Lucca, LIM, 2005
(Repertori musicali, 5)
[…] La storia dell’interpretazione strumentale scarlattiana degli ultimi centocinquant’anni è una storia complessa e accidentata, ricca di sviluppi, evoluzioni, sorprendenti svolte, inattesi ritorni, bruschi cambi di direzione. Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la produzione sonatistica di Scarlatti non solo si è imposta definitivamente nei due differenti domini della didattica e del concertismo, ma si è anche rivelata – sotto il profilo interpretativo – nella sua irriducibile complessità.
Sommario
Parte prima – il contesto
- Cenni biografici; Un “contesto” per le Sonate scarlattiane?
Parte seconda – il testo
- Premessa: le fonti e le relative problematiche;
- La Sonata-Toccata;
- La teatralità implicita nelle Sonate;
- Il rapporto con il folklore andaluso;
- “Mille diavoli alla tastiera”: il virtuosismo scarlattiano;
- Sonata come grande affresco;
- Quali testi per le Sonate?
- Le Sonate “a due” o “a tre” e le musiche non sonatistiche
- Forma e funzioni formali.
Parte terza – l’interpretazione
- Questioni di stile e di interpretazione;
- Gli strumenti delle Sonate;
- La Sonata K9 al pianoforte, da Rachmaninov a Barenboim;
- L’interpretazione del contrappunto;
- Scelte strumentali e aspetti strutturali
- Il tempo e l’idea della forma in alcune interpretazioni della Sonata K 175
- Abbellimenti e improvvisazioni: alcuni casi esemplari
Bibliografia