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Fonti Musicali Italiane

Fonti musicali italiane, 20 (2015)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • Licia Mari, Il Progetto Herla. Un database al servizio della ricerca. Abstract.
  • Maria Rosa Moretti, Simone Molinaro e la vita musicale a Genova tra Cinque e Seicento. Abstract.
  • Chiara Pelliccia, La libraria musicale del cardinale Benedetto Pamphilj. Un inventario ritrovato. Abstract.
  • Francesca Menchelli Buttini, Teatro di San Carlo, 1747-1753. Supplemento d’indagine sulla gestione impresariale. Abstract.
  • Mattia Geretto, Una nuova sonata di Baldassare Galuppi presso l’Archivio Musicale della Cappella Antoniana di Padova. Abstract.
  • Francesco Cesari, ArtMus – Una banca dati degli articoli di argomento musicale pubblicati nei giornali italiani dell’Ottocento. Abstract.
  • Federica Camata, Cantanti-divi tra leggenda e quotidianità. Uno sguardo al fenomeno del divismo nel primo Ottocento attraverso le pagine della «Gazzetta Privilegiata di Venezia». Abstract.
  • Patrizia Balestra, Nuove fonti manoscritte di Mascagni: romanze e altre pagine musicali. Abstract.
  • Francesco Bissoli, Il giovane Alfano nel Nord-Europa. Abstract.
  • Mariagrazia Carlone, Il Fondo Toscanini all’Archivio di Stato di Milano. Abstract.
  • Stefania Gitto, Il Centro di Documentazione Musicale della Toscana: prime riflessioni emerse dall’attività di ricognizione. Abstract.
  • Rassegna bibliografica, a c. di Chiara Pelliccia e Leonardo Miucci

Abstract


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Licia Mari

Project Herla. A database for research

The idea of a Gonzaga family document database, with its huge implications for theater history, originated by 1999 with Umberto Artioli and Francesco Bartoli and now has been put in practice with Herla database, inside the Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo. Project Herla — thus called after Harlequin’s mythic Mantuan roots — aims at collecting all documents on the stage events the Gonzagas sponsored at their zenith (1480-1630)—not just theater, but any official and festive occasion involving a stage, machinery, actors, dancers, and musicians. Such diverse events left equally diverse documents (letters, receipts, chronicles, legal acts), now preserved in Mantua and other Italian and European cities. Herla can be accessed at www.capitalespettacolo.it; it consisted of 12,009 forms as of February 2015. This article details its structure and resources for research, which may focus on a single topic or require cross-checking, thus making investigation easier and, at the same time, triggering new ideas and connections.

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Il progetto Herla. Un database al servizio della ricerca

La concezione di un archivio informatico che contenesse la documentazione gonzaghesca con implicazioni per la storia dello spettacolo nasce nel 1999 da un’idea di Umberto Artioli e di Francesco Bartoli, che si concretizza nella creazione, all’interno della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, del database Herla. Il Progetto Herla (il cui nome è stato scelto per il riferimento ai miti d’origine del “mantovano” Arlecchino) si propone di reperire la documentazione sull’attività spettacolare patrocinata dai Gonzaga nell’epoca del loro massimo splendore (1480-1630) e di riunirla in un'unica banca dati tematica informatizzata. Non solo il teatro in senso stretto, ma anche tutte le occasioni ufficiali e festive che prevedevano apparati e allestimenti, con la partecipazione di attori, danzatori e musici. Alla molteplicità dei fenomeni indagati corrisponde una diversificazione delle fonti considerate (corrispondenza, pagamenti, cronache, atti notarili), conservate non solo a Mantova, ma anche negli archivi di città italiane ed europee. L’Archivio informatico Herla è consultabile nel sito www.capitalespettacolo.it; l’aggiornamento di febbraio 2015 presentava 12.009 schede. L’intervento vuole illustrare la struttura e le possibilità di ricerca del database, sia rispetto ad una tematica, sia rispetto alle trame che si aprono dall’intrecciarsi delle diverse fonti, che possono favorire lo studio e far nascere nuovi stimoli e contatti.

