https://sidm.it/ojs/index.php/ridm/issue/feedRivista Italiana di Musicologia2025-09-17T15:48:10+02:00Webmaster SIdMwebmaster@sidm.itOpen Journal Systems<div style="display: flex; align-items: center;"><img class="journalPicture" src="https://www.sidm.it/ojs/public/site/images/miraojs/cover_issue_59_it_IT_crop.png" alt="Rivista Italiana di Musicologia" /> <div style="margin: 0 0 0 10px;">La «Rivista Italiana di Musicologia», fondata nel 1966 quale organo ufficiale della Società Italiana di Musicologia, è un periodico peer-reviewed che pubblica saggi, interventi, recensioni e informazioni bibliografiche riguardanti tutte le principali aree storiche e tematiche, le metodologie, gli orientamenti della musicologia contemporanea.</div> </div>https://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1121Il ms. Q.11 del Museo della Musica di Bologna tra Francia e ‘Lombardia’2025-09-17T11:34:26+02:00Alessandra Fioriwebmaster@sidm.it<p class="p1">Il manoscritto I-Bc Q.11 è un codice miscellaneo risalente alla fine del XIII e all’inizio del XIV secolo, appartenuto alla collezione di padre G.B. Martini. Il manoscritto contiene brani monodici e polifonici della Messa e dell’Ufficio, tropi e sequenze, per un totale di 13 <em>unica</em> e 10 brani polifonici. Diversi indizi fanno supporre che appartenesse a un monastero femminile dell’Italia settentrionale, in particolare la fonte contiene tre canti (due alleluia e una sequenza) dedicati a Santa Margherita. Il secondo fascicolo del manoscritto, che contiene diversi brani a due voci, si distingue per la sua struttura e scrittura uniformi e i canti in esso contenuti sono legati al repertorio parigino di Notre-Dame. In altre parti del manoscritto, la scrittura polifonica segue lo stile noto come ‘polifonia semplice’, molto diffuso negli ambienti monastici. Uno studio approfondito dello scriba che firma con il nome di <em>Stephanus de Laudosio</em> in c. 11 (una figura già nota agli studiosi in quanto autore di una <em>Summula de cantu plano</em>) ha finalmente permesso di ricostruire alcuni fatti della sua biografia e di formulare ipotesi sulla storia del manoscritto: la sua possibile origine in Lombardia, il suo possesso da parte di una comunità femminile a Bologna e la sua introduzione nella collezione di padre Martini.</p>2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1123«Judicium aurium superbissimum». Gli strumenti musicali e la loro voce da Crousaz a Diderot2025-09-17T11:55:02+02:00Marcello Rizzellowebmaster@sidm.it<p class="p1">Questo saggio esamina un gruppo di testi ben noti nella storia dell’estetica moderna, fondamentali per il panorama francese (e non solo) del XVIII secolo: il <em>Traité du beau</em> (1715) di Jean-Pierre de Crousaz, le <em>Réflexions critiques sur la poésie et sur la peinture</em> (1719) di Jean-Baptiste Dubos, l’<em>Essai</em> <em>sur le beau</em> (1741) di Yves-Marie André e <em>Les beaux arts réduits à un même principe</em> (1746) di Charles Batteux. A questi si aggiungono molti altri scritti di Denis Diderot, tra cui la <em>Lettre sur le sourds et muets</em> (1751), alcuni articoli dell’<em>Encyclopédie</em> e le <em>Leçons de clavecin et principes d’harmonie</em> (1771). Il tema principale di indagine è la considerazione sia dello strumento musicale in sé sia della sua peculiare espressione sonora. Da questo punto si sviluppano numerosi problemi del pensiero settecentesco: ad esempio, lo status della musica come pratica artistica destinata alla fruizione e la sua possibilità di partecipare al tradizionale paradigma imitativo (come linguaggio e forma di rappresentazione). Più specificamente, sono messi in evidenza l’emancipazione teorica del genere strumentale e il suo rapporto con la voce, quest’ultima normalmente considerata uno dei mezzi naturali più importanti dell’espressione umana: tuttavia, lo strumento musicale, opera dell’ingegno, acquisisce sempre più dignità nel suo rapporto dialettico con il corpo vivente, eguagliando quasi la sua capacità comunicativa e consentendo così la legittimazione della voce ‘strumentale’. È così illustrato un piccolo frammento dell’evoluzione del pensiero francese sulla musica per fornire una panoramica di uno dei tanti sviluppi del binomio arte-natura, centrale anche nel pensiero moderno.</p>2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1124La ricezione dei metodi compositivi italiani nella Vienna di Beethoven2025-09-17T12:33:56+02:00Elisa Novarawebmaster@sidm.it<p class="p1">Questo articolo intende delineare i possibili collegamenti con i metodi compositivi italiani che Beethoven potrebbe aver incontrato, direttamente o indirettamente, e collocarli nel contesto più ampio della loro ricezione a Vienna intorno al 1800. Il collegamento più evidente è senza dubbio quello con l’importante maestro italiano che incrociò la vita di Beethoven a Vienna per diversi anni a partire dal 1801: Antonio Salieri. Ma fino a che punto i metodi pedagogici di Salieri sono realmente ‘italiani’, dato che lasciò Venezia all’età di sedici anni per studiare composizione a Vienna con Florian Gassmann? L’articolo si propone di