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Fonti Musicali Italiane

Fonti Musicali Italiane, 16 (2011)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Angela Bellia, Musica e potere in Sicilia. Simboli musicali alla corte di Manfredi III Chiaromonte. Abstract.
  • Mayla Ordano - Silvia Caratti, «Successi del mondo» (1645-1669): spoglio delle notizie di interesse musicale. Abstract.
  • Michela Berti, Un caso di committenza dell'Ambasciatore francese a Roma: il Componimento Dramatico di Jommelli e il quadro Fête musicale di Pannini. Abstract.
  • Giovanni Polin, Il collezionismo librettistico a Venezia tra XVIII e XIX secolo: appunti per un quadro d’insieme. Abstract.
  • Grazia Carbonella, Musica e spettacolo nel Giornale patrio della famiglia Villani di Foggia (1800-1860). Abstract.
  • Armando Fabio Ivaldi, Uno scenografo e un teatro d’opera da riscoprire: Agostino Lessi e il Pagliano di Firenze. Abstract.
  • Marta Crippa, 1861: Le sorelle d’Italia. Mistero di Arrigo Boito posto in musica da Arrigo Boito e Franco Faccio. I testimoni dell'opera. Abstract.
  • Antonella Bartoloni, Una nuova fonte per la ricerca: il portale Permusica. Abstract.
  • Alessandra Rossi, Il progetto Bononcini. Abstract.
  • La Rassegna bibliografica 2010, a cura di Gaia Bottoni, Giulia Giovani, Leonardo Miucci.

Abstract


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Angela Bellia

Musica e potere in Sicilia. Simboli musicali alla corte di Manfredi III Chiaromonte (XIV secolo)

I dipinti del soffitto ligneo della Sala Magna di Palazzo Chiaromonte di Palermo furono commissionati da Manfredi III, appartenente al casato dei Chiaromonte. Nel tetto dello Steri è condensata una «vera enciclopedia dell’arte medievale», un vero speculum historiale e summa figurativa delle più diverse forme letterarie e iconografiche. Tutta la ricca e articolata trama di immagini, di elementi floreali, geometrici e antropomorfi, di stemmi araldici, di scritte d’argomento sacro o morale, di figure grottesche e lo sviluppo delle varie sequenze di rappresentazioni costituiscono la nervatura di una narrazione figurativa tesa a enunciare un messaggio didascalico e celebrativo: l’omaggio alla moglie di Manfredi III, Eufemia Ventimiglia. Non manca dall’«enciclopedia» la presenza di scene musicali e di danza, nonché di figure di suonatrici e suonatori, talvolta mostruosi, che rivela una stretta connessione con il mondo aristocratico e presuppone un internazionalismo «cortese» e una visione feudale del mondo che celebra la nobiltà come istituto e si avvia verso una progressiva laicizzazione culturale.

Le immagini musicali del soffitto evidenziano una notevole tempestività di informazione, da un lato rispetto ai rilevanti movimenti culturali verificatesi in Europa nel corso del Trecento e alla connessa produzione artistica, dall’altro rispetto al recupero di temi e motivi figurativi ripresi dall’antichità. Nella reinterpretazione dei pittori dello Steri i protagonisti delle scene musicali diventano preziose presenze, funzionali alla glorificazione della corte di Manfredi III e del suo potere.

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Music and power in Sicily. Musical symbols at the court of Manfredi III Chiaromonte (XIV century )

The paintings on the wooden ceilings of the Sala Magna of Palazzo Chiaromonte at Palermo were commissioned by Manfredi III of the house of Chiaromonte. An “authentic encyclopedia of medieval art” is condensed on the ceiling of the Steri, a genuine speculum historiale and summa figurativa of very different literary and iconographic forms. The rich and articulate web of pictures, of floral, geometric and anthropomorphic elements, of heraldic crests, of sacred or moral inscriptions, of grotesque figures and the sequences of these artistic images constitute the nervature of a figurative narration intent on presenting an instructive and celebratory message: a homage to Euphemia Ventimiglia, the wife of Manfredi III. The “encyclopedia” does not lack musical and dance scenes as well as figures of male and female musicians, sometimes grotesque, revealing a close connection with the aristocratic world and implying a “courtly” internationalism and a feudal vision of a world that celebrates the Nobility as an institution and is moving towards the onset of cultural secularization.