 




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Maria Rosa Moretti

Simone Molinaro and musical life in Genova around 1600

In recent decades, early 17th-century musical life in Genoa and its major composer and chapel master, Simone Molinaro, have been extensively discussed. A summary is provided of the existing contributions issued in books and essays (including some hard-to-find items), as well as of the latest archival discoveries. The most important new info is about two churches, Nostra Signora delle Vigne and San Siro, and their music chapels. Also, the discovery of new documents and compositions, thus expanding Molinaro’s catalog, has been vital to achieve a better insight of the Genoa scene and its musicians’ lives. The inclusion of such pieces in a volume edited by Molinaro (1604) revealed works by three generations of composers: his teacher, Giovanni Battista Dalla Gostena, Molinaro himself, and his pupil, Leonardo Levanto.

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Simone Molinaro e la vita musicale a Genova tra Cinque e Seicento

La vita musicale genovese di primo Seicento, e con essa la fondamentale figura del compositore e maestro di cappella Simone Molinaro, sono stati oggetto in questi ultimi decenni di continui approfondimenti. Il presente lavoro intende quindi offrire in un unico contributo una sintesi di quanto è stato pubblicato in libri e saggi, talvolta di difficile reperibilità, e di far conoscere i risultati delle più recenti scoperte archivistiche e bibliografiche.

Le maggiori novità riguardano la storia delle cappelle musicali istituite nelle chiese di Nostra Signora delle Vigne e di San Siro, ma al fine di una più esatta conoscenza della realtà cittadina e della vita artistica dei musicisti, è stato determinante il ritrovamento di nuovi documenti e di nuove composizioni musicali che hanno consentito di ampliare il catalogo delle musiche di autore genovese. L’inserimento di queste composizioni in un unico volume curato da Simone Molinaro (1604) ha evidenziato infine la presenza di opere di tre generazioni di compositori: il maestro di Molinaro, Giovanni Battista Dalla Gostena, lo stesso Molinaro e il suo allievo, Leonardo Levanto.

 



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Chiara Pelliccia

Cardinal Benedetto Pamphilj’s musical libraria. A recovered inventory

An unissued inventory of Cardinal Benedetto Pamphilj’s music collection emerged from the Colonna papers in Subiaco. The Pamphilj collection is known to have merged into the Colonna libraria out of inheritance. Starting from known facts on the libraria and its history, some open issues are examined, as well as the new methodology such finding calls for. The inventory is transcribed and annotated in the Appendix; it mostly lists vocal music, regrouped into four sections by genre, and refers to a part of the collection that has many a match in the management papers. More importantly, this document allows to identify unknown pieces and resolve doubtful attributions; it also throws light on some aspects of music preservation and archiving by 1700. Information and document cross-checking, along with hand comparison, allowed to identify the writer as Nunzio Lulier, the Cardinal’s librarian. The document is dated between March 1730 and August 1731.

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La libraria musicale del cardinale Benedetto Pamphilj. Un inventario ritrovato

L’articolo presenta un inedito inventario della biblioteca musicale del cardinale Benedetto Pamphilj, ritrovato tra le carte dell’archivio Colonna in Subiaco. La biblioteca del cardinale, è noto, confluì per via ereditaria nella libraria Colonna. Partendo dallo stato delle conoscenze sulla libraria musicale pamphiljana e la sua storia, l’articolo prende in esame le questioni ancora aperte e le nuove prospettive metodologiche che il nuovo ritrovamento richiede. L’inventario, trascritto con annotazioni in appendice, elenca in prevalenza musica vocale, organizzata per generi in 4 sezioni: i contenuti mostrano una parte della collezione musicale di Pamphilj per la quale non mancano riscontri nella contabilità, ma soprattutto l'inventario permette di individuare o attribuire musiche non ancora note o rimaste di dubbia paternità ed evidenzia alcune caratteristiche sulle modalità di archiviazione e conservazione della musica tra la fine del XVII secolo e l’inizio del successivo. Attraverso l’incrocio di notizie e documenti e il confronto delle grafie, la redazione è ricondotta a Nunzio Lulier bibliotecario del cardinale e la datazione tra marzo 1730 e agosto 1731.

