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Fonti Musicali Italiane

Fonti Musicali Italiane, 10 (2005)

Inserito in Fonti Musicali Italiane

Sommario

  • F. Passadore, Una miscellanea di edizioni musicali del primo Seicento. Abstract.
  • B. Bigongiali, La “Merope” di Apostolo Zeno nelle versioni di Jommelli e Terradellas: libretti e fonti musicali manoscritte. Abstract.
  • S. Sabia, Carlo Giovanni Testori teorico e compositore: ricognizione delle fonti. Abstract.
  • Gian Giacomo Stiffoni, La compagnia d'opera dei Reales Sitios e il teatro De Los Caños del Peral di Madrid nella stagione 1776-77. Abstract.
  • A. Caroccia, La corrispondenza tra Florimo e Lauro Rossi. Abstract.
  • U. Piovano, Il contributo di Giulio Ricordi alla diffusione delle musiche per banda alla fine dell’Ottocento. Abstract.
  • V. Fano, Lo scacco di San Pietro a Majella. Guido Alberto Fano tra Martucci e Cilea. Abstract.
  • V. M. Marangi, Musica e diritto d’autore nell’era di Internet. Abstract.
  • Rassegna bibliografica 2004, a cura di Carmela Bongiovanni.

Abstract

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Francesco Passadore
Una miscellanea di edizioni musicali del primo Seicento

Una raccolta di undici edizioni musicali, pubblicate a Venezia e a Milano fra il 1613 e il 1649, scomparve mezzo secolo fa dalla Biblioteca del Conservatorio di musica di Padova (allora Liceo musicale 'C. Pollini'). Rientrata da poco nella propria sede di appartenenza, è finalmente possibile conoscerne i contenuti musicali e valutarne il valore artistico. Queste fonti vennero cucite assieme in modo da costituire un volume sulla cui legatura si legge Miscellanea / Raccolta di Musica di / Autori vari. Le undici edizioni contengono perlopiù composizioni vocali su testi profani e (pochi) morali, per organici da una a quattro voci, prevalentemente con il basso continuo o la chitarra; la monodia e il bicinium sono le espressioni dominanti della Miscellanea, così come la presenza della chitarra quale supporto armonico alle voci. I musicisti coinvolti tradiscono una smaccata preferenza per l'ambiente musicale dell'Italia settentrionale da parte di chi organizzò tale assemblaggio; anche il formato editoriale delle stampe è comune.
Motivo di particolare interesse è dovuto al fatto che solo quattro fonti sono note alla comunità musicologica. Repertori quali il Rism e il Nuovo Vogel ne avevano già censito altri esemplari (pochi in verità) presenti presso alcune biblioteche europee: Capricci poetici a 1-3 voci di Giovanni Felice Sances (Venezia, B. Magni, 1649); Arie a 1, 2, 3 voci di Filippo Vitali (Venezia, Magni, 1622); Amorosi concetti op. VII di Tomaso Cecchino (Venezia, G. Vincenti, 1616); Arie a una voce di Filippo Laurenzi (Venezia, B. Magni, 1643).
Ben sette sono invece le fonti sconosciute alla bibliografia musicale e che si presentano in questa collezione quali unica: Il secondo libro di arie e villançicos e cancioncillas a 2 e 3 voci, con accompagnamento di chitarra spagnola di Benedetto Sanseverino (Milano, F. Lomazzo, 1616); Soavissima lira d'Orfeo di Francesco Giuliani (Venezia, B. Magni, 1627); Bassi concenti di Michelangelo Brunerio (Venezia, B. Magni, 1641); Pietosi affetti di Domenico Pellegrini (Venezia, A. Vincenti, 1646); l'antologia profana monodica Orfeo. Musiche de diversi autori eccellentissimi da cantarsi a una e due voci (Venezia, B. Magni, 1613), con musiche di Giovanni Priuli, Bartolomeo Barbarino, Giovanni Battista Grillo, Giulio Caccini, Francescoo Rasi, Giovanni Sansone, Luigi Grani e Eleuterio Dazzi. Seguono Gratie et affetti amorosi di Marcantonio Aldigatti da Cesena (Venezia, Stampa del Gardano, 1627) e il Primo libro di madrigali a 2, 3, 4 voci del genovese Giovanni Maria Costa (Milano, G. Rolla, 1634).
Nell'insieme, di tratta di una ricca messe di fonti musicali che coinvolgono musicisti che hanno intrattenuto rapporti stretti e frequenti con il liuto o la chitarra, come peraltro si evince dalle loro biografie (per i pochi noti) o dai frontespizi delle edizioni.