The musical images of the ceiling provide a splendid opportunity for gathering information with regard, on the one hand, to the significant cultural movements taking place in Europe during the fourteenth century together with the associated artistic production and, on the other, to the revival of figurative themes and motifs of antiquity. In the reinterpretation of the Steri painters, the protagonists of the musical scenes become invaluable witnesses to the glorification of the court of Manfredi III and of his governance.



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Silvia Caratti - Mayla Ordano

«Successi del mondo» (1645-1669): spoglio delle notizie di interesse musicale

Il 1° febbraio 1645 vide la luce nella capitale sabauda il primo numero dei «Successi del mondo», gazzetta voluta dalla duchessa reggente, Cristina di Francia, che concesse all'abate Pietro Antonio Socini il privilegio di stampare notizie relative alla città di Torino - e non solo - servendosi dello stampatore ducale Giovanni Sinibaldo. I «Successi», che sopravvissero fino al 1669, uscivano due volte la settimana dando conto dei principali avvenimenti riguardanti le più importanti corti europee, con particolare attenzione alle questioni belliche e politico-dinastiche. A parte venivano talvolta stampati opuscoletti, panegirici, relazioni su battaglie, tumulti o altre questioni politiche, che ancora oggi capita di trovare allegati agli esemplari.

Dopo una breve introduzione che ricostruisce, anche attraverso i documenti d'archivio, le principali tappe della vita della gazzetta e del suo fondatore, il contributo propone la trascrizione delle notizie di interesse musicale rinvenute negli esemplari a noi noti (conservati a Torino presso la Biblioteca Nazionale Universitaria, la Biblioteca Reale e l’Archivio Storico della Città, e nella Città del Vaticano presso la Biblioteca Apostolica Vaticana). Tralasciando i generici riferimenti ai Te Deum, cantati ad ogni piè sospinto, si tratta di notizie (spesso ignorate dalla letteratura di riferimento) relative a feste e spettacoli allestiti per lo più presso la corte francese e quella sabauda, con particolare attenzione agli aspetti dinastici, cerimoniali e spettacolari. Lo spoglio è corredato dagli indici dei nomi e dei titoli di interesse musicale.

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«Successi del mondo» (1645-1669): culling of news items of musical interest

On February 1, 1645 the first number of “Successi del mondo” appeared in the news-stands of the Savoy capital, a gazette published by express wish of the Regent, Grand Duchess Cristina of France, who granted Abbot Pietro Antonio Socini not only the privilege of printing items of news concerning Turin, but also the possibility of using the ducal printer, Giovanni Sinibaldo. The “Successes”, which continued up to 1669, came out twice a week and recounted the principal events occurring at the most important European courts, with particular attention to war correspondence and political-dynastic issues. Sometimes laudatory pamphlets, reports of battles, riots or other political events were printed separately and can still be found today attached to copies of the gazette.

After a short introduction reconstructing – also by means of archive documents – the main stages in the life of the gazette and of its founder, the article proposes the transcription of news items of musical interest discovered in the examples examined (preserved at Turin in the Biblioteca Nazionale Universitaria, the Biblioteca Reale and the city’s Historical Archive and at Rome in the Biblioteca Apostolica Vaticana of Vatican City), ignoring the multitude of generic references to the singing of Te Deums and concentrating on the accounts (often ignored by reference literature) on the festivities and entertainments organized for the most part at the French and Savoy courts, with particular attention to the dynastic, ceremonial and spectacular aspects. The examination is accompanied by indexes of the names and headlines of musical interest.