 



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Francesca Menchelli-Buttini

Teatro San Carlo, 1747-1753. Further investigation on its management

Unissued documents are reproduced here, sitting at the district notary archive and the Archivio Storico del Banco, Naples, about the Teatro San Carlo management being granted to a four-person company — Diego Tufarelli, Nicola Tagliavanti, Biagio Soreca, and Vincenzo Martinez, soon replaced by Stefano Buonfiglio — by 1747-53. Some of these very papers are also cited in a manuscript Relazione dell’appalto del Real Teatro di San Carlo, dated 14 September 1756 and now at the Archivio di Stato, Naples. Such document, published by Gian Giacomo Stiffoni, has relevant info on the theater management and its constitution. In particular, Archivio Storico del Banco contracts and registers yielded info about the company members and savings, expense sharing, membership fees, and more. For instance, we learn that Martinez was a gambling levy officer, as well as a representative of several Neapolitan noblemen. Finally, evidence is shown documenting composer Gioacchino Cocchi’s strained relationship with the theater, after the fiasco of Sesostri re d’Egitto, staged by late June 1752, at the beginning of the company’s last season: this allowed Nicola Tagliavanti to detail Cocchi’s sloppy honoring of his commitments.

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Teatro San Carlo, 1747-1753. Supplemento d’indagine sulla gestione impresariale

L’articolo riproduce alcuni documenti inediti depositati a Napoli presso l’Archivio notarile distrettuale e l’Archivio storico del Banco, in merito al definirsi dei termini della concessione del Teatro San Carlo a una società di quattro componenti, Diego Tufarelli, Nicola Tagliavanti, Biagio Soreca e Vincenzo Martinez, cui presto si sostituì Stefano Buonfiglio, i quali mantennero il contratto per il sessennio 1747-1753. Si tratta in parte degli atti richiamati in una Relazione dell’appalto del Real teatro di San Carlo del 14 settembre 1756, che si conserva manoscritta presso l’Archivio di Stato di Napoli, già edita da Gian Giacomo Stiffoni, contenente notizie di grande interesse sulla gestione economica e su alcuni aspetti statutari del San Carlo nel periodo in parola. In particolare, la consultazione delle polizze e dei giornali copiapolizze presso l’Archivio storico del Banco di Napoli ha permesso di ricavare ulteriori notizie riguardo ai soci, alla formazione della cassa, alla condivisione delle spese, al versamento delle quote e ad altre transazioni di denaro; è così emerso, ad esempio, che Martinez aveva un incarico di funzionario nell’arrendamento dei giochi, oltre a figurare quale agente di alcuni esponenti di nobili famiglie napoletane. Si riportano infine le testimonianze bancarie del difficile rapporto fra l’amministrazione teatro e il compositore Gioacchino Cocchi, a seguito del clamoroso insuccesso che toccò al Sesostri re d’Egitto rappresentato con notevole ritardo nel giugno 1752, in apertura dell’ultima stagione teatrale gestita dalla società: attraverso di esse Nicola Tagliavanti offre una descrizione dettagliata circa la trascuratezza di Cocchi nell’adempiere gli impegni convenuti.

 



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Mattia Geretto

A new Sonata by Baldassare Galuppi at the Cappella Antoniana Musical Archive, Padua

The discovery is reported of a new Galuppi sonata, from a manuscript found at the Cappella Antoniana Musical Archive, a section of the Biblioteca della Pontificia Basilica di Sant’Antonio, Padua. (This is also a chance to indirectly promote the rich heritage of that archive, yet largely unknown). The Sonata in D, in one movement, was located, along with another Sonata in B flat, in a manuscript from multiple composers, also including such lesser-known figures as Pazzaglia, Albertis, and Episcopi. This seems to be the only source for the Sonata in D, the other one being attested by two more manuscripts. The piece is transcribed in the Appendix.

