Improvvisare per comporre o comporre per improvvisare? La scrittura di Giancarlo Schiaffini per Nuove Forme Sonore

Autori

  • Francesca Scigliuzzo

Abstract

Giancarlo Schiaffini è uno dei protagonisti più importanti della Nuova Musica in Italia, costantemente attivo e curioso nell’esplorare stili e pratiche performative diversi, all’incrocio tra improvvisazione, composizione e performance. In particolare, il suo lavoro come compositore per Nuove Forme Sonore – un gruppo di compositori, improvvisatori e performer da lui fondato nel 1970 insieme a Jesús Villa-Rojo, clarinettista e compositore catalano – è un ottimo esempio di come il musicista sia riuscito a combinare le tre pratiche, creando un sistema di notazione aperto, sia nella fase di scrittura sia nell’esecuzione, alle azioni e ai gesti dei musicisti-improvvisatori per cui scrive. Questo articolo discute le caratteristiche principali della composizione e dell’esecuzione musicale di Schiaffini ed esamina il rapporto tra improvvisazione e composizione analizzando alcune delle sue partiture, sia pubblicate sia inedite, composte per Nuove Forme Sonore: (Aux) Champignon (1970-1971) e Gospel (1971; 1973-1974). Attraverso l’esperienza ancora inesplorata del trombonista e del suo gruppo, il documento esplora le possibili relazioni tra improvvisazione, composizione ed esecuzione, con l’obiettivo di contribuire più in generale al superamento delle visioni dicotomiche e gerarchiche di pratiche che rivelano equilibri complessi e sfumature multiple, sia nella teoria sia nell’azione.

##submission.downloads##

Pubblicato

09/17/2025 — Aggiornato il 09/18/2025

Fascicolo

Sezione

Articoli