunite per le nozze dell'Altezze Reali di Vittorio Amedeo Duca di Savoja, e di Maria Antonia Ferdinanda Infanta di Spagna, Serenata: Bartoli/Giay; El asilo del Amor / L'asilo d'Amore, Cantata: Metastasio/Corselli; Armida placata, Opera: Migliavacca/Mele; La vittoria d'Imeneo, Festa teatrale: Bertati/Galuppi.



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Marina Marino
Musica e Spettacolo nel Diario napoletano di Carlo de Nicola (1798-1825)

La scoperta e la diffusione del Diario napoletano di De Nicola si deve a Giuseppe De Blasiis che nel 1906 curò la pubblicazione del manoscritto, conservato presso la Società di Storia Patria di Napoli, riuscendo anche ad individuarne la paternità. Da quel momento questa fonte è stata un validissimo supporto alle ricerche degli storici ed anche a quelle degli studiosi del teatro napoletano del periodo rivoluzionario, a cominciare da Benedetto Croce per arrivare ai più recenti. Nel 1963 l'editore Giordano di Milano ristampò il primo volume del Diario che ricopre il biennio 1798-1800 e solo nel 1999, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della rivoluzione partenopea, vi fu una riedizione completa in tre volumi, per l'editore Luigi Regina di Napoli.
Il regesto di tutte le notizie su musica e spettacolo per il lungo arco di tempo del Diario, ben oltre quindi il solo anno rivoluzionario, serve a dare qualche nuova luce sulla presenza e l'attività napoletana di Paisiello e Rossini, sulle feste laiche e religiose, sui rapporti fra politica e teatro nel complesso avvicendamento del potere fra Borboni, repubblica giacobina, ritorno dei Borboni, decennio francese e successiva restaurazione. La visione di questi avvenimenti da parte dell'avvocato De Nicola è molto severa, ma è comunque una preziosa testimonianza che contribuisce a colmare le numerose lacune storiografiche del primo Ottocento offrendo anche nuovi spunti di ricerca.

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Music and theatre in the Diario napoletano of Carlo de Nicola (1798-1825)

Giuseppe De Blasio was responsible for the discovery and circulation of Carlo de Nicola's Diario napoletano when, in 1906, he edited and published the manuscript preserved at the Società di Storia Patria in Naples, having successfully identified its authorship. From that moment, the Diario has been a highly valid source of information for research historians as well as for scholars studying the Neapolitan theatre of the revolutionary period, starting from Benedetto Croce and up to the most recent authors. In 1963, the publisher Giordano of Milan reprinted the first volume of the Diario covering the two-year period 1798-1800, but not until 1999 was a complete re-edit in three volumes published by Luigi Regina of Naples to mark the bicentenary of the Parthenopean Revolution. The overview of all the news items on musical and theatrical events in the lengthy span of time covered by the Diario (well over the single year of revolution) serves to throw new light on the presence and activity of Paisiello and Rossini in Naples, on secular and sacred festivities, on the relations between politics and theatre during the successive alternation of sovereignty between the Bourbon kingdom, Jacobin republic, first Bourbon restoration, decade of French domination and subsequent second Bourbon restoration. The vision of these events evoked by Avvocato De Nicola is pitiless, but all the same represents an invaluable testimony that has contributed to fill the numerous historiographical lacunae of the early nineteenth century and in addition offers new ideas for research.



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Cinzia Balestra
Diabelli, Ricordi e le 'melodie' di Franz Schubert in Italia nell'Ottocento