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Una nuova sonata di Baldassare Galuppi presso l’Archivio Musicale della Cappella Antoniana di Padova

L’articolo mette in evidenza la scoperta di una nuova Sonata di Baldassare Galuppi contenuta all’interno di un manoscritto appartenente all’Archivio Musicale della Cappella Antoniana, presso la Biblioteca della Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova. Indirettamente, si intende valorizzare anche il patrimonio ricchissimo di quell’Archivio Musicale, ancora tutto da scoprire nelle sue notevoli risorse. La Sonata in questione è un unico tempo in re maggiore e compare assieme a un’altra Sonata, in si bemolle maggiore, in un manoscritto collettaneo dove figurano anche pezzi di autori meno noti, come Pazzaglia, Albertis ed Episcopi. Il manoscritto padovano risulta essere un testimone unico per la Sonata in re maggiore, mentre la Sonata in si bemolle maggiore compare anche in altri due manoscritti. In appendice viene fornita la trascrizione della Sonata in re maggiore.

 



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Francesco Cesari

ArtMus – A database of music articles on 19th-century Italian newspapers

The ArtMus database (www.artmus.it) is a new research tool dealing with music in 19th-century Italian newspapers. It was created with state funding for National Scientific Interest Research Projects (PRIN 2009 and 2012) and has so far involved the Venice–Ca' Foscari, Florence, Cagliari and Turin universities. Its more than 26,000 sheets (16,000 when this article was written) are but a starting point for virtually unlimited developments. The ArtMus form is described in detail; its fields and sections aim at framing each item according to multiple perspectives, to make multiple research lines easier. Its four sections let users point to an article as a whole, or events, or objects (single musical works), or names contained in it. All catalogued item images are in .jpg format.

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ArtMus – Una banca dati degli articoli di argomento musicale pubblicati nei giornali italiani dell’Ottocento

Consultabile all'indirizzo www.artmus.it, la banca dati ArtMus offre un nuovo canale di ricerca per mezzo del quale accedere alle informazioni relative alla musica pubblicate nei quotidiani italiani del secolo XIX. La banca dati si è costituita grazie ai finanziamenti statali previsti per i Progetti di Ricerca di Interesse scientifico Nazionale (PRIN 2009 e 2012) e fino a oggi ha coinvolto i quattro atenei di Venezia Ca' Foscari, Firenze, Cagliari e Torino. Le sue oltre 26.000 schede (16.000 al momento della stesura dell'articolo) segnano l'inizio di un percorso che si offre a sviluppi quasi illimitati. L'articolo illustra in dettaglio la struttura della scheda ArtMus, la cui articolazione in campi e sezioni è volta a inquadrare i singoli articoli secondo prospettive molteplici, tali da assecondare percorsi di ricerca eterogenei. In particolare, la suddivisione in quattro sezioni consente di guardare di volta in volta all'articolo nel suo complesso, oppure agli eventi, agli oggetti (le singole opere musicali) e ai nomi che vi compaiono. Tutte le immagini degli articoli schedati sono pubblicate in formato JPEG.

 



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Francesca Camata

Operatic stars in legend and in real life. A glance at the early 19th-century star system through the «Gazzetta Privilegiata di Venezia»

Early 19th-century operatic stars are seen here through the chronicles of a few sample years of the «Gazzetta Privilegiata di Venezia» (1816-17, 1830-33, 1847) cataloged in the ArtMus project (see Francesco Cesari’s article, above). Such daily newspaper regularly hosted information on music celebrities, especially prima donnas, with different policies depending on publication years. Chronicles, reports from abroad, and short news yield plenty of anecdotes and gossip on widely acclaimed divas, many of whom were foreigners and/or active outside Italy, e.g. Angelica Catalani, Henriette Sontag, and Jenny Lind. This research sheds light on the way the general press took notice of the star-system phenomenon and gave it further boost.

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Cantanti-divi tra leggenda e quotidianità. Uno sguardo al fenomeno del divismo nel primo Ottocento attraverso le pagine della «Gazzetta Privilegiata di Venezia»

La comunicazione inquadra il fenomeno del divismo di cui sono protagonisti i cantanti nella prima metà dell’Ottocento attraverso gli articoli di cronaca pubblicati in alcune annate campione della «Gazzetta Privilegiata di Venezia» (1816-17, 1830-33, 1847), che sono state oggetto di schedatura all’interno del progetto ArtMus (qui analizzato nel contributo di Francesco Cesari). Con alcune differenze nei vari periodi presi in esame, i fogli del quotidiano veneziano puntano regolarmente il faro sulle celebrità musicali e in modo particolare sui virtuosi di canto, specialmente se primedonne. Le cronache musicali, le notizie dall’estero e i trafiletti offrono numerosi aneddoti e pettegolezzi su alcune tra le dive più acclamate (spesso straniere e comunque prevalentemente attive in Europa, fra cui: Angelica Catalani, Henriette Sontag e Jenny Lind), facendo luce sulle modalità di ricezione e amplificazione del fenomeno divistico da parte della stampa generalista.

