Alice di Francesco De Gregori, tra sogno e realtà: una lettura intertestuale e poetico-musicale

Autori

  • Stefano La Via

Abstract

Il presunto ‘ermetismo’ delle prime canzoni di Francesco De Gregori, vagamente attribuito alla scarsa comprensibilità e coerenza dei loro testi verbali, è forse uno dei luoghi comuni più tenaci della critica musicale italiana. Al punto da suscitare non solo la comprensibile perplessità del cantautore, ma anche il suo preventivo divieto di qualsiasi possibile sforzo esegetico. Nel caso di Alice (primo brano del suo album di debutto da solista), ci sono almeno due elementi strutturali, entrambi trascurati dagli studiosi, che contribuiscono a collegare e dare significato a immagini verbali che, a un esame più attento, risultano tutt’altro che ‘ermetiche’ e ‘disgiunte’: (1) la loro natura largamente intertestuale, soprattutto ma non solo in riferimento al romanzo in due parti di Lewis Carroll (Alice nel Paese delle Meraviglie, Attraverso lo specchio); (2) il modo in cui tali immagini verbali sono inserite ciclicamente in un flusso musicale perfettamente logico, coerente e puntualmente espressivo, tale da svolgere, nel complesso, una funzione per così dire ‘onirico-narrativa’.

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Pubblicato

09/17/2025 — Aggiornato il 09/18/2025

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Articoli