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A miscellanea of early seventeenth century musical editions

Fifty years ago a collection of eleven musical editions, published at Venice and Milan between 1613 and 1649, vanished from the Library of the Padua Conservatory of Music (at that time the “C. Pollini” Musical Liceo). Reappearing a short while ago in its original habitat, it has finally been possible to study the musical contents and to assess the artistic value. The editions were bound together in a single volume on whose cover is printed Miscellanea / Raccolta di Musica di / Autori vari. The eleven editions contain for the most part vocal compositions with secular and (in a few cases) moralistic texts for one to four voices, generally with basso continuo or guitar accompaniment; monody and bicinium are predominant expressions of the Miscellanea, as is also the presence of the guitar as harmonic support of the voices. The musicians concerned betray a marked preference for the musical milieu of northern Italy on the part of whoever organized the collection; the editorial format, too, is identical in all eleven editions.
A point of particular interest arises from the fact that only four editions were already known in musicological circles. Collections like rism and nuovo vogel had previously listed other examples (very few in actual fact) preserved in European libraries: Giovanni Felice Sances' Capricci poetici for 1-3 voices (Venice, B. Magni, 1649); Filippo Vitali's Arie a 1, 2, 3 voci (Venice, Magni, 1622); Tomaso Cecchino's Amorosi concetti op. VII (Venice, G. Vincenti, 1616); Filippo Laurenzi's Arie a una voce (Venice, B. Magni, 1643).
Instead, there are seven sources in this unique collection which are so far unknown in musical bibliography: Il secondo libro di arie e villançicos e cancioncillas for 2 to 3 voices, accompanied by the Spanish guitar of Benedetto Sanseverino (Milan, F. Lomazzo, 1616); Francesco Giuliani's Soavissima lira d'Orfeo (Venice, B. Magni, 1627); Michelangelo Brunerio's Bassi concenti (Venice, B. Magni, 1641); Domenico Pellegrini's Pietosi affetti (Venice, A. Vincenti, 1646); the secular monodic anthology Orfeo. Musiche de diversi autori eccellentissimi da cantarsi a una e due voci (Venice, B. Magni, 1613) with music by Giovanni Priuli, Bartolomeo Barbarino, Giovanni Battista Grillo, Giulio Caccini, Francesco Rasi, Giovanni Sansone, Luigi Grani and Eleuterio Dazzi. Next, Marcantonio Aldigatti da Cesena's Gratie et affetti amorosi (Venice, Stampa del Gardano, 1627) and the Primo libro di madrigali a 2, 3, 4 voci of the Genoese Giovanni Maria Costa (Milan, G. Rolla, 1634).
As a whole, the collection represents a rich harvest of music sources involving musicians who had a close and frequent acquaintance with lute or guitar, as can be gathered from their biographies (for the few well-known) or from the title pages of the editions themselves.