 



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Patrizia Balestra

New Mascagni manuscript sources: art songs and more

While sojourning in Cerignola, and mostly from spring 1887 to early 1890, Pietro Mascagni wrote many art songs and piano pieces to please his many admirers who attended the soirées at the Circolo Ofanto, a club for noblemen and wealthy landowners. Some of these manuscripts are located in private collections and remained unknown and unissued for Mascagni gave them away either to his patrons or to his favorite pupil, Francesco Pisano. There are ten of them: six art songs, four of which written in Cerignola by 1887-88 and two more in Bellevue by 1912; two sacred songs; and two piano waltzes. Three songs from Cerignola — Sei troppo bella e non ti posso odiare, La verginella è simile alla rosa, and Deh non fuggir sì rapida — were likely written for Venturina Palieri, a regular piano student of Mascagni’s (incidentally, he also used to spend time composing at her instrument). The fourth one, Astro immortal risplende, is dedicated to Giuseppe Cannone, the mayor who hired him as conductor of the Filarmonica Comunale. The two sacred canzoncine to the Virgin were composed by May 1895 for Pisano, then organist at the Capuchins’ Church. The songs, Madrigale and In mare, come from Mascagni’s French period, enlivened by Anna Lolli’s presence. They reflect both the archaic suggestions evoked in Parisina, the opera he was working at, and the feelings and thrills of the two lovers.

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Nuove fonti manoscritte di Mascagni: romanze e altre pagine musicali

Durante il suo soggiorno a Cerignola, soprattutto tra la primavera del 1887 e i primi mesi del 1890, Mascagni scrisse numerose romanze e brani pianistici per assecondare i suoi numerosi ammiratori nelle serate presso il Circolo Ofanto, un club di aristocratici e ricchi proprietari terrieri. Alcune di queste pagine manoscritte, appartenenti a collezioni private, sono rimaste sconosciute ed inedite perché Mascagni le regalò ai suoi mecenati o al suo allievo preferito, Francesco Pisano.

Sono dieci brani, sei romanze – di cui quattro scritte a Cerignola tra il 1887 e il 1888 e due nel 1912 a Bellevue – due canzoncine sacre e due Valzer per pianoforte. Tre delle romanze scritte a Cerignola, Sei troppo bella e non ti posso odiare, La verginella è simile alla rosa e Deh non fuggir si rapida molto probabilmente furono composte per Venturina Palieri, una delle sue più assidue allieve di pianoforte, sul cui strumento Mascagni si intratteneva spesso per comporre. L'altra lirica, Astro immortal risplende, è invece espressamente dedicata a Giuseppe Cannone, il sindaco che lo assunse come direttore della Filarmonica comunale. Le due canzoncine sacre dedicate alla Madonna furono invece composte nel mese di maggio del 1895 per il suo allievo Pisano, in quel periodo organista della Chiesa dei Cappuccini. Infine, le due romanze, Madrigale e In mare, appartengono al periodo francese di Mascagni, soggiorno allietato dalla presenza di Anna Lolli. Le liriche riflettono sia le suggestioni della forma arcaica su cui è incentrata Parisina, l'opera che stava componendo in quel periodo, sia le emozioni e le trepidazioni di due amanti che si abbandonano al sentimento amoroso.

 



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Francesco Bissoli

Young Franco Alfano in Northern Europe

Ten autograph letters, now at the Istituto Suor Orsola Benincasa, Naples, shed light on Franco Alfano’s burgeoning career. He left Naples by 1895 and settled in Leipzig, Germany, to expand his creative and cultural horizons. Here, besides continuing his music studies, Alfano started an international career as a concert pianist, conductor and composer, penning several piano pieces and also his first theatrical essays (Miranda, La fonte di Enscir). This intensely creative period tempered his personality in view of a much wider leap—composing the opera, Risurrezione.