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Michela Berti

Un caso di committenza dell’Ambasciatore francese a Roma: il Componimento Dramatico di Jommelli e il quadro Fête musicale di Pannini per le nozze del Delfino di Francia (1747)*

Frédéric-Jérôme de la Rochefoucauld fu ambasciatore francese presso la Santa Sede dal 1745 al 1748. Nel 1747 si celebrarono a Versailles le seconde nozze del Delfino di Francia, Louis Ferdinand, con Maria Giuseppa di Sassonia. Come consuetudine, l’evento fu occasione di grandiosi festeggiamenti anche a Roma.

Il saggio ricostruisce le manifestazioni di allegrezza organizzate nella città papale dall’ambasciatore: Messa e Te Deum a S. Luigi de’ Francesi, corteggio, fuochi d’artificio, rinfreschi e una magnifica cantata celebrativa eseguita per tre sere presso il teatro Argentina. L’autore della musica della cantata fu Niccolò Jommelli, già affermato a Roma come operista; la stesura del testo del libretto venne affidata a Flaminio Scarselli, bolognese. Le scenografie e le decorazioni del teatro furono opera di Giuseppe Pannini, figlio del più celebre Gian Paolo, già da molti anni a servizio degli ambasciatori francesi a Roma. Quest’ultimo ci ha lasciato una tela commemorativa della serata commissionata come dono al Re di Francia dall’ambasciatore, ora conservata presso il Musée du Louvre, fonte di preziose informazioni anche per la ricostruzione dell’evento musicale.

Numerose le fonti di diversa natura a noi pervenute che contribuiscono a rendere la ricostruzione di questo evento particolarmente vivida e affidabile: oltre alle cronache dell’epoca, abbiamo una nutrita corrispondenza tra vari personaggi di spicco; i documenti conservati presso l’Archives des Pieux Etablissements de France à Rome et à Lorette relativi alle esecuzioni musicali a S. Luigi de’ Francesi; il libretto di Flaminio Scarselli; la partitura della cantata, recentemente ritrovata e di cui si dà qui la prima descrizione.

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A commission from the French ambassador at Rome: Jommelli’s Componimento Dramatico and Pannini’s Fête musicale for the wedding of the Dauphin of France (1747)*

Frédéric-Jérôme de la Rochefoucauld was French Ambassador to the Holy See from 1745 to 1748. In 1747 the second wedding of the Dauphin of France, Louis Ferdinand, to Maria Giuseppa of Saxony was celebrated at Versailles. As was the custom, the event was the occasion for grandiose festivities also in Rome.

The paper reconstructs the manifestazioni di allegrezza organized in the papal city by the Ambassador: Mass and Te Deum at St. Luigi de’ Francesi, procession, fireworks, refreshments and a magnificent celebratory cantata sung at Teatro Argentina on three successive evenings. The composer of the music of the cantata was Niccolò Jommelli, already well-known at Rome for his operas; the text of the libretto was entrusted to the Bolognese Flaminio Scarselli.

Giuseppe Pannini was responsible for the scenography and decorations of the theatre; son of the more celebrated Gian Paolo he had already been for many years in the employ of the French ambassadors at Rome. A commemorative painting of the event by Gian Paolo, commissioned by the Ambassador as a gift to the King of France, is now preserved at the Musée du Louvre and is a source of precious information also for reconstructing this musical event. Numerous different sources have reached us which contribute to making the reconstruction of this event particularly vivid and dependable: in addition to the chronicles of the period we have not only a considerable corrispondence between various distinguished personalities of the time, but also documents in the Archives des Pieux Etablissements de France à Rome et à Lorette relative to the musical performances at S. Luigi de’ Francesi, the libretto of Flaminio Scarselli and the score of the cantata, recently rediscovered and given here its first description.