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Biancamaria Bigongiali
La "Merope" di Apostolo Zeno nelle versioni di Jommelli e Terradellas: libretti e fonti musicali manoscritte

Il saggio prende in esame le fonti relative a due intonazioni dell'opera Merope, realizzate a breve distanza l'una dall'altra (rispettivamente nel 1742 a Venezia e nel 1743 a Roma) da due fra i principali compositori della metà del XVIII secolo, Niccolò Jommelli e Domingo Terradellas. Premessa indispensabile alla trattazione è la ricostruzione della stesura del dramma di Apostolo Zeno e delle vicissitudini legate alla sua prima rappresentazione tenutasi nel 1712 al Teatro S. Cassiano di Venezia con musica di Francesco Gasparini. Vengono poi esaminati i libretti a stampa relativi alla prima rappresentazione delle versioni di Jommelli e Terradellas, e alle successive riprese, mettendo in evidenza i mutamenti attuati nei vari allestimenti; inoltre, vengono discussi nel dettaglio alcuni libretti della Merope privi del nome del compositore e oggetto di opinabili attribuzioni ai due compositori.
La comparazione tra le partiture ed i libretti relativi alle prime rappresentazioni ha consentito di rilevare l'esistenza di notevoli divergenze interne. Risultati assai interessanti sono emersi relativamente alla versione di Jommelli: l'esistenza dell'autografo ha infatti permesso di cogliere la versione originaria del compositore il quale, probabilmente in una fase antecedente la stesura definitiva del testo del dramma e la definizione del cast, ha previsto in alcuni momenti dell'opera arie alternative per uno stesso personaggio o soluzioni musicali diverse per uno stesso testo. Le copie accolgono la versione definitiva relativamente a tali momenti, ma non discendono da un comune esemplare revisionato.
L'analisi comparata tra il testo del dramma nell'originaria stesura zeniana e quelli delle prime rappresentazioni delle versioni di Jommelli e Terradellas ha evidenziato la portata delle trasformazioni attuate, con esiti particolarmente interessanti relativamente alla definizione di nuove gerarchie tra i personaggi e alla delineazione del profilo psicologico di alcuni di essi. Infine, vengono trattati alcuni aspetti stilistico-formali delle due intonazioni, per mettere in luce le principali peculiarità dello stile compositivo di Jommelli e Terradellas

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Apostolo Zeno's Merope in the versions of Jommelli and Terradellas: libretti and manuscript musical sources

This paper examines the sources relative to two intonations of the opera Merope, realized at no great distance the one from the other (respectively 1742, Venice and 1743, Rome) by two of the principal composers of the mid-eighteenth century: Niccolò Jommelli and Domingo Terradellas. An essential requisite for this discussion is the reconstruction of the original text of Apostolo Zeno's drama and of the vicissitudes connected with its first performance in 1712 at Teatro S. Cassiano, Venice with music by Francesco Gasparini. The printed libretti pertaining to the first performance of the versions of Jommelli and Terradellas and to the subsequent repeats are then considered, evidencing the alterations made in the various productions; in addition, there is a detailed discussion of some libretti of Merope which lack the name of the composer and of which the attribution to Jommelli and Terradellas is open to doubt. Comparison between the scores and libretti of the first performances has made it possible to observe the existence of considerable divergences. Extremely interesting results have come to light in connection with Jommelli's opera: the existence of the autograph has in fact made it possible to establish the original version of the composer who (probably prior to the drafting of the definitive text of the drama and to the finalization of the cast) had foreseen at certain moments of the opera a choice of alternative arias for one particular character or of different musical solutions for the same text. The definitive choices effected for such moments are evident in the copies, which however do not appear to stem from a single common revised original. Comparative analysis between the text of the drama as originally written by Zeno and those of the first performances of the Jommelli and Terradellas versions has evidenced the extent of the transformations carried out, with especially interesting results relative to the definition of new hierarchies of the characters and to delineation of the psychological profile of some of these. Finally, some stylistic-formal aspects of the two intonations are discussed so as to throw light on the principal peculiarities of the compositional style of Jommelli and Terradellas.


