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Sommari e abstract dei volumi

Rivista italiana di musicologia, XLVI (2011)

Inserito in Rivista Italiana di Musicologia

Sommario

Marco Gozzi, Editoriale

Saggi

  • Giacomo Baroffio, Testo e musica nei libri d’ore
  • James Haar - John Nádas, I cantori di San Giovanni a Firenze negli anni 1448-1469
  • Pier Giuseppe Gillio, Parola e musica nell’Ottocento italiano: correlazioni metriche
  • Alberto Basso, Di un nobile dilettante torinese, Luigi Cotti conte di Brusasco, e della sua libreria
  • Andrea Malvano, Un ritardando da non eseguire? Considerazioni sul finale di Fêtes
  • Marco Uvietta, Gesto, intenzionalità, indeterminazione nella poetica di Berio fra il 1956 e il 1966

Interventi

  • Guido Salvetti, Centocinquant’anni. E la cultura musicale? 

Interviste

  • Intervista a Giulio Cattin di Marco Gozzi 

Recensioni

Recensioni brevi

Libri ricevuti

Siti web

Regolamento per i referees

Norme per gli autori


Editoriale

Il quarantaseiesimo numero della «Rivista Italiana di Musicologia» intende festeggiare degnamente gli ottant’anni di un grande socio della Società Italiana di Musicologia, che è stato anche Presidente del sodalizio dal 1973 al 1979 e dal 1994 al 1997: Alberto Basso. È dunque con una nota di letizia che la «Rivista» si propone ai lettori nella sua veste rinnovata. Il breve curriculum e l’elenco delle principali pubblicazioni di questo fecondo studioso, che fa onore alla musicologia internazionale, sono posti a chiusura di questo editoriale, ma la mole impressionante di quei dati trasmette solo parzialmente la qualità, l’eccellenza e le doti scientifiche e morali di Alberto Basso. Per questo, senza ricorrere a tante parole celebrative, il Presidente, il Direttore della «Rivista» e l’intero Direttivo unitamente al Comitato di redazione hanno pensato di offrire questo numero per l’ottantesimo compleanno di Alberto Basso, non senza avergli chiesto prima un contributo che svetta nel cuore del volume.

I lettori della «Rivista Italiana di Musicologia» sono già a conoscenza dell’intenso lavoro di rinnovamento che ferve nella Società Italiana di Musicologia, in un momento di tagli e talvolta di azzeramenti dei contributi finanziari che tende a scoraggiare ogni entusiasmo.

Di tale rinnovamento la «Rivista» vuole essere un segno evidente e importante, in sinergia e non in competizione con gli altri strumenti societari come il sito (<www.sidm.it>), il bollettino, la rivista «Fonti Musicali Italiane», le numerose collane editoriali, le pubblicazioni e le diverse attività di studio, di ricerca, di promozione e organizzative (con lezioni, convegni, seminari, incontri) che la Società promuove secondo gli obiettivi statutari.

La prima novità è rappresentata dall’elezione di un nuovo direttore, nella persona di chi scrive, che sostituisce nel faticoso ma appassionante compito Paola Besutti, che ha lasciato la direzione dopo otto anni di impegno, non essendo più rieleggibile. Un sentito ringraziamento va a lei e a tutti i membri del comitato direttivo uscente per il clima sereno e partecipato nel lavoro e per il sostegno nella delicata fase di transizione dalla vecchia alla nuova gestione.