fornire una breve panoramica dei metodi didattici di Salieri, nella misura in cui possono essere ricostruiti dai resoconti storici e dagli esercizi che Beethoven completò durante i suoi studi con lui. Attraverso queste fonti si cercherà di mettere a fuoco l’approccio pratico, teorico e stilistico adottato da Salieri, collocandolo nel quadro più generale dei metodi didattici contemporanei. Sulla base di articoli e testimonianze dell’epoca, si sosterrà che già ai tempi di Beethoven i metodi compositivi italiani erano percepiti come ‘classici’ e quindi in parte come modelli arcaici appartenenti al passato. Tuttavia, le loro tracce appaiono così profonde da riemergere a vari livelli, dai trattati teorici alle tecniche di insegnamento, dai modelli improvvisativi al vocabolario musicale stesso.</p>2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1125Improvvisare per comporre o comporre per improvvisare? La scrittura di Giancarlo Schiaffini per Nuove Forme Sonore2025-09-17T14:40:42+02:00Francesca Scigliuzzowebmaster@sidm.it<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;">Giancarlo Schiaffini è uno dei protagonisti più importanti della Nuova Musica in Italia, costantemente attivo e curioso nell’esplorare stili e pratiche performative diversi, all’incrocio tra improvvisazione, composizione e performance. In particolare, il suo lavoro come compositore per Nuove Forme Sonore – un gruppo di compositori, improvvisatori e performer da lui fondato nel 1970 insieme a Jesús Villa-Rojo, clarinettista e compositore catalano – è un ottimo esempio di come il musicista sia riuscito a combinare le tre pratiche, creando un sistema di notazione aperto, sia nella fase di scrittura sia nell’esecuzione, alle azioni e ai gesti dei musicisti-improvvisatori per cui scrive. Questo articolo discute le caratteristiche principali della composizione e dell’esecuzione musicale di Schiaffini ed esamina il rapporto tra improvvisazione e composizione analizzando alcune delle sue partiture, sia pubblicate sia inedite, composte per Nuove Forme Sonore: </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><em>(Aux) Champignon</em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"> (1970-1971) e </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"><em>Gospel</em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Garamond, serif;"> (1971; 1973-1974). Attraverso l’esperienza ancora inesplorata del trombonista e del suo gruppo, il documento esplora le possibili relazioni tra improvvisazione, composizione ed esecuzione, con l’obiettivo di contribuire più in generale al superamento delle visioni dicotomiche e gerarchiche di pratiche che rivelano equilibri complessi e sfumature multiple, sia nella teoria sia nell’azione.</span></span></p>2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1126Alice di Francesco De Gregori, tra sogno e realtà: una lettura intertestuale e poetico-musicale2025-09-17T15:05:00+02:00Stefano La Viawebmaster@sidm.it<p class="p1">Il presunto ‘ermetismo’ delle prime canzoni di Francesco De Gregori, vagamente attribuito alla scarsa comprensibilità e coerenza dei loro testi verbali, è forse uno dei luoghi comuni più tenaci della critica musicale italiana. Al punto da suscitare non solo la comprensibile perplessità del cantautore, ma anche il suo preventivo divieto di qualsiasi possibile sforzo esegetico. Nel caso di <em>Alice</em> (primo brano del suo album di debutto da solista), ci sono almeno due elementi strutturali, entrambi trascurati dagli studiosi, che contribuiscono a collegare e dare significato a immagini verbali che, a un esame più attento, risultano tutt’altro che ‘ermetiche’ e ‘disgiunte’: (1) la loro natura largamente intertestuale, soprattutto ma non solo in riferimento al romanzo in due parti di Lewis Carroll (<em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em>, <em>Attraverso lo specchio</em>); (2) il modo in cui tali immagini verbali sono inserite ciclicamente in un flusso musicale perfettamente logico, coerente e puntualmente espressivo, tale da svolgere, nel complesso, una funzione per così dire ‘onirico-narrativa’.</p>2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1122Editoriale2025-09-17T11:59:27+02:00Maria Teresa Arfiniwebmaster@sidm.it2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1127Tra media, pratiche e oggetti della cultura contemporanea: una riflessione sui popular music studies in Italia2025-09-17T15:10:35+02:00Alessandro Bratuswebmaster@sidm.it2025-09-18T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1128Recensioni2025-09-17T15:41:15+02:00Robert Nosowwebmaster@sidm.itStefano Lorenzettiwebmaster@sidm.itFederico Fornoniwebmaster@sidm.itDaniele Palmawebmaster@sidm.itMarinella Acerrawebmaster@sidm.itStefano La Viawebmaster@sidm.it2025-09-17T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1129Autori e collaboratori2025-09-17T15:44:15+02:002025-09-17T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologiahttps://sidm.it/ojs/index.php/ridm/article/view/1130Libri ricevuti2025-09-17T15:48:10+02:002025-09-17T00:00:00+02:00Copyright (c) 2025 Rivista Italiana di Musicologia