Il saggio prende in esame i Lieder di Franz Schubert pubblicati in Italia a partire dagli anni '40 del xix secolo, ampliando il quadro di studi dipinto fino a questo momento; quadro che prevede nel suo disegno un collegamento tra gli editori italiani e quelli francesi del tutto esclusivo. La diffusione delle musiche di Schubert in Italia è tuttavia riconducibile non solo all'apporto, indiscusso, dell'editoria francese, ma anche all'editoria viennese e in particolare alla casa Diabelli & Co. Infatti la tradizione italiana a stampa dei Lieder di Schubert nel xix secolo è direttamente collegabile alle scelte di politica editoriale di Anton Diabelli, principale responsabile della pubblicazione dell'opera postuma di Franz Schubert a Vienna tra il 1830 e il 1851, scelte che intendono orientare la figura del compositore verso un preciso canale di ricezione. Nonostante la derivazione della 'melodia' schubertiana in Italia dalla costola editoriale francese, è possibile evidenziare un diretto contatto commerciale tra la Diabelli & Co. e la casa Ricordi, perno fondamentale dell'editoria musicale italiana di metà Ottocento. Tale rapporto è stato ricostruito anche grazie al reperimento di due documenti inediti, provenienti uno dall'Archivio Storico Ricordi e l'altro dall'Archivio della Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna. Il lavoro è completato da numerose tabelle che offrono il contenuto delle raccolte di Lieder schubertiani oggetto della trattazione.

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Diabelli, Ricordi and the melodie of Franz Schubert in nineteenth-century Italy

The paper examines the Lieder of Franz Schubert which were published in Italy as from the Forties of the Nineteenth Century, following up previous studies which suggested the existence of an exclusive connection between the Italian and the French publishers. The spread of Schubert's music in Italy, however, can be attributed not only to the contribution – unquestioned – of the French publishers, but also to that of the Viennese publishers, in particular Diabelli & Co. In effect, the Italian tradition of printing Schubert's Lieder in the nineteenth century is directly connected to the editorial policy of Anton Diabelli, principally responsible for the posthumous publication of Schubert's songs at Vienna between 1830 and 1851, a policy intended to advance appreciation of the composer by a specific type of audience. Although the source of Schubertian song in Italy can without doubt be traced to the French publishing house, a direct commercial contact can be evinced as existing between Diabelli & Co. and Ricordi, the linchpin of Italian music publishing in the second half of the nineteenth century. The existence of this connection has been confirmed also by the discovery of two unpublished documents, the one from the Ricordi Historical Archive and the other from the Gesellschaft der Musikfreunde Archive of Vienna. The paper is completed by numerous tables giving the contents of the collections of Schubert's Lieder which are the object of discussion.



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Gaia Bottoni
Bach in Italia nell'Ottocento: le edizioni italiane della musica per clavicembalo

Il saggio ripercorre in una prima parte introduttiva le principali fasi di trasmissione del patrimonio tastieristico bachiano nei maggiori centri editoriali e musicali europei, a partire dalla morte del compositore sino all'uscita dei primi volumi dell'edizione critica completa ad opera della Bach-Gesellschaft (1850). Successivamente si illustra l'attività editoriale italiana che, tra Otto e Novecento, ha stampato e divulgato le opere per tastiera di Bach, che in una prima fase vennero proposte in collane e antologie dedicate al repertorio tastieristico; poi, a fronte di un più vivo interesse verso la musica del compositore tedesco, stampate come edizioni monografiche. Lo studio offre quindi una descrizione delle singole edizioni illustrandone le fasi di redazione, i brani contenuti ed eventuali intenti di revisione, a partire dal 1843, anno in cui appare per la prima volta il nome del compositore nei cataloghi di casa Ricordi, sino al primo quarantennio nel Novecento. Tra le varie edizioni si segnala quella della prima edizione italiana del Libro I del Clavicembalo ben temperato, stampata a Roma dall'editore Francesco Ricci, alla metà degli anni '40 presso la litografia di Pittarelli e Santinelli, di cui si propone una sintesi della collazione con l'edizione curata da Forkel e stampata a Lipsia dagli editori Hoffmeister & Kühnel (1801). Vengono poi prese in esame le revisioni di Czerny, Bix, von Bülow, B. Cesi, Longo, Buonamici, Mugellini, Tagliapietra, Bustini, Casella. Lo studio è corredato infine da una appendice in cui si elencano le opere per tastiera di Bach pubblicate in Italia dal 1843 al 1946.