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Giovanni Polin

Il collezionismo librettistico a Venezia tra XVIII e XIX secolo: appunti per un quadro d'insieme

Il mito di Venezia come luogo fondativo del melodramma trova un suo preciso riflesso fin dal XVIII secolo nelle diverse raccolte (più o meno complete) dei libretti dei drammi per musica allestiti sui palcoscenici della Dominante che vennero collezionate, ad esempio, da letterati come Apostolo Zeno, librai come Antonio Groppo, notai come Raffaele Todeschini, e figure più complesse come il conte Marcantonio Corniani degli Algarotti.

Se sono note agli studiosi varie collezioni complete dei libretti dei melodrammi dati a Venezia dal 1637 alla caduta della Repubblica, meno noto è che l'importanza di queste serie è legata anche ai cataloghi completi di tali opere che diversi di questi raccoglitori acquisirono o redassero di proprio pugno annotando non solo le varie differenti ristampe e le varie riprese per cui non si reimpresse un testo ma anche e soprattutto frequenti note di carattere cronachistico, preziose per conoscere il contesto e gli esiti dei drammi inscenati, oltre che per l'attribuzione di opere apparentemente adespote. Assieme al noto catalogo redatto da Antonio Groppo vanno sicuramente presi in considerazione i vari e preziosi manoscritti raccolti a questo scopo nella ricchissima collezione Corniani Algarotti dispersa per motivi ereditari tra due biblioteche e la cui storia si ricostruisce qui per la prima volta. Giova fin d'ora segnalare il ritrovamento in una di queste biblioteche di una preziosa raccolta di autografi di drammi per musica (e non solo) del librettista Giuseppe Foppa.

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Libretto collections in Venice between the eighteenth and nineteenth centuries: notes for an overall picture

The myth of Venice as the birthplace of opera stems from the existence since the eighteenth century of diverse collections (more or less complete) of libretti for music dramas produced on the stages of the Dominante, collected (for example) by men of letters like Apostolo Zeno, booksellers like Antonio Groppo, notaries like Raffaele Todeschini and more complex figures like Count Marcantonio Corniani degli Algarotti.

Scholars are well aware of the existence of complete collections of opera librettos presented at Venice from 1637 up to the fall of the Republic, but less well-known is the fact that the importance of these various collections is also connected with the unabridged catalogues of the operas which many of the collectors acquired or themselves rewrote, noting the various different reprints and revivals, with the result that not only the texts were reprinted, but also – and above all – notes of a chronological nature which are invaluable for giving information on the context and reception of the dramas staged, as well as for the attribution of operas hitherto anonymous.

Considered worthy of attention, together with the well-known catalogue compiled by Antonio Grosso, are the various invaluable manuscripts (culled for this purpose) in the rich collection of Corniani Algarotti and dispersed on his death between two libraries, whose history has been reconstructed here for the first time. It is worthwhile mentioning that a precious collection of autographs of musical dramas (and not only these) belonging to the librettist Giuseppe Foppa has been found at one of the libraries.



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Grazia Carbonella

Musica e spettacolo nel Giornale patrio della famiglia Villani (1800-1860)

Il Giornale patrio è una cronaca dei principali eventi accaduti nella città di Foggia: compilata per “privata memoria” dal primo estensore, Carlo Maria Villani, e proseguita dal fratello Andrea Maria e dai suoi figli, Francesco Paolo e Giovanni, redatta in forma di diario, copre l’intero Ottocento. La narrazione degli eventi cittadini appare in linea di massima stringata e impersonale, tuttavia le diverse annate non risultano uguali per ricchezza di dettagli, probabilmente perché redatte da differenti autori.

