Il ritorno di Figaro in patria: Some Comments on the Reception of Paisiello’s Il barbiere di Siviglia in Madrid

  • Aurèlia Pessarrodona Pérez

Abstract

Attualmente abbiamo un’ampia conoscenza dell’emergere dell’attività operistica nei teatri impresariali spagnoli dalla metà del XVIII secolo in poi. Tuttavia, non ci sono ancora studi sulla ricezione in Spagna del repertorio operistico che aveva maggior rilevanza nei circuiti impresariali europei di fine Settecento. Per cominciare a colmare questo vuoto, questo articolo si propone di esaminare la ricezione spagnola de Il barbiere di Siviglia (1782) di Paisiello, una delle opere più popolari del circuito impresariale europeo. Questo approccio include non solo testimonianze della stampa, documentazione d’archivio e un confronto filologico tra le partiture italiane e spagnole, ma anche un’analisi drammaturgico-musicale delle fonti primarie, al fine di comprendere il processo di adattamento dell’opera al gusto spagnolo nel suo contesto teatrale, soprattutto nel caso di Madrid. In effetti, nelle sue messe in scena madrilene l’opera subì un’importante trasformazione, il cui aspetto più evidente fu il suo adattamento al più agile formato della zarzuela – con la traduzione del testo in spagnolo, la trasformazione dei recitativi in dialoghi parlati, l’eliminazione dell’inappropriata seghidiglia spagnuola e il rispetto della convenzione secondo la quale a interpretare il ruolo di Figaro doveva essere il gracioso, basso, grasso e carismatico, anche quando la sua voce non era all’altezza della parte.

Pubblicato
2021-09-22
Fascicolo
Sezione
Saggi