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Serena Sabia
Carlo Giovanni Testori teorico e compositore: ricognizione delle fonti

L'articolo tratteggia la figura e l'opera di Carlo Giovanni Testori (Vercelli, 1714-1782) attraverso la ricognizione e l'analisi delle fonti manoscritte e a stampa testimoni delle sue attività. In particolare viene esaminato il manoscritto preparatorio alla pubblicazione de La musica ragionata (Vercelli, Giuseppe Panialis, 1767), conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, e si dà notizia dell'esistenza di due differenti edizioni del trattato (una priva e una completa di esempi musicali) e di due realizzazioni delle tavole ad opera di incisori diversi.
Le ricerche condotte hanno poi portato alla luce, oltre ad alcuni esemplari dei trattati di Testori sconosciuti al RISM, alcune sue composizioni strumentali considerate perdute: si tratta dei Dodici trio a due violini e basso (Biblioteca Civica di Casale Monferrato) e della Sonata cò dui mandolini e basso (Bibliothèque Nationale di Parigi).
L'articolo si chiude con il catalogo dei libretti stampati dalla tipografia Panialis a Vercelli; vi sono descritte tra l'altro alcune edizioni ignote al catalogo Sartori, tra cui quelle relative a La villanella rapita di Bianchi, Il barbiere di Siviglia di Paisiello e Il geloso in cimento di Anfossi, rappresentati a Novara rispettivamente nel 1785, 1786, 1788.

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Carlo Giovanni Testori, theoretician and composer: identification of sources

The article outlines the personality and work of Carlo Giovanni Testori (Vercelli, 1714-1782) through the identification and analysis of the manuscript and printed sources that witness his activities. In particular, the preparatory manuscript for the publication of La musica ragionata (Vercelli, Giuseppe Panialis, 1767) preserved at the Biblioteca Nazionale Universitaria, Turin is examined and notice given of the existence of two different editions of the treatise (the one lacking and the other completed by musical examples) and of two sets of illustrative plates, the work of different engravers.
Research carried out subsequently brought to light not only some examples of treatises of Testori unknown to the rism, but also some instrumental compositions believed lost: the Dodici trio a due violini e basso (Biblioteca Civica, Casale Monferrato) and the Sonata cò dui mandolini e basso (Bibliothèque Nationale, Paris).
The article concludes with the catalogue of the libretti printed by the Panialis printing house of Vercelli; some editions not included in the Sartori catalogue are also described, including those relative to Bianchi's La villanella rapita, Paisiello's Il barbiere di Siviglia and Anfossi's Il geloso in cimento, performed at Novara respectively in 1785, 1786 and 1788.


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Gian Giacomo Stiffoni
La compagnia d'opera dei Reales Sitios e il teatro De Los Caños del Peral di Madrid nella stagione 1776-77

Durante regno di Carlo III di Spagna (1759-1783) avviene una decisa diminuzione degli spettacoli operistici rispetto al periodo immediatamente precedente caratterizzato dalla direzione degli spettacoli della corte ad opera di Farinelli. Ciononostante dal 1767 al 1771, grazie all'iniziativa del conte d'Aranda, alcune compagnie itineranti d'opera d'origine italiana potranno mettere in scena alcune opere – soprattutto drammi giocosi – nei teatri dei palazzi dei Reales Sitios, in particolare per quelli di Aranjuez, S. Idelfonso e l'Escorial. Nel 1776, dopo cinque anni d'inattività, una nuova compagnia è invitata ad esibirsi nuovamente a S. Idelfonso. La dirige come impresario il noto baritono Francesco Benucci con la collaborazione di altri tre soci: Geronimo Borsello e Carlo e Luigi Zanini. Grazie al ritrovamento di una scrittura notarile relativa ad un accordo preso da tale compagnia con il Comune di Madrid per la rappresentazione nel teatro dei Caños del Peral di opere già messe in scena nei Reales Sitios durante la stagione invernale di quell'anno, è stato possibile conoscere aspetti riguardanti la sua composizione (cantanti, ballerini, maestro di cappella e composizione dell'orchestra) e le sue caratteristiche organizzative. L'analisi di tale documento fornisce inoltre importanti dati circa le caratteristiche del contratto. Una scrittura che, oltre a descrivere dettagliatamente la relazione della compagnia dei Reales Sitios con l'attività teatrale della capitale, getta nuova luce sui legami tra la Corte e il Comune per ciò che riguarda la gestione dello spettacolo operistico nella Madrid degli anni Settanta del Settecento. Un tema ancora poco studiato, e che attende studi più approfonditi.