L’interesse per il Giornale patrio è motivato dall’esiguo numero di fonti locali utili per la ricostruzione storico-musicale della Capitanata, anche a causa degli eventi bellici del secolo scorso. La lettura di questa lunga cronaca risulta interessante per ricostruire non solo la storia dei teatri e dei loro allestimenti, di cui è relativamente semplice trovare traccia nei documenti d’archivio, quanto per delineare un altro panorama, meno battuto dalle ricerche e meno attestato dai documenti ufficiali. Si tratta di tutta una serie di iniziative minori, rispetto agli eventi teatrali, quali accademie musicali – organizzate anche in abitazioni private e che testimoniano una vivace attività dilettantistica – oltre alle manifestazioni civili e religiose, in cui la musica era sempre protagonista col sostegno di allestimenti effimeri, puntualmente riferiti nel Giornale, di cui altrimenti non avremmo traccia. È possibile così acquisire dettagli e nomi inediti, utili sia per connotare ulteriormente le biografie dei musicisti in transito per Foggia, sia per delineare il panorama musicale cittadino. La cronaca, infatti, riferisce nomi e attività dei dilettanti locali, dei maestri di cappella e delle principali istituzioni cittadine, consentendo, così allo studioso di tracciare una quadro più articolato da cui è possibile desumere quale fosse il contesto culturale e musicale del primo Ottocento a Foggia.

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Music and entertainment in the Giornale patrio of the Villani family (1800-1860)

The Giornale patrio began as a chronicle of the principal events taking place in the city of Foggia. Compiled for ‘personal recollection’ by its first editor Carlo Maria Villani, continued by his brother Andrea Maria and by their respective sons Francesco Paolo and Giovanni, it was realized in the form of a diary covering the whole nineteenth century. The narration of the city events is as a rule concise and impersonal; however, the accounts of the various years are not equal in richness of detail, probably because written by different authors.

Interest in the Giornale patrio is justified by the limited number of local sources useful for a historical-musical reconstruction of the Capitanata (due also to the wars of the nineteenth century). Reading the lengthy chronicle is of interest not only for reconstructing the history of the various theatres and their productions (easily traced in archive documents), but also for outlining another panorama, less researched and less supported by official documents. That is, the series of minor initiatives (in comparison to theatrical performances) such as musical academies – organized also in private houses and bearing witness to a lively amateur activity – and secular or religious events where the music was always protagonist supported by ephemeral productions, duly recounted in the Giornale, which otherwise would have disappeared without trace. In this way it has been possible to obtain hitherto unpublished details and names, useful both for completing the biographies of musicians passing through Foggia and for outlining the city’s musical panorama. The chronicle, in fact, cites the names and activities of local amateurs, of maestri di cappella, of the principal institutions of the city, thus enabling the scholar to trace a more detailed picture from which the cultural and musical circumstances of early nineteenth-century Foggia can be deduced.



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Armando Fabio Ivaldi

Uno scenografo e un teatro d’opera da riscoprire: Agostino Lessi e il Pagliano di Firenze (1852-1873)

L’attività di Agostino Lessi si lega in modo abbastanza stretto con un teatro molto noto a Firenze dopo il 1850 e particolarmente caro ad Aldo Palazzeschi. Questo saggio costituisce una prima indagine sullo scenografo, riscoperto in questa occasione, al fine di ricostruire tanto la sua biografia quanto la sua carriera artistica, svoltasi probabilmente soprattutto in Toscana ed in special modo nel Teatro Pagliano di Firenze. Il Lessi, come il più anziano collega Michele Canzio attivo al Teatro Carlo Felice di Genova (1828-1850 ca.), è stato finora impropriamente considerato una “figura minore” nel panorama degli scenografi che lavorarono nella prima metà e a cavallo dell’Ottocento, mentre costituisce invece, con ogni probabilità, un interessante esempio di “assimilazione-trasformazione” di famosi modelli altrui, al fine di creare originali prototipi scenografici legati soprattutto alla messinscena di opere verdiane. Un ulteriore obiettivo del saggio è pure quello di chiarire meglio, sia pure con altri interventi al riguardo, la cospicua programmazione di opere e balli proposti al Teatro Pagliano, per quanto possibile integrati con la produzione di scene di Agostino Lessi, in un arco storico-politico e culturale che abbraccia un importante periodo della storia italiana (dai Lorena fino a dopo l’Unità d’Italia). La nuova sala fiorentina, ancora oggi esistente come Teatro Verdi, era stata inaugurata nel 1854 con il Viscardello di Verdi ed era stata fatta costruire da Girolamo Pagliano, da cui prese il nome, un chiacchierato farmacista-imprenditore, nonché cantante mancato, che aveva fatto fortuna con un omonimo sciroppo lassativo venduto anche all’estero.