Il programma che accompagnava la mia candidatura alla direzione della «Rivista » conteneva poche essenziali idee per una modernizzazione e per un rilancio del periodico, in linea con i recenti standard internazionali. Il primo obiettivo indicato era il riassorbimento del ritardo editoriale. È da oltre dieci anni che la «Rivista» ha problemi di regolarità e di ritardi. Il Direttivo della Società eletto nel 2009 ha avviato e sostenuto con forza un progetto di risanamento di questa situazione e finalmente abbiamo una «Rivista» che esce in tempo reale: il presente volume, 2011, è in mano ai soci e raggiunge le biblioteche verso la metà dell’anno. È quindi con gioia e soddisfazione che registro il raggiungimento di questo traguardo non scontato. Sono peraltro consapevole che il risultato deve essere accompagnato dalla ripresa di una periodicità stabile e regolare. Sarebbe una riuscita solo apparente se la «Rivista» uscisse un anno in giugno, l’anno dopo in dicembre e il successivo in febbraio. Per consolidare questo risultato il Direttivo della Società e il comitato di redazione hanno deciso di uscire con un numero unico annuale, soluzione che permette di abbattere i costi (con un’unica spedizione annuale), di semplificare il rapporto con l’editore e di rendere stabile l’alternanza con gli altri periodici della Società: il bollettino e le «Fonti Musicali Italiane». Se la prossima assemblea ratificherà queste decisioni, la «Rivista» diventerà un robusto periodico annuale. La direzione e il comitato di redazione si impegnano a mantenere costante questo andamento positivo e a lavorare per una sempre migliore qualità del periodico. Tutti i soci, a partire dal Presidente e dai membri del Consiglio direttivo, sono invitati a vigilare e ad aiutare il comitato di redazione affinché la periodicità sia effettivamente stabile e regolare, collaborando anche fattivamente con l’invio di novità editoriali, di recensioni, di buoni contributi musicologici e con la segnalazione di progetti in corso, di siti web di interesse musicale e di tutte le grandi iniziative che si muovono in campo musicologico a livello internazionale.

Il secondo obiettivo indicato è quello di dotare la «Rivista» di un moderno sistema di referaggio anonimo. Lo richiede il prestigio della testata e lo pretende la serietà scientifica del periodico. La «Rivista» si è perciò dotata di un regolamento per i referees anonimi, che è pubblicato in chiusura di questo volume, prima delle Norme editoriali. A questo regolamento dovranno attenersi il comitato di redazione e tutti coloro che intendono pubblicare sulla «Rivista».

Il terzo obiettivo è quello di potenziare la reperibilità della rivista e di inserirla nei circuiti digitali, in modo da poter permettere l’accesso agli articoli online. Le «Fonti Musicali Italiane» possiedono già una fruibilità nel web. Per la «Rivista Italiana di Musicologia» si cercherà di entrare nei più accreditati circuiti destinati ai periodici scientifici di area umanistica, rendendo in questo modo la «Rivista» accessibile full-text anche ai maggiori motori di ricerca.

Chi guida ora la «Rivista» è consapevole di vivere in una stagione culturale nuova, nella quale non solo è meno facile comprendere e far comprendere la professione del musicologo, ma in cui è messa in discussione la stessa idea di ‘storia della musica’ e la cultura umanistica è sempre più marginalizzata.

Nel mondo politico e culturale italiano vige poi una particolare ignoranza nei confronti della musica e della sua dimensione storica e culturale. Sembra che la musica si debba solo fare (quando va bene) e che riflettere sull’esperienza musicale, sulle sue forme e sul contesto in cui vive sia solo una perdita di tempo: chiacchiere inutili di buontemponi. C’è l’incapacità di comprendere i valori assoluti della ricerca sull’esperienza musicale, anche a livello accademico. Non si considera quasi mai che l’esperienza musicale e i beni culturali che produce sono veri e grandi accadimenti storici, artistici e culturali, degni di essere conosciuti, indagati, spiegati e palesati anche all’interno di sintesi più vaste (che possono riguardare la storia, la sociologia, l’antropologia, la linguistica, la semiologia, la letteratura e mille altre discipline). La storia dell’arte si insegna nelle nostre scuole, la storia della musica è ignorata. In questo modo un intero popolo, da molti anni, è privato degli strumenti basilari della fruizione artisticomusicale, non viene educato alla bellezza, ma vive bombardato da tanta musica imposta e filtrata dal mercato. In questo panorama una piccola voce che parla di musica come la «Rivista», lavora perché ci possa essere, prima o poi, un’inversione di tendenza.