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Bach in nineteenth-century Italy: the Italian editions of music for harpsichord

The paper first traces, in an introductory section, the principal stages of the handing down of Bach's keyboard works by major centres and publishers of music in Europe from the date of his death to the issue of the first volumes of the complete critical edition by the Bach Gesellschaft (1850). The paper subsequently illustrates the activity of Italian publishers who between the nineteenth and twentieth centuries printed and circulated Bach's keyboard compositions, first proposed in series and in anthologies dedicated to the keyboard repertoire and then, on meeting with a more lively interest in the music of the German composer, printed as monographic editions. The paper then gives a description of the single editions, illustrating the stages of publication, the compositions included and the eventual attempted revisions as from 1843, the year when the name of the composer appeared for the first time in Ricordi's catalogues, up to the first forty years of the twentieth century. Among the various editions the paper singles out the first Italian edition of Book I of The Well-Tempered Klavier, printed in Rome half-way through the Forties by the publisher Francesco Ricci at the Pittarelli and Santinelli printing works, and proposes a synthesis of the collation with the corresponding edition prepared by Johann Nicolaus Forkel that was printed at Leipzig by the publishers Hoffmeister & Kühnel (1801). Examination follows of the revisions of Czerny, Bix, von Bülow, B. Cesi, Longo, Buonamici, Mugellini, Tagliapietra, Bustini, Casella. Finally, the paper is completed by an Appendix listing the keyboard works of Bach published in Italy from 1843 to 1946.



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Francesca Seller
I pianoforti a Napoli nell'Ottocento

Il lavoro intende ricostruire il fenomeno della costruzione dei pianoforti a Napoli per tutto il corso del diciannovesimo secolo, analizzando le leggi economiche alla base dello sviluppo del settore, il dibattito su dazi, brevetti e metodi di costruzione, il ruolo svolto dalle esposizioni nazionali e i rapporti dei fabbricanti con il Collegio di musica.
La consistenza numerica e qualitativa dell'industria dei pianoforti è verificabile nell'appendice al saggio, che contiene un elenco di 193 fra costruttori, rivenditori, accordatori; è stato possibile realizzare tale compilazione grazie soprattutto a documenti d'archivio, cataloghi delle mostre (a partire dalla prima, tenutasi nel 1809), guide commerciali, spoglio di giornali e agli interventi che compaiono sugli Annali civili del Regno di Napoli, solitamente a commento della produzione industriale periodicamente esposta.

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Pianos in Naples during the nineteenth century

The intention of the paper is to throw light on the unexpected expansion of the manufacture of pianos at Naples throughout the nineteenth century, analyzing the trade laws at the basis of the expansion of the sector, the public debate on duties, patents and building methods, the role of national exhibitions and the relations of the manufacturers with the College of Music. The quantity and quality of the pianos produced is detailed in the Appendix to this paper, giving a list of 193 piano makers, retailers and tuners; compilation of the list was made possible by consulting archive documents, catalogues of exhibitions (starting from the first, held in 1809), commercial directories, contemporary newspaper excerpts, and reports on the industrial production of that time contained in the Annali civili del Regno di Napoli.


 

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Marcello Conati
Le Melodie popolari del fondo Righi presso la Biblioteca Comunale di Verona