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The rediscovery of a scenographer and an opera house: Agostino Lessi and the Pagliano of Florence (1852-1873)

The productions of Agostino Lessi were connected more or less exclusively with a theatre well-known at Florence after 1850 and particularly dear to Aldo Palazzeschi. This article presents the first research study on the scenographer, rediscovered on this occasion, with the object of reconstructing his artistic career as well as his biography, a career pursued probably above all in Tuscany – and especially at the Teatro Pagliano of Florence. Lessi, like his older colleague Michele Canzio (active at Teatro Carlo Felice from 1828-1850 circa), has been to date wrongly considered a “minor figure” in the panorama of scenographers who worked astride the eighteenth century. Instead, he was almost certainly an interesting example of “assimilation-transformation” of celebrated models of others with the object of creating original scenographic prototypes linked above all to the mise en scène of Verdi’s operas. Despite the existence of other researches, an additional object of this article is to illustrate more clearly the noteworthy programming of operas and ballets presented at Teatro Pagliano – completed whenever possible with Agostino Lessi’s scenes – during a historical-political and cultural time-frame which embraces an important period of Italian history (from the Lorenas to after the Unity of Italy). Built to the order of Girolamo Pagliano and originally named after him, the much talked-about chemist-entrepreneur and failed singer who had made a fortune with a laxative syrup which bore his name and was also sold abroad, the new Florentine theatre (still in existence today as Teatro Verdi) was inaugurated in 1854 with Verdi’s Viscardello.



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Marta Crippa

1861: Le sorelle d’Italia. Mistero di Arrigo Boito posto in musica da Arrigo Boito e Franco Faccio. I testimoni dell’opera

Per la solenne Accademia finale del Regio Conservatorio di Milano dell’anno scolastico 1860-1861, Arrigo Boito e Franco Faccio, che quell’anno concludevano gli studi, composero Le Sorelle d’Italia, mistero in due parti con prologo. La composizione, una “cantata celebrativa” per soli, coro e orchestra, celebra l’indipendenza italiana appena ottenuta, ma rivela nel contempo un atteggiamento sovranazionale nel rivolgersi all’Ungheria, alla Polonia e alla Grecia e nell’intento di farsi interprete della loro cultura, dei loro miti, delle loro tradizioni musicali. Queste nazioni sono le “sorelle” che avevano conosciuto o che ancora sopportavano la dominazione dello straniero. L’opera venne immediatamente recepita come una novità rispetto ai tradizionali saggi del Conservatorio, sia per i contenuti poetici – un intreccio di mitologia classica, germanica, slava, greca e di tradizioni cristiane – sia per la musica, di cui fin da subito si parlò in termini di “musica dell’avvenire”.

L’articolo presenta la composizione a partire dal testo poetico e dalla lettura degli articoli comparsi sulla stampa dell’epoca all’indomani dell’esecuzione nell’agosto-settembre 1861; segue l’analisi, la descrizione e il confronto, dal quale sono emerse alcune varianti, dei testimoni musicali manoscritti e a stampa: quattro manoscritti conservati presso la Biblioteca del Conservatorio “G. Verdi” di Milano (I-Mc), di cui uno autografo di Boito; due riduzioni per canto e pianoforte pubblicate da Tito di Giovanni Ricordi nel 1861-2; le parti di soprano, tenore e basso del coro stampate da Francesco Lucca per l’esecuzione dell’Accademia del Conservatorio. Completa la presentazione dei testimoni il libretto della composizione pubblicato da Luigi di Giacomo Pirola nel 1861.