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The operatic company of the Reales Sitios and the De Los Caños del Peral Theatre of Madrid in the 1776-77 season

During the reign of Charles iii of Spain (1759-1783) there was a decided decline in operatic performances compared with the immediately preceding period, which was characterized by the direction of court performances by Farinelli. Nevertheless, thanks to the initiative of Count d'Aranda, a few touring companies of Italian origin were able to stage some operas – mainly comic – from 1767 to 1771 in the theatres of the Reales Sitios (Royal Palaces), in particular those of Aranjuez, San Idelfonso and Escorial.
In 1776, after five years of inactivity, a new company was invited to give performances once again at San Idelfonso. The company director was the well-known baritone Francesco Benucci, with the collaboration of three associates: Geronimo Borsello and Carlo and Luigi Zanini. Thanks to the discovery of a notarial act relative to the agreement between the company and the Madrid Municipality for the performance in the Caños del Peral theatre of operas already given in the Reales Sitios during the winter season of the same year, it has been possible to gather detailed information on the company's structure (singers, ballet-dancers, choirmaster, orchestral arrangement) and its organizational characteristics. In addition, analysis of this document provides important data concerning the details of the agreement. A contract which, as well as describing in detail the relation of the Reales Sitios company with the theatrical activity of the Spanish capital, throws fresh light on Court/Municipality relations in connection with the management of operatic performances in the Madrid of the Seventies of the eighteenth century. A theme which has been somewhat neglected to date, but which deserves a more comprehensive study.


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Ugo Piovano
Il contributo di Giulio Ricordi alla diffusione delle musiche per banda alla fine dell'Ottocento

Nell'Ottocento la banda musicale era la realtà musicale più diffusa in tutto il territorio italiano grazie alle numerose bande militari reggimentali, alle bande municipali (spesso dirette eredi dei Corpi di musica della Guardia nazionale) e ad una miriade di società filarmoniche. In conseguenza si sviluppò una certa attività editoriale, frenata però dal fatto che il repertorio era in gran parte formato da trascrizioni e da ballabili originali pensati per i differenti organici dei vari complessi.
Nel 1888, assumendo la direzione della ditta dopo la morte del padre Tito, Giulio Ricordi avviò una serie di attività editoriali sinergiche destinate a lasciare il segno nel mondo bandistico:

  • Pubblicazione del Manuale del Capomusica di Amintore Galli (1889)
  • Pubblicazione di «Metodi Popolari per strumenti a fiato» (19 in tutto nel periodo 1893-1896)
  • Concorsi annuali di composizione bandistica (5 fra il 1888 ed il 1892)
  • Pubblicazione dell'intero catalogo bandistico dell'editore Francesco Lucca (acquisito il 30 maggio 1888)
  • Pubblicazione regolare di numerose composizioni per banda di vario organico
  • Creazione di alcune collane specifiche in abbonamento, con relativo permesso esecutivo della Società degli Autori:
  1. «Biblioteca dei Corpi di Musica Civili e Militari» (374 pezzi in 30 serie annuali: 1888-1917)
  2. «Biblioteca Popolare dei Corpi di Musica e Fanfare» (366 pezzi: 1897-1918)
  3. «Piccola Biblioteca Popolare della Fanfara» (11 pezzi: 1902, 1907, 1916)
  4. «La Piccola Banda. Concertini» (23 pezzi: 1904-1905)
Il presente saggio espone brevemente le linee di sviluppo delle varie iniziative nel panorama dell'epoca mettendo a fuoco le questioni più importanti collegate, fra le quali spiccano la formazione dei capo-musica e dei musicanti, l'organico dei complessi bandistici ed il loro repertorio.
Il saggio è completato dal catalogo completo delle pubblicazioni per banda edite da Ricordi fino al 1917, integrato dalle date di incisione dei pezzi desunte dai Libroni Ricordi, suddiviso in: Catalogo Generale, Biblioteca dei Corpi di musica civili e militari, Biblioteca popolare dei Corpi di musica e Fanfare.