Ettore Scipione Righi (Verona 1833-1894), avvocato di professione, convinto sostenitore dell'unità italiana, animato da molteplici interessi culturali, dall'archeologia alla letteratura, dedicò particolare cura, sin da studente, alla ricerca folklorica: canti popolari (le prime trascrizioni risalgono al 1852), fiabe, proverbi, modi di dire. Tutto il materiale da lui accumulato in anni di ricerca (fra cui otto fascicoli di canti popolari veronesi) è conservato presso la Biblioteca Civica di Verona ed è in gran parte inedito.
Al fondo Righi appartengono anche quattro fascicoletti pentagrammati di 16 pagine ciascuno contenenti trascrizioni musicali, intitolati Melodie popolari, per un totale di 122 testi musicali. La loro grafia non corrisponde in alcun modo a quella del Righi: vani finora i tentativi per identificarne l'autore, un esperto musicista indubbiamente, che tuttavia non fa alcuna differenza fra le autentiche melodie popolari, gli inni patriottici e alcune melodie d'area colta. Spogliando dall'elenco inni e melodie forestiere, resta all'incirca una novantina di autentiche melodie popolari (94, per l'esattezza), per la maggior parte appartenenti all'area veronese e tutte inedite. Una lettera di un corrispondente di Righi ci consente di datarle a epoca anteriore al 1873.
In ogni caso, quale che sia l'autore di queste trascrizioni musicali, il solo fatto che la loro redazione risalga in massima parte al settimo decennio del xix secolo, fa di esse, in assoluto, una delle testimonianze più antiche di musiche popolari delle regioni dell'Italia settentrionale e soprattutto una delle più cospicue per quantità e varietà di testi, ove si consideri che le raccolte edite contenenti i primi esempi di trascrizioni di musiche popolari di quest'area geografica, salvo pochissime eccezioni, sono di qualche decennio posteriori, e che il numero di trascrizioni che esse contengono rispetto a quello dei quattro fascicoli del fondo Righi, è di gran lunga inferiore.

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The Folk Songs of the Righi fondo in the Municipal Library of Verona

Ever since he was a student, Ettore Scipione Righi (Verona 1833-1894), barrister by profession, a strong supporter of Italian unity, animated by multiple cultural interests – from archeology to literature – devoted particular attention to folkloric research: folk songs (the first transcriptions go back to 1852), tales, proverbs, sayings and adages. All the material he collected in years of research (including eight folders of Veronese folk songs) is preserved in the Municipal Library of Verona and is for the most part unpublished.
The Righi fondo also includes four small folders containing pages with printed staves (each of 16 pages) on which musical transcriptions entitled Melodie popolari (Folk Songs) had been scored, for a total of 122 musical texts. The handwriting is in no way similar to that of Righi and up to now all attempts to identify the author have been unsuccessful: without doubt an expert musician, but one who did not differentiate between authentic folk songs, patriotic anthems and the occasional more elaborated melody. After excluding from the list all foreign songs and anthems, approximately ninety authentic folk songs remain (94, to be exact), for the most part from the Verona area and all unpublished. A letter from a correspondent of Righi enables dating them prior to 1873. In any case, whoever the author of the musical transcriptions may be, the sole fact that their drafting dates back for the most part to the seventh decade of the nineteenth century makes them definitely one of the oldest testimonials of folk songs of the northern regions of Italy and above all one of the most outstanding for quantity and variety of texts, considering that the published collections containing the first examples of transcriptions of folk songs of this geographical area are (with very few exceptions) of a few decades later and that the number of transcriptions included in them are by far inferior to those in the four folders of the Righi fondo.



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Flavia Ingrosso
La musica per film dal cinema muto agli anni Cinquanta del Novecento: edizioni e manoscritti musicali nell'Archivio e nella Biblioteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino

Il contributo si propone di segnalare agli studiosi un'importante raccolta di edizioni e manoscritti musicali conservati presso l'Archivio e la Biblioteca del Museo del Cinema di Torino, che documentano alcune delle tappe principali compiute dalla musica nel suo graduale insinuarsi nelle pellicole cinematografiche, prima come semplice accompagnamento, poi come elemento essenziale del prodotto filmico. A un breve accenno ad alcuni tra gli eventi cruciali della storia della musica per film, segue un inventario dei documenti custoditi in Biblioteca, tra i quali la preziosa collezione di musica scritta per l'accompagnamento sonoro alle pellicole dell'epoca del cinema muto, come gli spartiti nella riduzione per pianoforte della colonne sonore per i capisaldi della storia del cinema: Music for Méliès Program: Early French Films (musica di Browning), L'assassinat du duc de Guise (musica di Saint-Saëns), The Birth of a Nation (musica di Breil e Griffith), Hearts of the World (musica di Elinor e Griffith), Metropolis (musica di Huppertz), ecc. A queste si aggiungono le serie di musiche composte sempre per il cinema muto, utili per rappresentare determinate situazioni sceniche ed emotive, edite a Parigi da Choudens tra gli anni Venti e i primi anni Trenta del Novecento, per piccola o grande orchestra (Gaietyfilm, per situazioni comiche; Mysticfilm, per scene mistiche e di preghiera; Cosmofilm, per documentari e ambientazioni paesaggistiche; Dramafilm, per situazioni drammatiche; Tragicfilm, per situazioni tragiche) e il corrispettivo italiano di simili repertori, risalente agli stessi anni (Biblioteca Cinema, ed. Ricordi, e Repertorio Orchestrina, ed. Italica Ars). La parte più consistente del patrimonio musicale della Biblioteca è, tuttavia, costituita da spartiti di colonne sonore, canzoni e ballabili tratti da film dagli anni Venti agli anni Settanta del Novecento, riferite soprattutto a pellicole italiane, statunitensi e francesi; l'inventario si limita a considerare le colonne sonore di film prodotti fino agli anni Cinquanta e tra i compositori compaiono: Bixio, D'Anzi, Hirchmann, Holländer, Porter, Ruccione, Stransky, Warren, ecc. Nell'Archivio del Museo sono conservati, invece, documenti musicali che, a causa di limiti di spazio, non è stato possibile includere nell'inventario, come le edizioni e i manoscritti relativi alla pellicola Cabiria (musica di Pizzetti e Mazza) e i manoscritti musicali del direttore d'orchestra Ugo Giacomozzi, risalenti ai primi anni Trenta e custoditi nel Fondo Enrico Mecozzi.

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Music for silent films during the fifties of the twentieth century: music editions and manuscripts in the Archive and Library of the National Film Museum of Turin

The paper proposes bringing to the attention of scholars an important collection of editions and manuscripts preserved in the Archive and Library of the Film Museum of Turin which document some of the principal stages by which music gradually edged into films, first as a simple accompaniment and later as an essential element of the screenplay. An initial brief indication of some of the key events in the history of film music is followed by an inventory of the documents preserved in the Turin Library, which include a priceless collection of music composed for the sound accompaniment of silent films, such as the piano arrangements for accompanying the cornerstones of the history of the cinema: Music for Méliès Program: Early French Films (music of Browning), L'assassinat du duc de Guise (music of Saint-Saëns), The Birth of a Nation (music of Breil and Griffith), Hearts of the World (music of Elinor e Griffith), Metropolis (music of Huppertz), etc. Added to these is the music composed specifically for silent films, used to symbolize particular scenic and emotional situations, published at Paris by Choudens between the twenties and the early thirties of the twentieth century and scored for small or large orchestras (Gaietyfilm, for comedy situations; Mysticfilm for spiritual scenes and prayers; Cosmofilm for documentaries and landscape settings; Dramafilm for dramatic situations; Tragicfilm for tragic situations) and the Italian equivalent of similar repertoires during the same years (Biblioteca Cinema, ed. Ricordi and Repertorio Orchestrina, ed. Italica Ars). The most substantial part of the musical patrimony of the Library, however, consists in the scores of soundtracks, songs and dance tunes for films from the twenties to the seventies of the twentieth century, above all Italian, American and French films; the inventory of this paper is restricted to the soundtracks of films produced up to the Fifties; the composers listed include Bixio, D'Anzi, Hirchmann, Holländer, Porter, Ruccione, Stransky, Warren, etc. The Museum Archive however also contains musical documents which it has not been possible to include in the inventory owing to limited space, such as editions and manuscripts relative to the film Cabiria (music of Pizzetti and Mazza) and the music mss. of the conductor Ugo Giacomozzi, dating back to the early thirties and housed in the Enrico Mecozzi Fondo.

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