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1861: Le sorelle d’Italia. Mystery of Arrigo Boito set to music by Arrigo Boito and Franco Faccio. The sources of the work

For the solemn final Academy of the Royal Conservatory of Milan, school year 1860-1861, Arrigo Boito and Franco Faccio – who completed their studies that year – composed Le Sorelle d’Italia, mistero in due parti con prologo. The composition was a «cantata celebrativa» for solo voices, chorus and orchestra commemorating the recently obtained Italian independence but at the same time it manifested a supranational approach in the inclusion of Hungary, Poland and Greece as “sisters” (“sorelle”), three nations which had known – and still suffered – foreign domination and in the announced intention to act as interpreter of their culture, myths, musical traditions. The cantata was at once considered a new departure compared with the traditional essays of the Conservatory, both for its poetic content – an interweaving of classical, Germanic, Slavonic and Greek mythology with Christian traditions – and for the music, which from the start was described as “music of the future”.

The article presents the composition starting from the poetic text and the critiques appearing in the press the day after the performance of August-September 1861; analysis, description and comparison of the musical manuscript and printed sources then follow, with the discovery of several versions of the work: four manuscripts preserved in the Library of the “G. Verdi” Conservatory of Milan (I-Mc), including an autograph of Boito; two arrangements for voice and piano published by Tito di Giovanni Ricordi in 1861-2; the soprano, tenor and bass parts of the chorus printed by Francesco Lucca for the Academy of the Conservatory. The presentation of these sources is completed by the libretto of the cantata published by Luigi di Giacomo Pirola in 1861.



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Antonella Bartoloni

Una nuova fonte per la ricerca: il portale Permusica

Il portale Permusica (http://www.permusica.eu) raccoglie la pubblicazione on line di due siti web: la Banca Dati della Critica Musicale Italiana (BaDaCriM) e Periodici musicali del Novecento (Permusica). Il primo di essi, finanziato come Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) fra 2005 e 2009 - diretto da Fiamma Nicolodi e Luisa Zanoncelli, con la collaborazione di Mila De Santis e il coordinamento di Antonella Bartoloni – ha coinvolto le sedi di Cagliari, Firenze, Napoli, Parma e Torino e ha previsto lo spoglio e la catalogazione dei contributi musicologici contenuti in periodici italiani, sia musicali sia a carattere più ampiamente culturale, dei primi tre quarti circa del secolo XX. Per ogni contributo, il programma di schedatura registra i riferimenti bibliografici e un abstract. Nel saggio si fornisce l’elenco delle riviste musicali, musicologiche ed etnomusicologiche oggetto della catalogazione, e un modello di scheda.

Il secondo progetto, Periodici musicali del Novecento (Permusica), diretto da Fiamma Nicolodi, con la collaborazione di Antonella Bartoloni, è un sistema di digitalizzazione e gestione integrata della documentazione, volto a soddisfare le esigenze di accessibilità e di ricerca relativamente ai testi di critica musicale novecentesca pubblicati sia in riviste specializzate, sia in riviste letterarie di ampio interesse culturale: il sito consente quindi di consultare gli articoli in full-text, nonché di effettuare molteplici ricerche sui testi.

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A new research source: the Permusica Portal

The Permusica portal (http://www.permusica.eu) provides access to and offers on-line information from two web sites; the Data Bank of Italian Music Criticism (BaDaCriM) and Twentieth-century Music Periodicals (Permusica). The first site, subsidized from 2005 to 2009 as a Research Project of National Interest (PRIN), was arranged by Fiamma Nicolodi and Luisa Zanoncelli with the collaboration of Mila De Santis and the coordination of Antonella Bartoloni, and involved offices at Cagliari, Florence, Naples, Parma and Turin for the selection and cataloguing of musicological contributions contained in Italian periodicals (both musical and more widely cultural) published during the first three-quarters circa of the twentieth century. The filing programme recorded bibliographic references and an abstract for each contribution. The present paper includes a list of the catalogued musical, musicological and ethnomusicological journals together with a model of the index card.