 

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The contribution of Giulio Ricordi to the diffusion of band music at the close of the nineteenth century

During the nineteenth century, the band was the most widespread musical reality throughout Italy, thanks to numerous regimental military bands, to town bands (frequently direct heirs of the various Corpi di Musica of the National Guard) and to the multitude of philharmonic societies. A certain publishing activity consequently developed, but only to a limited extent owing to the fact that the repertoire consisted mainly of transcriptions and original dance music composed for the different formations of the various ensembles. In 1888 Giulio Ricordi took over the firm on the death of his father, Tito, and launched a series of synergistic publishing initiatives which became extremely popular in band circles:

  • publication of Amintore Galli's Manuale del Capomusica (1889);
  • publication of Metodi populari per strumenti a fiato (19 altogether in the period 1893-1896);
  • annual competitions for composition of music for bands (5 between 1888 and 1892);
  • publication of the complete catalogue of band music published by Francesco Lucca and acquired 30 May 1888;
  • regular publication of numerous compositions for bands of varying size;
  • publication of band music series available by subscription with attached authorization for performance released by the Società degli Autori:
  1. «Biblioteca dei Corpi di Musica Civili e Militari» (374 pieces in 30 annual series: 1888-1917)
  2. «Biblioteca Popolare dei Corpi di Musica e Fanfare» (366 pieces: 1897-1918)
  3. «Piccola Biblioteca Popolare della Fanfara» (11 pieces: 1902, 1907, 1916)
  4. «La Piccola Banda. Concertini» (23 pieces: 1904-1905)
The paper describes briefly the lines of development of the various initiatives in the panorama of the period, bringing into focus the more important relative issues, in particular the training of bandmaster and players, the composition of the bands and their repertoires. The paper concludes with a complete catalogue of the publications for band by Ricordi up to 1917, integrated with the dates of pieces extracted from the Libroni Ricordi and subdivided as follows: General Catalogue, Biblioteca dei Corpi di musica civili e militari, Biblioteca popolare dei Corpi di musica e Fanfare.

 


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Antonio Caroccia
La corrispondenza tra Francesco Florimo e Lauro Rossi

La corrispondenza tra Francesco Florimo (bibliotecario per vari decenni del Conservatorio di Napoli) e Lauro Rossi (compositore e direttore del Conservatorio di Milano prima e di quello di Napoli poi) fornisce agli studiosi una preziosa fonte informativa sulla vita musicale dell'Ottocento italiano. Le 230 lettere inviate da Rossi a Florimo tra il 1846 e il 1884 sono contenute in uno dei 34 volumi di corrispondenza allestita da Florimo e conservata presso il Conservatorio di musica “S. Pietro a Majella” di Napoli.
Il presente lavoro propone un'esame delle più interessanti tematiche trattate nell'arco degli anni da Florimo e Rossi attraverso un intenso rapporto epistolare. Tra gli argomenti maggiormente cari ai due interlocutori è da evidenziare il continuo riferimento all'importanza dell'Archivio del Collegio di musica di Napoli, quale fonte inesauribile di documenti musicali; lo stesso Rossi si rivolse sovente a Florimo per chiedere copie di partiture o per donarne a sua volta. Di grande rilievo, inoltre, per la conoscenza delle opere di Lauro Rossi, sono le lettere che testimoniano le fasi della preparazione delle composizioni e i resoconti sulle rappresentazioni. Si ha testimonianza poi della volontà del musicista maceratese dal 1863 di concorrere al posto di direttore del Collegio di musica di Napoli, del desiderio di procedere al rinnovamento della didattica coincidente con la riforma dell'istruzione e degli istituti musicali voluta dall'allora Ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti. Parecchie lettere toccano il tema della riorganizzazione dell'insegnamento della musica, argomento determinante all'epoca per il futuro del collegio napoletano e degli istituti musicali italiani.
Vengono inoltre valutati il linguaggio e le modalità comunicative tra i due artisti, con riferimento alle allusioni e al connubio tra il linguaggio istituzionale e l'eloquio comune del semplice biglietto informale. Il contributo è completato da un regesto di queste lettere ordinato cronologicamente e da inediti documenti archivistici.