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Il giovane Alfano nel Nord-Europa

Una decina di lettere autografe, custodite presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli, consentono di far luce sulle fasi iniziali della vicenda artistica di Franco Alfano. Per allargare i suoi orizzonti artistici e culturali, nel 1895 il giovane maestro italiano decise di lasciare Napoli e si stabilì a Lipsia. Una volta che si trovò in terra germanica, oltre a proseguire gli studi, diede inizio alla sua carriera internazionale, muovendosi su più fronti: l’attività concertistica, la direzione d’orchestra e la composizione, con vari lavori per pianoforte e i primi tentativi in campo teatrale (Miranda e La fonte di Enscir). In tale fervore di iniziative ebbe modo di temprare la propria personalità artistica, in vista della tappa decisiva di Risurrezione.

 



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Mariagrazia Carlone

The Fondo Toscanini at the State Archive, Milan

A huge amount of Arturo Toscanini’s documents was recently (2012) acquired by the State and entrusted to the Milan State Archive (ASMi). It consists of three series—Music, Correspondence, and Photos; the first one, amounting to 172 pieces; it is inventoried and can be freely consulted. A concise description is offered here; readers are referred to the analytical inventory on the ASMi site for details. Although it only makes a small part of the material Toscanini put together over his long career, it provides a meaningful insight into his work and personality, by making available his compositions, some of his valuable orchestrations, and a relevant part of the music he conducted, collected, or was the dedicatee of.

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Il Fondo Toscanini all’Archivio di Stato di Milano

L’articolo dà informazioni sulla consistente mole documentaria relativa ad Arturo Toscanini, recentemente (2012) acquisita dallo Stato Italiano e affidata all'Archivio di Stato di Milano (ASMi). Delle tre serie documentarie (Musica, Carteggio, Fotografie) la prima (formata complessivamente da 172 pezzi) è stata inventariata dall'autrice ed è liberamente consultabile presso l'Archivio. Nell’articolo se ne dà una sommaria descrizione, rimandando all’inventario analitico (anche disponibile online sul sito dell’ASMi) per maggiori dettagli. Pur essendo una piccola parte di ciò che Arturo Toscanini accumulò nel corso della sua lunga carriera, questo materiale offre uno spaccato eloquente della sua attività e personalità, mettendo a disposizione degli studiosi le sue composizioni, alcune sue importanti orchestrazioni ed una parte significativa delle musiche da lui dirette, raccolte o che gli furono dedicate.

 



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Stefania Gitto

The Centro di Documentazione Musicale della Toscana: first thoughts on the exploration stage

By late 2013, the Tuscany Region endorsed an agreement with the Scuola di Musica di Fiesole Foundation library, to create the Centro di Documentazione Musicale della Toscana, as a tool to manage, catalog, and enhance all manuscript and printed music from all eras and traditions, found on the Tuscan territory. Reasons are explained that led to the birth of CeDoMus, as well as the scope of this structure devoted to notated musical heritage, and its current activities, especially the census data collected in a few provinces. Research methods are described and the first results are analyzed.

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Il Centro di Documentazione Musicale della Toscana: prime riflessioni emerse dall’attività di ricognizione

Alla fine del 2013 la Regione Toscana ha stipulato una convenzione con la biblioteca della Scuola di Musica di Fiesole Fondazione Onlus per la creazione del Centro di Documentazione Musicale della Toscana, con l'intento di offrire un supporto alle attività di gestione, catalogazione e valorizzazione della musica notata manoscritta e a stampa, di ogni epoca e tradizione, conservata sul territorio regionale. Vengono qui presentate le motivazioni che hanno portato alla nascita del CeDoMus, le finalità di un centro di documentazione dedicato al patrimonio bibliografico musicale e le diverse attività in corso di svolgimento, con particolare attenzione al lavoro di censimento svolto su alcune province toscane, del quale si descrivono sia le metodologie messe in campo per l'attività di ricognizione che l'analisi dei primi risultati.

 

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