Un altro cambiamento profondo intervenuto non solo nella musicologia, ma in tutti i campi del sapere, ha a che fare con la moltiplicazione delle specializzazioni. Viviamo in un tempo in cui le sintesi e i grandi affreschi sembrano impossibili e in cui anche la seria divulgazione è diventata merce rarissima. L’estrema specializzazione è incoraggiata a livello accademico e nonostante si preconizzi la fine dell’editoria cartacea si assiste a una massiccia proliferazione di pubblicazioni, riviste, monografie, atti di congresso, festschrift sempre più incontrollabili e sempre più settoriali. Uno degli esiti è la crescente incomunicabilità fra gli studiosi e il disamore degli appassionati, che abbandonano gli ‘addetti ai lavori’ e si costruiscono blog, social network e altri strumenti informatici che li soddisfano maggiormente.

La «Rivista» crede ancora nella divulgazione alta e persegue la strada di una musicologia che vuole dialogare con la scienza e con la cultura moderne, non trascurando qualche affondo specialistico, di cui si potranno giovare studenti, studiosi e appassionati anche solo per le indicazioni bibliografiche generali.

È d’obbligo, infine, informare i soci e i lettori degli ulteriori cambiamenti che la «Rivista» conosce dall’anno 2011. Anzitutto il cambio dell’editore. Lo scorso numero della «Rivista», come annunciato nella quarta di copertina di quel volume, ha visto la conclusione del lungo e proficuo rapporto con l'editore Olschki, benemerito promotore di importanti testate e collane musicologiche.

La Società Italiana di Musicologia, attraverso un accordo firmato dal suo Presidente, ha ora affidato l’edizione e la distribuzione della «Rivista Italiana di Musicologia» alla Libreria Musicale Italiana (LIM) di Lucca, che qui ringrazio per la sensibilità e per la cordialità dimostrate rispetto alle esigenze di rinnovo della «Rivista».

La veste grafica rinnovata è il segno più evidente del desiderio di rinnovamento e di rilancio che ha animato i membri del comitato nei mesi di preparazione della «Rivista». Il contenuto si mantiene in linea con la gloriosa tradizione, ma introduce qualche piccola innovazione: alle consuete sezioni di ‘Saggi’, ‘Interventi’, ‘Recensioni’, ‘Schede’ (ora chiamate ‘Recensioni brevi’) e ‘Libri ricevuti’, si aggiunge la sezione ‘Interviste’, che inaugura un rapporto più diretto e umano con grandi personalità della riflessione musicologica internazionale, non mediato dall’usuale ‘prosa scientifica’ dei Saggi.

L’idea è quella di far dialogare maggiormente il periodico con la realtà e con le nuove tendenze della musicologia non solo italiana. Si potrà quindi inaugurare presto anche una nuova sezione di ‘Riflessioni, note e comunicazioni’, con notizie, brevi appunti, spigolature d’archivio, interventi di politica culturale e di attualità, informazioni su progetti di ricerca, siti web, risorse elettroniche, lavori in corso. Si potrà se il periodico uscirà tempestivamente e regolarmente.

Chiudono il numero il ‘regolamento per i referees’ al quale si è già accennato e le ‘norme editoriali’, destinate a chi vuole proporre un proprio lavoro per la pubblicazione. Ricorrono quest’anno i 150 anni dell’Unità d’Italia. La valenza simbolica delle celebrazioni rimanda a un messaggio di identità e unità nazionale e testimonia l’impegno di valorizzare quanto il territorio nazionale ha saputo esprimere anche in campo musicale e musicologico. Un periodico che s’intitola «Rivista Italiana di Musicologia» non poteva trascurare questo evento e il presidente della Società Italiana di Musicologia si è assunto l’onere di affrontare autorevomente il tema nell’Intervento dal titolo Centocinquant’anni. E la cultura musicale?

La storia di questa rivista ha una durata che è meno di un terzo di quella dell’Italia unita, tuttavia ha sempre lavorato per ampliare e rendere feconda la cultura musicale di questo Paese, tra i più ricchi al mondo di beni musicali. Il desiderio è che resti uno strumento culturalmente vivo ed efficace. Non dimentico infatti che il primo impegno della «Rivista Italiana di Musicologia» è quello di continuare ad essere ciò che è da quarantacinque anni: una grande rivista di Musicologia, metodologicamente rigorosa e di qualità, aperta a tutte le realtà vive della disciplina e capace di riscuotere l’attenzione e la stima non solo dei cultori italiani, ma anche del pubblico internazionale.

MARCO GOZZI

Società Italiana di Musicologia

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