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The Florimo-Rossi letters

The correspondence between Francesco Florimo (librarian of the Naples Conservatory for over thirty years ) and Lauro Rossi (composer and director first of Milan and subsequently of Naples Conservatory) is an invaluable source of information for scholars on musical life in Italy during the nineteenth century. The 230 letters sent by Rossi to Florimo between 1846 and 1884 are incorporated in one of the 34 volumes of correspondence collected by Florimo and preserved at the “S. Pietro a Majella” Conservatory of Naples. The present article proposes to examine the more interesting themes discussed by Florimo and Rossi over the years in their intense epistolary relationship. Among the subjects particularly dear to the two correspondents is the constant reference to the importance of the Archives of the Naples Collegio di Musica as an inexhaustible source of musical documentation. Rossi frequently appeals to Florimo requesting copies of scores or, in turn, sending them himself. In addition (of great importance for information on the works of Lauro Rossi), there are letters giving evidence on the preparative stages of operas and accounts of their performance. There is also proof of the desire of the Macerata musician to stand for the position of director of the Naples Conservatory in 1863, of his determination to take in hand the renovation of the didactics in line with the reform of musical education and institutions desired by the then Minister of Public Education, Cesare Correnti. Many letters broach the subject of reorganization of the teaching of music, a decisive topic at the time for the future of the Neapolitan conservatory and of Italian musical institutions.
In addition, the language and modality of communication between the two artists are considered, with reference to the allusions and mixture of institutional language and the informal style of the simple notelet. The paper is completed by a classification of the letters in chronological order and by unpublished archival documents.


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Vitale Fano
Lo scacco di San Pietro a Majella. Guido Alberto Fano tra Martucci e Cilea

Il saggio ripercorre le vicende del conservatorio di Napoli nei quattro anni in cui vi fu direttore Guido Alberto Fano, pianista, direttore d'orchestra e compositore padovano vissuto fra il 1875 e il 1961. Giunto a Napoli nel 1912, tre anni dopo la morte del precedente direttore Giuseppe Martucci, per sistemare una situazione di difficile gestione didattica e amministrativa, Fano consegue all'inizio risultati apprezzabili. Coadiuvato nella sua opera da un regio commissario inviato da Roma, il veneziano Alberto Salvagnini, e sostenuto da una buona parte dell'ambiente musicale napoletano, il direttore è invece osteggiato da un gruppo di colleghi, musicisti e critici giornalistici che non gradiscono l'invio di un settentrionale alla guida del conservatorio. Questi, probabilmente ispirati da Rocco Pagliara, bibliotecario del conservatorio, ingaggiano un'aspra battaglia contro il direttore riuscendo a ottenerne, nel 1916, il trasferimento a Palermo e il contestuale spostamento di Francesco Cilea da Palermo a Napoli. Indubbio momento di svolta nella vicenda è l'alternanza del ministro della pubblica istruzione avvenuta nel 1914 - quando a Luigi Credaro, che aveva sempre appoggiato l'operato di Fano, succedono prima Edoardo Daneo e poi Pasquale Grippo - e la conseguente istituzione di un nuovo organismo amministrativo del conservatorio denominato “Giunta di vigilanza” che opera in aperto contrasto con il direttore.
A testimonianza di tutto questo viene citata e trascritta una consistente documentazione, costituita da articoli di giornale, lettere, relazioni amministrative, comunicazioni ministeriali, verbali della Giunta di vigilanza ecc. oggi conservati a Napoli (in conservatorio e nelle biblioteche cittadine) e a Venezia (presso l'Archivio Fano); questi mostrano come quegli anni siano stati assai fecondi e ricchi di attività per l'istituto napoletano, e come l'iniziativa e la tenacia del giovane direttore abbiano dato inizio a un concreto risanamento della situazione artistica, didattica e amministrativa del conservatorio. Emerge inoltre come la stampa e la cittadinanza abbiano seguito con straordinaria attenzione tale evoluzione, sostenendo e riconoscendo a gran voce la rinascita del conservatorio, e opponendosi con indignazione alle macchinazioni operate ai danni della direzione.