The second site, Twentieth-century Music Periodicals (Permusica), arranged by Fiamma Nicolodi with the collaboration of Antonella Bartoloni, is a system of digitization and integrated management of the documentation which aims at satisfying the access and research requirements connected with the texts of twentieth-century musical criticism published not only in specialized journals, but also in literary journals of wide-ranging cultural interest: the site, in fact, permits consultation of the articles in full-text as well as many-sided research on the texts.



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Alessandra Rossi Lürig

Il Progetto Bononcini (2008-2011)

Il contributo descrive il progetto coordinato di recupero e divulgazione dell'opera di Giovanni Bononcini (1670-1747), uno dei più noti e affermati compositori della sua epoca. Il progetto, realizzato nel 2008-2011 dalla Fondazione Arcadia in collaborazione con il Ministero per i Beni e le attività culturali - Beni librari, e con Clori: Progetto nazionale di catalogazione della cantata italiana, a cura di Società Italiana di Musicologia, Università di Roma 2-Tor Vergata, Istituto Italiano per la Storia della Musica, comprende un sito web, una serie di pubblicazioni a stampa, una serie di esecuzioni musicali. Il sito, www.bononcini.org, è dedicato soprattutto al catalogo completo delle opere, ma contiene anche bibliografia e discografia, materiale iconografico e pubblicazioni di opere scelte (edizioni musicali, saggi critici) liberamente scaricabili. Nel corso del progetto sono state realizzate tre edizioni critiche di composizioni di Bononcini, edite da LIM, Lucca, nella collana Fondazione Arcadia - Musiche del Settecento: La conversione di Maddalena, a cura di Raffaele Mellace; Cantate a Clori, a cura di Sara Dieci; Cantate con strumenti della Biblioteca del Monumento Nazionale di Montecassino, a cura di Michele Vannelli. Il lavoro di catalogazione e il recupero e l’edizione dei testi musicali ha consentito di eseguire alcune composizioni di Giovanni Bononcini nell’ambito del Festival MITO. Nel saggio sono descritte le caratteristiche delle pubblicazioni a stampa, la struttura della scheda catalografica e i principali risultati ottenuti nella revisione del catalogo bononciniano.

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The Bononcini Project (2008-2011)

The article describes the coordinated project of recovery and divulgation of the works of Giovanni Bononcini (1670-1747), one of the most well-known and successful composers of his time. The project was realized in 2008-2011 by Fondazione Arcadia (in collaboration with the Ministry of Cultural Heritage and Activities - Beni Librari) and with Clori: Progetto nazionale di catalogazione della cantata italiana (a project of, Istituto Italiano per la Storia della Musica, Società Italiana di Musicologia, Università di Roma 2-Tor Vergata) and included a web site, a series of printed publications and a series of musical performances. The site, www.bononcini.org, is dedicated above all to the complete catalogue of Bononcini’s works but also offers a bibliography and a discography, iconographic material and publications of selected works (musical editions, critical papers) all of which can be downloaded Three critical editions were realized of Bononcini’s compositions during the course of the project, published by LIM of Lucca in the series Fondazione Arcadia – Eighteenth-century Music: La conversione di Maddalena (edited by Raffaele Mellace); Cantate a Clori (edited by Sara Dieci); Cantate con strumenti della Biblioteca del Monumento Nazionale di Montecassino (edited by Michele Vannelli). The cataloguing, recovery and publishing of the musical texts made it possible for some compositions of Giovanni Bononcini to be performed during the MITO Festival. The present paper describes the characteristics of the printed publications, the structure of the catalogue card and the principal results obtained in the revision of the Bononcini catalogue.

 

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