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Checkmate at San Pietro a Majella. Guido Alberto Fano between Martucci and Cilea

This paper retraces the fortunes of the Naples Conservatory during the four years when the director was Guido Alberto Fano, pianist, conductor and composer from Padua (1875-1961). Arriving in Naples in 1912, three years after the death of the previous director Giuseppe Martucci, to reorganize a difficult didactic and administrative situation, Fano at first achieved remarkable results. Assisted in his work by a royal commissioner from Rome, the Venetian Alberto Salvagnini, and supported by a good part of the Neapolitan musical milieu, Fano was instead opposed by a group of colleagues, musicians and newspaper critics who resented the appointment of a northerner to the direction of the conservatory. Probably prompted by Rocco Pagliara, the conservatory librarian, they engaged in a bitter campaign against the director and succeeded, in 1916, in getting him transferred to Palermo and at the same time moving Francesco Cilea from Palermo to Naples. An unquestionable turning point in the affair was the alternation of the Minister of Public Education in 1914 - when Luigi Credaro (who had always upheld the work of Fano) was succeeded first by Edoardo Daneo and then by Pasquale Grippo - and the consequent setting-up of a new administrative structure in the conservatory entitled “Supervisory Council” which operated in open opposition to the director. A substantial documentation is cited and reproduced as proof of the above, consisting of newspaper articles, letters, administrative reports, ministerial communications, minutes of the Supervisory Council, etc. which are preserved at Naples at the conservatory, and in the municipal libraries, and at Venice in the Fano Archive. These documents testify that those years were extremely fruitful and replete with activity for the Neapolitan institution and that the initiative and tenacity of the young director resulted in a radical reorganization of the artistic, didactic and administrative situation at the conservatory. In addition, they evidence how the press and general public followed with great attention this evolution, supporting and appreciating vociferously the rebirth of the conservatory, and in addition opposing with indignation the prejudicial intrigues against the executive management.


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Valentina Mirella Marangi
Musica e diritto d'autore nell'era di Internet

Alcune recenti innovazioni tecnologiche legate all'affermazione del formato digitale e all'avvento delle reti telematiche hanno influenzato e orientato le più recenti tendenze nel consumo di musica, che accanto ai tradizionali supporti fonografici vede affermarsi nuovi metodi di distribuzione digitale attraverso la rete Internet. Da tali trasformazioni nella fruizione della musica sono derivate importanti conseguenze nel complessivo sistema giuridico di tutela del diritto d'autore. Il saggio prende in esame, dal punto di vista dell'utente, alcuni aspetti giuridici tipici del consumo di musica attraverso la rete Internet, alla luce della più recente evoluzione giuridica italiana, comunitaria ed internazionale e delle considerazioni espresse nel vivace dibattito teorico che ne è scaturito. Vengono inoltre esaminati i principali aspetti tecnici e giuridici legati al fenomeno del file-sharing e dei più recenti servizi introdotti nell'ambito del mercato legale di musica digitale.

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Music and copyright in the age of Internet

Some recent technological innovations connected with the affirmation of the digital format and the advent of telecommunication networks have influenced and orientated the most recent tendencies in the consumption of music; in fact, alongside the traditional phonographic supports new methods of digital distribution via Internet are now firmly established. Important consequences have arisen in the overall juridical system protecting copyright in connection with these changes in the utilization of music. This article examines – from the point of view of the user – some legal aspects typical of music consumption via the Internet network in the light of the recent evolution of Italian, European and international jurisprudence and of the opinions expressed during a recent lively theoretical debate on the subject. Furthermore, the paper discusses the principal technical and juridical features connected with the file-sharing arrangement and the most recent services introduced in the lawful digital music market.

Società Italiana di Musicologia

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